TIMO TOLKKI’S AVALON – Il nuovo enigma di Timo

TIMO TOLKKI’S AVALON – “The Enigma Birth”
• (2021 – Frontiers Music Srl) •

Quarto capitolo della ormai celebre “metal opera” di Timo Tolkki: l’ex Stratovarius dopo lo split con la band nei primi anni duemila sembra ormai aver fatto di questo progetto il centro del suo universo compositivo. Eppure rispetto agli altri tre predecessori questo “The Enigma Birth” sembra aver avuto una gestazione e una nascita un pochino “forzata” quasi a dover accontentare la casa discografica che per contratto doveva ancora pubblicare un disco sotto il nome di Timo Tolkki.

Per stessa ammissione di Timo infatti, il suo progetto “Avalon” doveva essere una trilogia e questo quarto capitolo non era originariamente previsto. Se aggiungiamo a questo fatto ulteriori elementi su come Timo non abbia avuto alcuna voce sulla produzione del disco e sia stata la casa discografica a scegliere sia i cantanti sia i brani (composti da Timo) da immettere nella tracklist ecco che questo progetto appare sempre più lontano dal controllo del celebre chitarrista finlandese e più come un qualcosa di freddo e calcolato da parte della label.

Nonostante questo  ho cercato di avvicinarmi a questo lavoro senza pregiudizi pur avendo ancora nelle orecchie i non esaltanti capitoli “due” e “tre” della saga, che dopo il promettente “Land Of New Hope” del 2013 si era un pochino affossata. Nonostante questo, da grande amante di questo tipo di progetti e spinto dal buon cast di cantanti presenti (su cui spicca la presenza di Brittney Slayes degli Unleash The Archers, una delle voci per quanto mi riguarda più incredibili della scena metal attuale) mi sono convinto nel dare una chance a questo lavoro.

Il risultato per quanto mi riguarda è discreto e soffre come nei precedenti capitoli di un songwriting non sempre di alto livello che viene compensato dalla professionalità dei vocalist a disposizione nel progetto che oltre alla Slayes vedono James Labrie (Dream Theater), Raphael Mendez (Icon Of Sin), la già presente Caterina Nix (Chaos Magic), Fabio Lione (Ex- Rhapsody), Marina La Torraca (Phantom Elite), Pellek e Jake E. (Ex- Amaranthe) e che tra ballad e molti pezzi mid-tempo dal sapore epico da il meglio di se in quelle composizioni puramente Power Metal alla Stratovarius che potrebbero suonare un pochino clichè al giorno d’oggi ma che rappresentano per quanto mi riguarda il punto di forza di questo album assieme ai sempre riusciti assoli funambolici di Timo.

E per farvi capire di cosa sto parlando ascoltate il brano d’apertura “Enigma Birth” con quel duello chitarra-tastiera verso il finale davvero notevole incorporato in un assalto power metal che sembra provenire direttamente da album quali “Episode” o “Fourth Dimension” degli Stratovarius. Il pezzo suona epico e con un ritornello davvero riuscito e la stessa cosa si può dire per l’ultima bordata power metal che chiude il disco, “Without Fear” che con Fabio Lione alla voce ci riporta in territori familiari che però sono sempre ben accetti anche se l’accoppiata “Eagle” e “Rainbow” nei ritornelli di questo genere sono parole che sono state decisamente abusate.

Master Of Hell” è un altro pezzo heavy che si apre con delle tastiere ottantiane che in generale ha un mood leggermente più oscuro con la timbrica di Raphael Mendez leggermente più sporca ma comunque piena di pathos. Anche qui gli assoli intrecciati di chitarra e tastiera ci riportano ai vecchi Stratovarius senza ovviamente raggiungere quei vertici compositivi.

Sono invece i pezzi più mid-tempo ad essere quelli meno interessanti del lotto a partire da “I Just Collapse”, un brano piuttosto anonimo che vorrebbe essere catchy con il suo approccio più “mainstream rock” e che pur inserendosi bene nella tracklist lascia poco all’ascoltatore se non il solito buon assolo di chitarra di Timo stavolta dalla vena più melodica del solito.

Memories” è un altro mid-tempo dal sapore sinfonico quasi alla Within Temptation che però ancora una volta soffre di linee vocali scontate e poco originali e anche la presenza della grandiosa Brittney Slayes non riesce a salvare il brano dalla mediocrità. “Beautiful Lie” inizia con degli effetti elettronici e non suona troppo distante dal sound di alcuni degli album solisti di James Labrie che canta in questo brano.

Forse il buon James in questo momento della sua carriera non sarà di certo al top in quanto a voce ma la sua professionalità e il suo modo di interpretare la musica è unico nonostante il sottoscritto inizi ad essere un pochino insofferente alla sua timbrica nasale. Nonostante questo trovo “Beautiful Lie” è un pezzo rockeggiante piuttosto piacevole.

Altra intro elettronica e pezzo bello frizzantino il prossimo cantato da Jake E che in questa “Truth” offre una delle migliori prestazioni vocali del disco nonostante, ancora una volta il brano in se non faccia gridare al miracolo se non per il gran bell’assolo di Timo Tolkki che si candida ad essere uno dei migliori dell’album.

Another Day” è la prima vera e propria ballad del disco dal sapore romantico e nostalgico con una Marina La Torraca che a riesce ad impressionare con le sue vocals. In questa sezione del disco di Power Metal ce ne sta ben poco o anzi nulla ma probabilmente la cosa che gli si avvicina di più è la rocciosa “Beauty And War” interpretata magistralmente da Raphael Mendez che dona al pezzo un sapore che ricorda molto gli Avantasia di Tobias Sammet ed un aurea medievale e puramente fantasy che trovo più consona al tipo di progetto voluto portare avanti da Tolkki.

Ed in effetti questa “Beauty And War” risulta piacevole e farà felice gli amanti di un certo tipo di Power Metal epico e roccioso allo stesso tempo.  Ma l’epicità e la drammaticità raggiungono il picco con la successiva “Dreaming” che si apre in maniera grandiosa prima che le delicate melodie di Lione accarezzino magistralmente il pezzo che ripartirà su lidi questa volta totalmente power metal.

Dreaming” è un misto tra i Black Sabbath di “Heaven & Hell” ed un power metal di stampo più moderno con un‘interpretazione di Lione che fare il salto di qualità al pezzo mostrandoci l’importanza di avere un vocalist dalla grande classe quale la sua. Melodie folk delicate ed eteree ci accompagnano verso la chiusura del pezzo e accompagnandoci al singolo di lancio del disco “The Fire And The Sinner”, ennesimo mid-tempo dal sound mistico e avvolgente interpretato da Brittney Slayes e Jake E, singolo che fondamentalmente rappresenta bene un disco ben suonato, ben cantato, ben prodotto ma che non si eleva dalla media delle uscite del genere proposte nel panorama power metal attuale.

Ancora una volta come è successo negli ultime due uscite discografiche di questo progetto è proprio il songwriting che spesso manca un pochino di continuità offrendoci un prodotto che consiglierei solamente agli amanti del genere e ai fan delle metal opera in stile Avantasia.

VOTO: 6,5/10

TRACKLIST:

  1. Enigma Birth
  2. I Just Collapse
  3. Memories
  4. Master Of Hell
  5. Beautiful Lie
  6. Truth
  7. Another Day
  8. Beauty And War
  9. Dreaming
  10. The Fire And The Sinner
  11. Time
  12. Without Fear

Timo Tolkki’s Avalon line up:

  • James LaBrie – vocals
  • Jake E – vocals
  • Caterina Nix – vocals
  • Brittney Slayes – vocals
  • Raphael Mendez – vocals
  • Fabio Lione – vocals
  • Marina La Torraca – vocals
  • Pellek – vocals
  • Timo Tolkki – guitars
  • Andrea Arcangeli – bass
  • Antonio Agate – keys, orchestra
  • Marco Lazzarini – drums