VOICES OF THE FUSELAGE – l’Odissea continua


VOICES FROM THE FUSELAGE – “Odyssey: The Founder Of Dreams”
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(2018 – White Star Records) •

 

Da amante dell’album “Altered State” dei TesseracT, tempo fa mi chiesi che fine avesse fatto Ashe O’Hara, cantante della band dal 2012 al 2014. Fu così che scoprii la sua band, i Voices From The Fuselage, con all’attivo (allora) un EP del 2011 ed un album del 2015. Quest’ultimo in particolare, “Odyssey: The Destroyer Of Worlds”, mi rapì: un perfetto mix di progressive metal melodico, post-rock, linee vocali pop, atmosfere surreali e dinamiche emozionanti. Ho atteso con ansia il sequel di quest’album, e finalmente ecco qui “Odyssey: The Founder Of Dreams”. Di seguito le mie impressioni.
L’album si apre con l’eterea “Via”, dal sound quasi ambient/elettronico; la celestiale voce di Ashe si moltiplica in diversi layer vocali per portarci subito in una dimensione sublime. Poi entra la band, ma il pezzo si mantiene a livelli morbidi e calmi; sembra quasi di ascoltare un pezzo post-rock con un vocalist pop. Con “The Monolith” il mood diventa più aggressivo, con chitarre tendenti al djent; il pezzo è comunque caratterizzato anche da elementi atmosferici come chitarre effettate, tastiere e voci celestiali. Questo mix è la cifra dell’album, ed in generale dello stile dei Voices From The Fuselage: un rock atmosferico, a tratti progressive, che strizza l’occhio al metal più moderno e al djent, ma al contempo molto emotivo e coinvolgente, complice soprattutto l’espressività del cantante. L’album si snoda così, tra pezzi più catchy e diretti (come i due singoli “Nine Levels” e “Vestibule Of Hell”), altri più atmosferici ed emotivi (“Vault Of Heaven” o “Domus”), inserendo a tratti sezioni più violente ed aggressive. Nonostante molti pezzi abbiano una struttura e delle linee vocali ispirate al pop, gli arrangiamenti e le dinamiche dei pezzi non sono mai scontate: la linearità è spesso sacrificata in favore di crescendo o improvvise sezioni inaspettate. Naturalmente quando parlo di “pop” intendo melodie vocali e stile canoro accattivante e melodico, ma non allegro: le sensazione trasmesse dalla musica dei Voices From The Fuselage hanno spesso a che fare con malinconia, a tratti disperazione, ma con un mix di momenti eterei e a tratti confortanti. Molto efficaci anche alcuni inserti sinfonici, come in “The Monolith”, “Life On Titan” e “Machina”. A mio parere, la parte migliore dell’album è proprio quella finale: “Domus” è forse la canzone più emozionante del disco, con un ritornello diretto e disperato, dalle atmosfere che più mi ricordano l’album precedente; “Destitute” ondeggia tra momenti di profonda tranquillità e di sentimenti esplosivi. Ma forse il capolavoro dell’album è l’ultima traccia, “Machina”, un pezzo audace di 9 minuti: un’intro sinfonica ci porta ad una strofa melodica e rilassante, per poi sollevarsi in un’esplosione di chitarre a cui fanno da contraltare gli angelici, quasi femminili vocalizzi di Ashe. Un mix di sentimenti contrastanti, ma in qualche modo ben coesi tra loro. Il pezzo è ulteriormente impreziosito da un assolo di chitarra di Olly Steele dei Monuments.
Nonostante l’album, a mio parere, non raggiunga i picchi di emotività e di spettacolarità del precedente “The Destroyer Of Worlds”, i Voices From The Fuselage dimostrano di nuovo di aver creato una propria identità, fatta di post-rock, space rock, progressive metal e pop, elementi miscelati in maniera molto sapiente. La loro musica ha diversi livelli di lettura, che vanno da una piacevolezza immediata a strutture musicali complesse, tempi dispari e dinamiche molto calcolate. Decisamente una delle scoperte più interessanti degli ultimi anni, che meriterebbe maggiore visibilità, nonostante con quest’album forse abbiano giocato più sul sicuro rispetto al precedente. Il difetto dell’album forse è proprio questo: la semplicità degli arrangiamenti a volte è eccessiva, e l’ispirazione, che a tratti raggiunge picchi notevoli, in certi punti sembra mancare, soprattutto nella prima metà del disco. Tuttavia ciò non mina un giudizio complessivamente molto positivo.

VOTO: 7,5/10

Tracklist:

  1. Via
  2. The Monolith
  3. Life On Titan
  4. Nine Levels
  5. Vault Of Heaven
  6. Vestibule Of Hell
  7. Grave Digging
  8. Domus
  9. Destitute
  10. Machina

Voices From The Fuselage lineup: 

  • Ashe O’Hara – Vocals
  • Mitch Ramsay – Guitars
  • Josh Galloway – Guitars
  • Scott Lockhart – Drums