WIND ROSE – Folk power forgiato sull’incudine


WIND ROSE – “Wintersaga”
• (2019 – Napalm Records) •

 

Avevamo lasciato i nostrani Wind Rose con “Stonehymn”, terza dichiarazione d’amore nei confronti della fusione in chiave fantasy di power metal e folk nordico. Quest’anno, forte di un contratto firmato con la Napalm Records, il quintetto originario di Pisa è tornato alla carica con il quarto album in studio: “Wintersaga”. Il nome indirizza l’immaginazione verso montagne innevate e un’epicità tolkeniana ancora più marcata rispetto agli album precedenti, ma quello che non ci si aspetta (almeno, se non si guarda la cover art) è il protagonismo assoluto della stirpe dei nani. Chi pensava che i singoli “Diggy Diggy Hole” e “Drunken Dwarves” fossero delle eccezioni all’insegna dello spirito goliardico che può caratterizzare brani simili resterà sorpreso, e chi invece ha trovato in questo genere la propria dimensione ideale adorerà l’album nella sua interezza.

Già dalle prime note “Wintersaga” rinnova la sua promessa di guidare l’ascoltatore attraverso un viaggio epico. “Of Iron and Gold”, interamente strumentale e impreziosita da cori, violini e tastiere sognanti, ci accompagna con il suo respiro sinfonico alle porte di otto brani che, per usare le parole dei Wind Rose stessi, sono “forgiati sull’incudine”. La sensazione di maestosità presente in ogni traccia fa da cornice ad un sound che coniuga la potenza di riff e sezioni ritmiche serrate ad elementi che ritroviamo nel più classico folk metal, con il valore aggiunto di una produzione curatissima.

“Wintersaga” è, come ci si aspetterebbe dalla titletrack, la degna rappresentante dell’album: il giusto equilibrio tra aggressività e sonorità folkeggianti, delineato benissimo dal riff iniziale nel quale si insinuano le note di un violino. “Drunken Dwarves” e “Diggy Diggy Hole”, come accennato, sono due brani festaioli che sicuramente durante i live faranno scintille (soprattutto la seconda, che con sei milioni di visualizzazioni su Youtube in appena tre mesi sembra essere già una favorita).

“Mine! Mine! Mine!” offre cinque minuti di relativa tranquillità e facendo da spartiacque introduce le tracce finali, caratterizzate da un minutaggio più consistente. Degna di nota è sicuramente “There And Back Again”: l’alternarsi di atmosfere delicate e oscurità death alla Dimmu Borgir, il tema musicale cinematografico e la voce pulita di Francesco Cavalieri rendono questo brano la gemma dell’album. Gli ascoltatori più attenti noteranno i riferimenti nel testo a Lo Hobbit, ripreso anche nella maestosa “The King Under the Mountain”. L’album si chiude con “We Were Warriors”, una traccia di nove minuti che può essere considerata un compendio epico di tutti gli elementi tipici dei Wind Rose.

Nonostante i molti aspetti positivi “Wintersaga” presenta tuttavia anche delle pecche; prima fra tutte la ripetitività di certi motivi e schemi, soprattutto nella seconda parte. I brani sono di per sé validi, ma inquadrati nel contesto dell’album tendono invece a fondersi e a risultare all’orecchio un unico blocco (“Diggy Diggy Hole” fa eccezione per ovvie ragioni). In secondo luogo, il concentrarsi interamente sui nani se da un lato è una scelta stilistica coerente con la band e la proposta musicale (e divertente per il pubblico), dall’altro rischia di diventare un serpente che si morde la coda e risultare penalizzante a lungo andare, soprattutto se la controparte musicale non spicca per originalità all’interno del genere.

In conclusione, i Wind Rose con quest’album si sono riconfermati maestri nel creare atmosfere nevose e ottimo power, ma col passaggio di etichetta forse ci si aspettava qualcosa in più a livello di originalità ed evoluzione personale del sound; nonostante ciò, il mix di heavyness, splendide orchestrazioni e melodie che sembrano provenire direttamente dai picchi innevati di Erebor rende “Wintersaga” un album solido e capace di mettere d’accordo tolkeniani e non.

VOTO: 7/10

Tracklist:

  1. Of Iron and Gold
  2. Wintersaga
  3. Drunken Dwarves
  4. Diggy Diggy Hole
  5. Mine Mine Mine!
  6. The Art of War
  7. There and Back Again
  8. The King Under the Mountain
  9. We Were Warriors

WIND ROSE lineup:

  • Francesco Cavalieri – Vocals
  • Claudio Falconcini – Guitars
  • Federico Meranda – Keyboards
  • Cristiano Bertocchi – Bass
  • Federico Gatti – Drums