TOOL – Tutto e nulla


TOOL – “Fear Inoculum”
• (2019 – Tool Dissectional / Volcano) •

 

Inutile fare giri di parole, “Fear Inoculum” è l’evento musicale del 2019, atteso da 13 anni da un mondo intero di amanti di un certo tipo di musica e di “arte su sette note”. Qualcuno potrebbe parlare di una band troppo distratta dai vari progetti collaterali in cui i vari membri sono coinvolti, oppure asserire che questi nuovi ottanta minuti suddivisi in sette canzoni (che aumentano a dieci nell’edizione digitale, ma le tre aggiunte non sono altro che brevi strumentali d’intermezzo tra le varie songs) sono un viaggio musicale complesso, oscuro e da affrontare in ripetuti ascolti. Altre persone diranno che si tratta di un lavoro non innovativo come i 4 precedenti, pieno di deja vu sonori, pesante, monolitico e noioso fino all’indefinibile.

Un disco stanco e ripetitivo, basato su note alienanti, pochi accordi di chitarra secchi, una batteria invasiva ed eccessiva, e parti cantati messe lì ogni tanto e del tutto estranee al tessuto musicale, come se fossero ospiti indesiderati. Aggiungiamo anche il fatto che “Fear Inoculum” viene venduto sottoforma (per ora esclusiva) di un cofanetto ripieno di schiccherie da collezionisti ed un po’ intellettualoidi (concepite dal chitarrista Adam Jones), al prezzo di circa novanta euro. L’arte può essere assaporata soltanto da chi ha i soldi per potersela permettere, anche se in effetti il disco è stato anche reso disponibile all’ascolto in streaming su varie piattaforme nella rete. Per altri illuminati, “chi non capisce la genialità dei Tool, non comprende nulla di musica”. Quindi, ha veramente senso parlare e scrivere di “Fear Inoculum”?

Arrivando al paradosso totale, ha senso ascoltare un prodotto che, in fondo è stato già giudicato e catalogato prima della sua uscita?

Certamente, i Tool rimangono rivoluzionari, perché hanno fatto assorbire facilmente alle radio ed ai supporti musicali di tutto il mondo un singolo (la title track) lungo dieci eterni minuti. Un nuovo record.

Chi vi scrive non può valutare questa opera come un normale disco di rock/progressive/modern/metal, perché, “Fear Inoculum”, nel 2019 non può più essere rinchiuso in questi limiti. Dimenticando tutto quello che si è detto e ipotizzato e che abbiamo elencato nelle righe precedenti, abbiamo davanti a noi un esempio di “Musica Classica” moderna e del tutto attualizzata. Una Musica “artificiale” e inoculata (come la paura di cui si parla nel titolo) negli ascoltatori con grazia e veemenza, suddivisa in sette movimenti circolari e labirintici, con un minutaggio che va dai dieci ai quindici minuti (a parte il bizzarro assolo di batteria di “Chocolate Chip Trip”, che si ferma a cinque), che vanno lasciati “respirare” e fluire senza fretta. Senza giudizi e senza parole.

Musica classica per le donne e gli uomini del 2019. Impossibile da ignorare, ed il voto alto rappresenta questa unicità dei Tool. Abbiamo bisogno di loro, una volta ancora.

VOTO: 9/10

Tracklist:

  1. Fear Inoculum
  2. Pneuma
  3. Invincible
  4. Descending
  5. Culling Voices
  6. Chocolate Chip Trip
  7. 7empest

TOOL lineup:

  • Maynard James Keenan – Vocals
  • Adam Jones – Guitars
  • Justin Chancellor – Bass
  • Danny Carey – Drums