VANDOR – Alla ricerca di una luce

VANDOR – “On a Moonlit Night”
• (2021 – Scarlet Records) •

Secondo full-length in arrivo per i power metallers svedesi VANDOR, qui alle prese con la loro prima fatica discografica pubblicata con la nuova etichetta, Scarlet Records, con la quale la band ha recentemente firmato un contratto discografico per più dischi!

Presentare la band in un contesto come questo risulta per il sottoscritto un po’ insidioso, poiché sarebbe molto facile etichettare il gruppo svedese come l’ennesimo futile tentativo di svoltare in un genere ormai involuto come quello del power metal europeo.

I fratelli Vide (chitarra e voce) e Alve (basso) Bjerde e Jack L. Stroem (chitarra, cori) non fanno per nulla mistero di avere come punti di riferimento band d’altissima caratura quali Helloween, Sonata Arctica, Rhapsody of Fire (il frontman, in effetti, molto ricorda il nostro grande  Giacomo Voli sia per la fisicità che per le doti vocali, ndr)… del resto chi non li ha in questo ambito?

Procedendo con l’ascolto di questa seconda prova in studio, da subito appaiono evidenti queste ispirazioni ma non per questo ci troviamo di fronte a un lavoro piatto, anzi, le idee buone ci sono eccome!  Rispetto al piuttosto acerbo debutto “In The Land Of Vandor” del 2019, il quintetto ha dovuto affrontare due colpi non indifferenti: in primo luogo, l’abbandono del tastierista Uno Rosengren e il cambio batterista da Lova Krysell a Robin Risander in corso d’opera.

La musica di “On A Moonlit Night” è un power metal anni ’90, con influssi decisamente prog ed in tal senso i sintetizzatori di Johannes Frykholm sono decisivi al fine di enfatizzare maggiormente questo aspetto, contribuendo in modo evidente ad innalzare il livello del platter.
Il prog, infatti,  è evidente già solo dando un’occhiata alla tracklist e alle tempistiche dei brani; i diciassette minuti di “The Sword To End All Wars” risaltano subito all’occhio e all’orecchio: quando si è davanti a una suite di tale durata, in genere si ha l’aspettativa di voler ascoltare qualcosa di speciale, ma contemporaneamente una parte di noi sarà contraria, in quanto una lunghezza simile può incappare costantemente in una prolissità eccessiva. Bisogna, quindi, essere molto attenti e coraggiosi nell’intraprendere una scelta stilistica simile e i nostri, a quanto pare, lo sono stati; nonostante il brano non sia esente da pecche e da eccessivi riferimenti a gruppi capostipiti del progressive metal mondiale come Dream Theater e Queensrÿche, chi è avvezzo al genere in questione non potrà fare a meno di giudicare positivamente questo complesso insieme di melodie e assoli tenute assieme, come da consolidata prassi, da un filo conduttore musicale nonché dagli ottimi vocalizzi di Alve Bjerde.

Complessivamente la suite passa l’esame a pieni voti, tuttavia, paradossalmente, non posso dire altrettanto degli “esami” all’apparenza più semplici (in quanto più corti) rimanenti. Se, infatti, “Mountain of Avagale” ha risvolti musicali marcatamente prog, lo speed power alla Rhapsody of Fire di “River Of Life” e l’appassionante orecchiabilità di “Endless Sea” riescono ad essere all’altezza della situazione senza lode né infamia.

Il livello del disco si abbassa drasticamente man mano che si prosegue con “Future To Behold”, brano abbastanza monocorde che ha il solo merito di smorzare un po’ i toni; “Fate Of Eltoria” risulta, invece, troppo prevedibile, mentre la stessa titletrack, che solitamente dovrebbe rappresentare il fiore all’occhiello di una band, in questa sede risulta appena sufficiente nel suo disperato tentativo di riprendere la melodia di “Endless Sea”, riproposta qui in chiave acustica, esperimento che, personalmente, reputo nettamente poco riuscito.

Particolarmente incolore risulta anche la bonus track “Enter Twilight”, il cui sforzo appare abbastanza piatto. “On A Moonlit Night” è, a conti fatti, un’occasione persa, un disco sul quale i nostri avrebbero potuto prestare decisamente più attenzione ai dettagli, facendolo apparire meno scialbo di quello che, effettivamente, risulta nel suo complesso. Se da un lato alcuni momenti sono di indubbia fattura, come la suite presente, molti, purtroppo, sono i lati negativi ed altresì prolissi di un lavoro probabilmente frutto anche della totale mancanza di esperienza dovuta alla giovane età della band. Le potenzialità ci sono, per i Vandor si tratta adesso di affinare maggiormente la qualità compositive, cercando di osare di più, nel tentativo di trovare un proprio stile che si distacchi dei grandi modelli di riferimento.

VOTO: 5/10

TRACKLIST:

  1. … Darkness Looms
  2. Mountains of Avagale
  3. River of Life
  4. Endless Sea
  5. Future to Behold
  6. Fate of Eltoria
  7. The Sword to End All Wars
  8. On a Moonlit Night
  9. Enter Twilight

Vandor line up:

  • Vide Bjerde – vocals
  • Jack L. Stroem  – guitars
  • Alve Bjerde – bass
  • Lova Krysell/Robin Risander – drums