I Temperance e l’abbraccio della Terra

TEMPERANCE new cd 2016
TEMPERANCE – “The Earth Embraces Us All”
• (2016 – Scarlet Records) •

 

Se ripenso che sono già passati due anni da quando ho conosciuto questa band, e che siamo già arrivati alla terza fatica, mi rendo conto di come passa veloce il tempo. In pochissimo tempo i Temperance, l’ormai nota band melodic metal nostrana, è passata dall’essere una delle tante band emergenti all’affermarsi in maniera abbastanza decisa – ed il tour europeo insieme ai Luca Turilli’s Rhapsody, nonché il supportare per ben due volte i Nightwish, confermano il loro successo. Complici l’impatto musicale molto diretto degli album precedenti, nonché la grande capacità di coinvolgimento in sede live, i ragazzi hanno collaudato una formula decisamente efficace.
Ma veniamo a “The Earth Embraces Us All”, in uscita il 16 settembre per Scarlet Records: la band ha mantenuto le caratteristiche che le hanno assicurato un successo sempre crescente, o ha deciso di rischiare esplorando nuovi territori? Anticipo già che la risposta è: entrambe le cose. Questo disco è stato contemporaneamente una conferma dell’essenza della band ed un colpo di scena alquanto inaspettato. “A Thousand Places”, opening track dell’album, è una sorta di manifesto programmatico del disco: un violino solista accompagnato da chitarroni potenti e tastiere sinfoniche ci conduce ad una sezione di chitarra acustica, a cui segue il pianoforte, per poi veder rientrare il violino… sto ascoltando un disco prog/folk? Solo dopo due minuti entra in scena la voce di Chiara e realizzo che sono veramente i Temperance con un sound evoluto e decisamente più complesso. Le linee vocali molto pop, i ritornelli catchy, ma micidiali, dal sapore power e gli arrangiamenti elettronici sono sempre presenti, ma altri colpi di scena si susseguono nel pezzo, come un interludio di armonizzazioni vocali di Marco, un nuovo assolo di violino ed un assolo di sax soprano nel finale. L’entusiasmo per un brano così imprevedibile viene però parzialmente smorzato dai seguenti brani in scaletta: dalla traccia 2 fino alla traccia 8 la nuova vena sperimentale viene un po’ oscurata da pezzi sicuramente efficaci, ma dalle strutture decisamente meno ardite. Non che non ci sia cura negli arrangiamenti: chitarre e basso cattivi, arrangiamenti elettronici, linee vocali pop, venature symphonic, doppio pedale e acuti di Marco creano un mix equilibrato e piacevole. Cito “Unspoken Words”, che sarà il secondo singolo dell’album (dopo il primo “Revolution”), brano che abbiamo già potuto ascoltare l’8 giugno a Roma: il pezzo estremizza il sound pop melodico tanto da avere l’impressione di sentire Giorgio Vanni e Cristina d’Avena cantare in una metal band, il tutto condito da un nuovo gusto folk. Un’altra sorpresa si ha con “Maschere”, pezzo in italiano, che però ricalca la formula Temperance. Molto belli gli spazi pianistici, come alla fine di “At The Edge Of Space”. Si dà molto spazio a questo strumento in molti pezzi, ad esempio in “Fragments Of Life”. Si tratt di un brano più delicato e dal sapore quasi disneyano, caratterizzo da una grande cura per le dinamiche e per l’aspetto interpretativo: è al contempo sereno e commovente. Arriviamo a “Revolution”, il primo singolo estratto dall’album, e ci si chiede: ma tutta quella vena sperimentale mostrata nella prima traccia rimane confinata lì? Ecco però che il pezzo successivo, “Advice From A Caterpillar”, smentisce questo sospetto. Uno degli highlights dell’album, per 8 minuti veniamo trasportati in una sorta di assurda fiaba che ci porta in mondi da cartone animato, in cui gli elementi tipici della band accompagnano sezioni oniriche, il violino che riprende il 5° Capriccio di Paganini, un carillon, canti bambineschi, un intermezzo jazz in cui ritorna il sax, fino a sezioni metal piuttosto spinto. Il brano pare dipingere la natura intera in musica, tanto è variegato ed imprevedibile. Dopo una “Change The Rhyme” dalle belle sezioni acustiche ed orchestrazioni, arriva il vero colosso del disco: “The Restless Ride”, suite che sfiora i 13 minuti. Dopo una fantasmagorica introduzione, il pezzo si sviluppa per i primi 6 minuti secondo gli schemi consueti, ma poi esplode il caos: un dolce flauto lascia spazio ad una sezione strumentale metal (con belle linee di basso), che poi sfocia in uno dei momenti topici dell’album (a mio parere). Mi riferisco ad un interludio corale cantato da Marco, composto in stile rinascimentale (pare di sentire lo “Stabat Mater” di Giovanni Pierluigi da Palestrina), con testo in latino tratto dall’Apocalisse di Giovanni: la mente mi porta all’ultima traccia di “Drones” dei Muse. Anche con questo pezzo strisciamo tra momenti di epicità, di delicatezza, di cattiveria e di serenità: il lungo minutaggio non si avverte minimamente, e con un outro pianistico il brano lascia l’ascoltatore decisamente soddisfatto del viaggio all’interno di quest’album.
Ascoltato una sola volta, il disco rivela molte belle sorprese, ma vuole essere ascoltato di nuovo per essere compreso meglio: e questa è la riprova che ci troviamo di fronte ad un gran bel disco. La critica che mi sento di muovere è quella che ho già cercato di esprimere fra le righe: la vena sperimentale e complessa del disco sembra essere eccessivamente concentrata nei tre pezzi più elaborati (“A Thousand Places”, “Advice From A Caterpillar” e “The Restless Ride”), che risultano eccessivamente gonfiati rispetto agli altri brani, i quali invece si attengono a standard più comuni. A mio parere c’è ancora troppa polarità tra il fattore ‘immediatezza’ ed il fattore ‘complessità’: forse preferirei che questi due fattori si amalgamassero meglio e si distribuissero più equamente. Questo vale anche per le linee vocali, che sono volutamente ‘facili’ nella maggior parte dei casi, e sono pochi i momenti in cui Chiara è più espressiva (cito ad esempio “Fragments Of Life” o “Change The Rhyme”). Anche la performance vocale di Marco è notevole, ma la quantità di acuti sporchi può risultare eccessiva. Ma questi sono solo dettagli: i Temperance stanno pian piano rivelando la loro natura di grandi compositori e musicisti, e mi auguro che questo “The Earth Embraces Us All” sia un album di passaggio verso un futuro in cui i ragazzi metteranno a frutto al 100% il loro potenziale compositivo.

Voto: 8/10

Tracklist: 

  1. A Thousand Places
  2. At The Edge Of Space
  3. Unspoken Words
  4. Empty Lines
  5. Maschere
  6. Haze
  7. Fragments Of Life
  8. Revolution
  9. Advice From A Caterpillar
  10. Change The Rhyme
  11. The Restless Ride

TEMPERANCE lineup: 

  • Chiara Tricarico – Vocals
  • Marco Pastorino – Guitars, vocals
  • Luca Negro – Bass
  • Giulio Capone – Drums, keyboards

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