Tracer: gli australiani dal sound americano

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TRACER – “Water For Thirsty Dogs”
• (2015 – OMN Label Services) •  

Tracer: dopo il buon successo di “El pistolero” i ragazzacci di Adelaide tornano all’attenzione dei riflettori con il loro secondo album in studio, dal titolo “Water for thirsty dogs”. Le dieci tracce che compongono il CD sono legate da un filo invisibile, ma resistente; l’intero lavoro presenta una buona organicità, sia per quanto riguarda i testi che per le sonorità presentate. Il grande pregio di questo album è la capacità di creare, fin dal primo ascolto, un’atmosfera inconfondibile; se le note avessero un gusto, quelle dei Tracer saprebbero di sabbia, di tramonti caldi e di scintillanti città sperdute nel deserto. “Water for thirsty dogs” è un album piacevole, che coinvolge da subito e non stanca, da ascoltare in qualsiasi momento della giornata.
Tecnicamente, i tre australiani sono precisi, legati a doppio filo ai canoni del genere e all’eredità dei signori del rock. Basso e batteria sono comparse di tutto rispetto, ma sono la chitarra e la voce di Michael Brown a reclamare i ruoli principali dello show. Brown dimostra un’ottima estensione e un buon controllo della voce: tanto le note basse quanto gli acuti sono puliti, eseguiti senza voler strafare, con la serenità di chi è consapevole delle proprie doti.
Se si chiudono gli occhi e ci si lascia trasportare dalla musica è facile riscontrare influenze glam e punk, unite ad una chitarra blues/grunge che richiama i Nirvana. Diversi i pezzi degni di nota: se “Water for thirsty dogs”, da cui prende il nome l’intero album, è di sicuro la traccia musicalmente più ricca, “We’re only animals” è la più incalzante e ritmata. Con “Homeward bound” i Tracer dimostrano di saper comporre anche ballate di qualità senza snaturare il proprio genere. La canzone migliore dell’album, a mio parere, è “Astronaut-juggernaut”, di cui colpisce l’avvolgente assolo di chitarra (il quale, con le dovute differenze e senza voler offendere alcun mostro sacro, mi ha riportato alla mente le note di Lindsey Buckingham in “The Chain”). Il mondo del rock è stato ampiamente esplorato in ogni sua forma: “Water for thirsty dogs” non contiene alcuna rivelazione epocale; tuttavia, l’album è solido, completo, appetibile per un vasto pubblico e adatto per essere suonato dal vivo. Le melodie sono piene e coinvolgenti, ed è facile lasciarsi andare all’ascolto senza sottoporre il gruppo di Adelaide a confronti troppo onerosi. Insomma, i Tracer hanno sfornato un lavoro di tutto rispetto, che consiglio a chi è in cerca di un rock diretto e senza compromessi, vivace e positivo. Non resta che vederli dal vivo, il 29 ottobre: suoneranno come apertura al concerto degli Apocalyptica nel tempio italiano dell’heavy: l’Alcatraz di Milano.

 

Tracklist:
01. Water For Thirsty Dogs
02. We`re Only Animals
03. Us Against the World
04. Lazy
05. Astronaut_Juggernaut
06. Halfway To Zero
07. The Machine
08. Homeward Bound
09. Owe You Nothing
10. Tremors

TRACER lineup:
Michael Brown – Guitars and Vocals
Jett – Bass and Vocals
Andre Wise – Drums
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