THERION – Dalle origini al presente

THERION – “Leviathan”
• (2021 – Nuclear Blast) •

La genialità di un grande artista a volte può portarlo a raggiungere obiettivi decisamente alti, tanto da soddisfare a pieno il famoso ‘sogno nel cassetto’ e abbandonare del tutto progetti imponenti, il cui lavoro richiederebbe tanto studio e, diciamocelo, un cospicuo budget. In seguito alla mastodontica opera pubblicata nel 2018, ‘Beloved Antichrist’, il mastermind dei Therion si era trovato completamente privo di qualsiasi stimolo artistico, non invogliato, quindi, a rigettarsi in imprese bombastiche, fino a quando, in seguito ad un particolare confronto con l’amico e collega Thomas Vikstrom, ha ritrovato la voglia e l’ispirazione tanto agognata e si è buttato a capofitto in un album decisamente ambizioso che si allontana, musicalmente, dal suo predecessore.

Da alcune idee ormai messe nel dimenticatoio e ripescate giusto lo scorso anno dopo quasi due decadi, Christofer Johnsson decide, quindi, di regalare ai propri fan ‘l’album da loro tanto desiderato’, un disco interamente composto da ciò che lo stesso musicista svedese definisce un ‘lavoro di hit songs’. Una scelta che piacerà ai fan di vecchia data ma che potrebbe far storcere il naso ai più giovani che hanno conosciuto la band con il sound più recente. Quello che, infatti, il buon Chris ci offre in ‘Leviathan’, diciassettesimo lavoro in studio, altro non è che un album semplice, senza alcun concept elaborato o studiato nei minimi dettagli, dove gli undici brani presenti catturano perlopiù l’ascoltatore per immediatezza ed orecchiabilità; d’altro canto, però, sappiamo che ai Therion piace puntare molto sui singoli elementi caratteristici della band, come la cura smodata per le orchestrazioni abbinate alle solenni voci femminili di Lori Lewis e Chiara Malvestiti o all’inserimento di melodie medio-orientali o di stampo simile che ben si sposano nel contesto, o ancora alla varietà musicale che, da sempre, rende i dischi della band svedese molto variegati ed eterogenei.

Sin dal brano d’apertura ‘The Leaf Of The Oak Of Far’ e dalla successiva “Tuonela”, ritroviamo sì elementi originali, derivati dalla partecipazione straordinaria di ospiti di tutto rispetto, ma ciò che ci fa un attimo riflettere è dovuto, probabilmente, alla sensazione che la band abbia involontariamente voluto omaggiare in parte alcuni album storici quali “Lemuria”, “Theli” o ‘Gothic Kabbalah’. Si tratterà sicuramente di un naturale sviluppo musicale, come dichiarato in sede di intervista dallo stesso chitarrista, non deciso quindi a tavolino, ma alcuni brani del lotto sembrano ripescati direttamente dagli album sopracitati, quasi come se fossero dei ‘left out’, dei singoli esclusi da questi lavori e rivalutati, appunto, dopo tanti anni. Il risultato, però, non mina l’alta qualità del prodotto offerto e anzi, invoglia decisamente l’ascoltatore a proseguire questo viaggio sonoro caratterizzato da ricche sfaccettature musicali, riscontrabili nelle melodie più groovy-oriented (‘Eye Of Algol’) o ai tocchi progressive metal (‘Great Marquise Of Hell’) presenti nel lotto. Non mancano, ovviamente, omaggi anche alla musica classica, nello specifico ad uno dei compositori più amati di sempre, Wagner (artista al quale anche gli Apocalyptica tributarono un album nel 2015, ndr), come evidenziato in uno dei singoli di lancio dell’album, ‘Die Wellen Der Zeit’, o collaborazioni con personaggi che, in parte, hanno segnato la storia dei Therion, come il mitico Mats Léven, ospite principe nel brano “Psalm Of Retribution”.

In appena 45 minuti o poco più, il combo di Väsby ci offre un disco multiforme, qualitativamente alto, impreziosito anche dal notevole contributo dei vari guest reclutati per questa occasione. “Leviathan” è un lavoro decisamente più immediato ed accattivante rispetto ai lavori ai quali Christofer Johnsson ci ha abituati sin dal proprio debutto nella scena musicale. I brani sono sì diretti e di facile assimilazione ed in parte era proprio questo l’intento di Mr. Johsson, offrire ai fan ciò che desideravano, un disco semplice, non troppo complesso, che soddisfasse le aspettative della propria cerchia di fedeli. ‘Leviathan’ forse non si porrà allo stesso livello di altri buoni lavori del passato, ma è certamente un album godibile, un tassello in più sulla nutrita discografia degli svedesi che, ancora una volta, dimostrano come l’ispirazione, a volte, possa tornare quando meno te lo aspetti, regalando quella voglia di rimettersi in gioco in un’altra bella opera, meno esigente, certo, ma decisamente motivante.

VOTO: 7,5/10

TRACKLIST:

  1. The Leaf Of The Oak Of Far
  2. Tuonela
  3. Leviathian
  4. Die Wellen Der Zeit
  5. Ai Dakha
  6. Eye Of Algol
  7. Nocturnal Light
  8. Great Marquis Of Hell
  9. Psalm Of Retribution
  10. El Primero Sol
  11. Ten Courts Of Diyu

Therion line up:

  • Christofer Johnsson – Guitars (rhythm), Vocals, Bass, Keyboards, Programming
  • Nalle Påhlsson – bass
  • Thomas Vikström – vocals
  • Chiara Malvestiti – vocals
  • Lori Lewis – vocals
  • Christian Vidal – guitars
  • Marco Hietala – vocals in “Tuonela”
  • Mats Leven – vocals in “Psalm Of Retribution”
  • Noa Gruman – vocals in “Ten Days Of Diyu”
  • Snowy Shaw – drums
  • Taida Nazraić – vocals in “Tuonela”, “Der Wellen der Zeit”, “Ten Days Of Diyu”
  • Rosalía Sairem – vocals in “The Leaf Of The Oak Of Far”, “Eye Of Algol”, “El Primero Sol”