WINTERAGE – L’importanza di un’eredità imponente

 WINTERAGE – “The Inheritance Of Beauty”
• (2021 – Scarlet Records) •

A distanza di sei anni dall’album di debutto “The Harmonic Passage” e dopo aver guadagnato una cospicua esperienza in sede live al fianco di band quali Angra, Moonspell, Elvenking e Dark Moor, i genovesi Winterage inaugurano il 2021 con la loro seconda fatica discografica, “The Inheritance Of Beauty”.

Tanta era la curiosità, così come alta era l’aspettativa, volta alla band, descritta da molti come una potenziale nuova rivelazione in ambito power metal italiano, ma ahimè la pubblicazione di questo atteso secondo capitolo discografico avvalora il dubbio che, inizialmente, mi si era instillato in testa: quanta originalità ci sarà nell’album? La risposta non tarda ad arrivare ed, infatti, purtroppo non si riscontra pressoché alcuna originalità! È sempre spiacevole rimarcare certe affermazioni, specie se rivolte ad una giovane band, ma ciò che ci viene offerto in questo disco è una palese rimescolanza di qualcosa che, purtroppo, abbiamo già avuto modo di sentire nei decenni precedenti.

“Overture”, opening track di questo nuovo lavoro, si presenta come un’intro operistica molto cinematografica, dove i cori, supportati dal violino di Gabriele Boschi, da subito richiamano alla mente lo stile classico dei Rhapsody di “Legendary Tales”. Il sound è essenzialmente la fotocopia della proposta musicale della band di Turilli e Staropoli, specie per quel che riguarda l’ausilio della lingua italiana, alternata a quella inglese, presente nei ritornelli, peculiarità, questa, già introdotta dai sopracitati artisti nel corso della propria carriera. La stessa storia si ripete anche nelle successive tracce, in particolar modo nella titletrack e in “The Wisdom Of Us”, la cui esecuzione sembra una sorta di rivisitazione di due cover ben eseguite dei Rhapsody nel loro periodo più maturo e cupo con l’aggiunta di qualche melodia in puro stile Blind Guardian.

Le stesse similitudini sono evidenziate anche nella coppia “The Mutineers” / “Orpheus and Eurydice”, seguita da “Chain Of Heaven”, dove ancora una volta si evincono palesi influenze dei lavori degli “ultimi” Rhapsody di Luca Turilli, i Turilli’s Rhapsody. Alcune parti si reiterano allo stesso modo allo stile cinematografico del musicista triestino e, sfortunatamente, il tentativo del quintetto genovese non passa assolutamente inosservato; al contrario, sembra proprio che i nostri vogliano mettere ancora di più in risalto queste evidenti imitazioni.

La sensazione che scaturisce sin dai primi minuti di ascolto di “The Inheritance Of Beauty” è quella di avere a che fare con un miscuglio di stili e musicalità ben distinte e facilmente riconoscibili, dove l’originalità è completamente assente. Sia chiaro: l’epicità è comunque presente, l’ascolto procede scorrevole, ma purtroppo certe grosse pecche penalizzano molto il lavoro svolto in studio dalla band, il cui intento di riportare in auge sonorità già abbondantemente suonate e sdoganate arriva con un grosso ritardo di almeno 20 anni!

Se non esistessero musicisti magistrali e maestosi come Alex Staropoli, Luca Turilli e Fabio Lione, in questo contesto “The Inheritance Of Beauty” risulterebbe decisamente originale, ma le evidenti scopiazzature e la palese voglia della band di voler scimmiottare band storiche di altissima caratura rende questo album un prodotto totalmente privo di personalità. Sembra, purtroppo, di avere a che fare con un album prodotto da una cover band dei Rhapsody, il cui intento è sì scrivere testi propri, continuando però ad utilizzare sonorità già conosciute. A livello tecnico il quintetto ligure ha delle buone carte da giocare, ma qui viene fortemente sfavorito dalle troppe parodie di band che hanno creato un genere, ahimè, decisamente abusato; ciononostante, “The Inheritance Of Beauty” risulta comunque un buon album ben confezionato, suonato e cantato ottimamente, ma gli errori, purtroppo, a volte si pagano e in questo caso a pagarne non è la qualità alta del prodotto in sé, bensì la totale assenza di estrosità ed innovazione.

VOTO: 6/10

TRACKLIST:

  1. Overture
  2. The Inheritance Of Beauty
  3. The Wisdom Of Us
  4. Of Heroes And Wonders
  5. The Mutineers
  6. Orpheus & Eurydice
  7. Chain Of Heaven
  8. La Morte Di Venere
  9. Oblivion Day
  10. The Amazing Toymaker

Winterage line up:

  • Matteo Serlenga – bass
  • Gabriele Boschi – violin, orchestrations
  • Daniele Barbarossa – vocals
  • Gianmarco Bambini – guitars
  • Luca Ghiglione – drums