TARJA – Il ritorno della regina


TARJA – “In The Raw”
• (2019 – earMUSIC) •

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità: Tarja Turunen questo lo sa bene. Quando il tuo appellativo comune è Queen e i tuoi fan ti idolatrano al punto da chiamarti dea, restare sempre al massimo delle tue capacità è quasi un obbligo. E la cantante finlandese, in più di vent’anni di attività nel mondo metal e non, si è sempre dimostrata all’altezza delle aspettative. L’addio ai Nightwish è ormai un ricordo lontanissimo, eclissato da una carriera solista costellata da album che hanno fatto centro ogni volta. Dalle atmosfere nordico sognanti di My Winter Storm alla grinta rock di The Shadow Self, la Regina è sempre riuscita a mettere sul piatto un’offerta musicale diversa ogni volta, ma sempre coerente con il suo stile e la sua visione personale. “In The Raw”, il suo settimo album in studio, sembra non voler essere da meno.

L’album si apre con “Dead Promises”, una traccia dalla struttura essenziale che con la sua qualità “grezza” e le guest vocals di Björn Strid (Soilwork, The Night Flight Orchestra) riesce a incuriosire al punto giusto prima di passare a “Goodbye Stranger”. Questa volta l’ospite d’onore è l’italianissima Cristina Scabbia dei Lacuna Coil; un riff che richiama i Pantera introduce un brano ammaliante caratterizzato dalla combinazione delle voci di Tarja e Cristina, che si librano in un’atmosfera in bilico fra heaviness e versi dagli accenti più leggeri.

Un ottimo inizio ci porta alla terza traccia, “Railroads”. Tarja comincia a tirare fuori dal cilindro qualcuna delle sorprese che ci ha abituati a trovare in ogni album: in questo caso, una breve parte dell’intro che lascia spiazzati per la sua somiglianza con “Let’s Dance” dell’immortale Bowie e un ritornello arioso e upbeat dal gusto pop che tende a rimanere in testa.

Nel quarto brano, “Railroads”, ho ritrovato un po’ del vibe grandioso e invernale di “My Winter Storm” e palesi riferimenti (molto apprezzati) a Ryuichi Sakamoto. “Railroads” è l’esempio di cosa vuol dire sperimentare restando fedeli al proprio stile; il brano è in stile Tarja ma al tempo stesso offre una ventata di novità, unendo nuovi spunti e un classico ritornello che fa volare la voce del soprano finlandese fino alle vette a cui ci ha abituati. Bellissimo brano, sicuramente uno dei miei preferiti dell’album.

A metà album si posiziona “You and I”, una ballad dalla bellezza struggente in cui pianoforte e violini fanno da cornice ideale a lyrics che colpiscono in pieno petto con la forza di un ariete – interpretate magistralmente con il giusto equilibrio fra delicatezza e potenza.

“The Golden Chamber”, la sesta traccia, è un gradito intermezzo quasi interamente strumentale dal respiro cinematografico. Le atmosfere fantasy e sognanti rassicurano lo spettatore fino alle note iniziali di “Spirits of the Sea”. I contrasti stridenti tra le linee vocali e la parte strumentale, la sezione ritmica cadenzata e la generale aura gloomy tengono fede al titolo, dipingendo uno scenario marittimo desolato (ma anche piuttosto poetico).

Con “Silent Masquerade” arriva il turno del terzo ospite dell’album, Tommy Karevik (Kamelot, Seventh Wonder). Tarja sa scegliere bene i suoi ospiti: anche in questo caso il talentuoso Tommy risulta una perfetta controparte vocale. Nonostante questo, “Silent Masquerade” è il brano di “Into the Raw” che ho apprezzato meno: a livello di inventiva ho trovato la parte strumentale non brillante quanto il resto dell’album, e la presenza dei versi recitati all’inizio e alla fine un po’ forzata.

Al contrario “Serene” mi ha conquistata con percussioni maestose, splendide linee vocali nel ritornello (e splendida voce, ma serve dirlo?) e un bridge inaspettato.

Ultima traccia “Shadow Play”, che sfoggia le vesti regali del symphonic metal classico e regala a questo meraviglioso album la chiusura con fuochi d’artificio che merita.

“In the Raw” dimostra come la Regina, al settimo album, non sia assolutamente disposta a cedere il suo titolo nobiliare. Fedele a sé stessa e alla sua visione creativa ma sempre aperta a sperimentare con nuovi sound, Tarja ci ha regalato un album straordinario che sorprende, emoziona e fa venire voglia di riascoltarlo tutto dall’inizio una volta finito.

VOTO: 9/10

Tracklist:

  1. Dead Promises with Björn “Speed” Strid
  2. Goodbye Stranger with Cristina Scabbia
  3. Tears In Rain
  4. Railroads
  5. You and I
  6. The Golden Chamber
    Awaken
    Loputon yö
    Alchemy
  7. Spirits Of The Sea
  8. Silent Masquerade with Tommy Karevik
  9. Serene
  10. Shadow Play

TARJA lineup:

  • Tarja Turunen – Vocals
  • Kevin Chown – Bass
  • Christian Kretschmar – Keyboards
  • Alex Scholpp – Guitars
  • Timm Schreiner – Drums