TROLLFEST: Un volo a metà!

TROLLFEST – “Flamingo Overlord”
• (2022 – Napalm Records) •

Nono album in dirittura d’arrivo per i norvegesi Trollfest. “Flamingo Overload” giunge a tre anni di distanza dall’ultimo lavoro in studio, “Norwegian Fairytales”, il quale, purtroppo, non riscosse un gran successo.

Prima di andare all’analisi del lavoro in sé c’è da fare una piccola premessa: questi ragazzi sono folli, decisamente e lo si capisce sin dalla primissima cosa che notiamo del disco, ovvero l’artwork di copertina. Niente di eccezionale, effettivamente, tutto l’insieme sembra disegnato senza una reale logica: ci aspettiamo un fenicottero e quello troviamo, ma l’idea di uno sfondo rosa con una sfilza di fenicotteri della medesima tonalità fa storcere molto il naso, è un po’ come applicare un fondo bianco ad una scritta grigia.

Ci sarebbe da indagare su tante cose di questo disco, in primis ci si domanda perché la band scandinava abbia avuto questa fissa particolare per i fenicotteri rosa… Ad ogni modo, il disco si apre con “Dance like a Pink Flamingo”, un pezzo potente che risulta davvero gradevole e stranamente poco radiofonico. La batteria è molto estrema, così come la voce alternata tra pulito e sporco che rende il tutto molto poco “Trollfest” per come li ricordiamo; infatti, più che puntare ad atmosfere folk, il gruppo punta proprio alla potenza, tirando fuori un pezzo quasi metal (ovviamente con le dovute proporzioni).

Cosa molto diversa avviene invece nel pezzo successivo che, udite udite, è solo una delle due title track inserite all’interno del disco. “Flamingo Overload – All drinks on me”, appunto, risulta molto old school con atmosfere folk ed un ritornello da subito coinvolgente, di quelli che ti fanno ballare con chiunque ti sta affianco, per quanto sembri piuttosto semplice a livello musicale (sonorità riprese da tantissimi altri brani folk, ma non per questo meno divertente) e “Flamingo Overload – Flamongous” che, a differenza delle due precedenti tracce, punta ad un mix di sonorità ancora diverse: heavy, power con qualche sprazzo di thrash. Veloce e incalzante a livello batteristico e chitarristico (power chords davvero potenti) e coinvolgente dal punto di vista vocale.

Se dobbiamo soffermarci sulla peggiore traccia in assoluto, sia dal punto di vista musicale che di inventiva, è senza dubbio la successiva “Twenty Miles an Hour”, un brano decisamente piatto a livello musicale, monotono nelle sue linee vocali e nemmeno coinvolgente, sotto nessun punto di vista. Una vera pecca! L’unica cosa che davvero si salva è la tempistica inferiore ai 3 minuti, perché oltre ad un minutaggio normale, probabilmente ci saremmo tolti le cuffie senza nemmeno proseguire oltre, sbagliando. Si, sbagliando, perché non ci saremmo goduti a pieno l’estratto “Piña Colada”, uno dei singoli promozionali di questo disco.

Il brano è assai divertente e ha una cosa che nessuna traccia del disco possiede, ovvero quella “forza” nel ritornello che fa sì che lo stesso si stampi immediatamente in testa. La traccia è chiaramente radiofonica ed estiva (come si può intuire dal titolo che richiama la famosa bevanda consumata sulle spiagge di tutto il mondo, ndr) e arriva esattamente dove vuole arrivare. Estate è sinonimo di divertimento, freschezza e tormentoni musicali: ebbene, questa traccia ha tutte le carte in regola per essere un vero e proprio tormentone!

In conclusione, che dire di questo lavoro? Senza dubbio “Flamingo Overload” risulta essere almeno due spanne sopra il precedente “Norwegian Fairytales”, per via del lavoro sulle ritmiche, sul gioco tra le diverse canzoni e il coinvolgimento dell’ascoltatore; tuttavia non è esente da pecche: sono, infatti, molti i brani che tendono a stufare, il che equivale a circa la metà del disco, vuoi perché ci aspettavamo più freschezza e più folk rispetto a potenza pura (certi punti sembra di sentire i Trivium, e non penso che sia ciò che si aspetta un loro fan), vuoi perché ci saremmo aspettati anche ritornelli più incisivi in più tracce e non in solo metà.

Tuttavia, questo è nettamente un punto da cui ripartire, perché il lavoro in sé è buono, non totalmente ma comunque nettamente un passo in avanti rispetto al precedente. Un lavoro, questo, pienamente consigliato a chi non ha chissà quali aspettative di nessun genere e vuole sperimentare, in quanto tocca davvero moltissimi generi senza approfondirne nessuno.

VOTO: 6,5/10

TRACKLIST:

  1. Dance Like A Pink Flamingo
  2. All Drinks On Me (feat. Jonne Järvelä – Korpiklaani)
  3. Flamongous
  4. Twenty Miles An Hour
  5. The Flamingorilla
  6. Flamingo Libre
  7. Piña Colada
  8. Rule The Country
  9. The Way You Earn Your Drinks
  10. Overlords Have Feelings
  11. Bob Venke

Trollfest line up:

  • John Espen Sagstad (Mr.Seidel) – guitar
  • Fabian Jiru (Grimdrap Glutenfri Fleskeng) – guitar
  • Jostein Austvik (Trollmanneni – vocals
  • Eirik Renton (TrollBANK) – bouzouki, vocals & DJ
  • Kai Renton (Fjernkontrollet) – synth, accordion
  • Dag Stiberg (DrekkaDag) – saxophone
  • Øyvind Erik Strønen Johannesen (Lodd Bolt) – bass, vocals
  • Bjørn Dugstad Rønnow (Kjellkje) – drums, vocals