SWALLOW THE SUN – La morte è soltanto il principio


SWALLOW THE SUN – “Lumina Aurea”
• (2018 – Century Media) •

“La morte è soltanto il principio”, così citava una celebre frase tratta da “La Mummia”, film del 1999 con Brendan Fraser e Rachel Weisz. Mai espressione fu più azzeccata di questa per presentarvi la nuova produzione targata Swallow The Sun. La tragica perdita di Aleah Stanbridge, storica partner lavorativa della band e compagna di vita del chitarrista/mastermind Juha Raivio, deve avere certamente giocato un ruolo primario nella composizione di “Lumina Aurea”, che andiamo ora ad analizzare. Questa nuova produzione, frutto forse di una voglia di sperimentazione, o al contrario il risultato di ciò che i nostri hanno provato nel corso degli ultimi anni (tanto che la band stessa, recentemente, ha dichiarato di aver vissuto un periodo non propriamente facile, ndr) segna difatti una svolta strabiliante per il combo finnico, tanto da distaccarsi radicalmente da quelle sonorità doom a cui i nostri da sempre ci hanno abituati nel corso della loro carriera. Questo nuovo singolo, infatti, abbraccia il lato oscuro, quello più viscerale e malinconico dettato dalle melodie tipicamente funeral doom/ambient che, a tratti, sembra quasi strizzar l’occhio anche al sound incredibilmente gothic dei Dead Can Dance. Il dolore della perdita, in tutte le sue sfaccettature, è percettibile in ogni singola nota e parola del brano stesso; in questi lunghi 13 minuti, Raivio vuole trasmettere in musica e parole il proprio tormento, la sua immensa disperazione e una fortissima rabbia, dando vita ad una suite meravigliosamente maligna e funerea, una gemma di rara bellezza gotica e molto intimistica.
Caratterizzato da melodie sinistre, cupe, irrequiete, spaventose, il brano è supportato anche da un consistente tappeto sonoro molto variegato ed enigmatico, arricchito di colori, atmosfere gregoriane e sfaccettature peculiari, rette da una sezione di corni e percussioni, accompagnate da una sorta di invocazione recitata in latino, a cui il guest d’eccellenza, il vero protagonista della suite a parer di chi scrive, Marco I. Benevento (The Foreshadowing), dà una propria vita grazie ad un’interpretazione oltremodo esemplare.  L’EP, inoltre, presenta anche la versione strumentale dell’omonimo brano, una rivisitazione molto più leggera e meno catartica della precedente, in sé questo lavoro non è subito “masticabile” e richiede effettivamente alcuni ascolti prima di riuscire ad addentrarsi pienamente nel mood che i finlandesi hanno voluto creare per coinvolgere ulteriormente il proprio pubblico in un percorso nefasto… Qui l’ascoltatore intraprende un viaggio onirico sinistro, dove paura, malinconia e disperazione sono gli elementi predominanti e viene letteralmente trascinato in un vortice intricato che lo porterà a capire il vero senso dell’abbandono e a confrontarsi con quella percezione disturbante di inquietudine, soffocamento ed agitazione. I fan della band probabilmente si troveranno decisamente disorientati dinnanzi a una svolta del genere e sebbene sia da considerarsi una produzione indipendente, poiché anticiperà sì la nuova release in uscita a gennaio ma non ne farà in alcun modo parte, nella sua affascinante e sinistra malignità “Lumina Aurea” mostra il lato più lugubre e malinconico del combo finnico e dà un’ulteriore dimostrazione del talento innato dei sei musicisti di Jyvaskyla. Come l’EP stesso suggerisce per rafforzare maggiormente lo stato d’animo che ha colpito Raivio negli ultimi due anni e per sottolineare quanto siano diversi due sentimenti agli antipodi, “La morte è più forte della vita, l’amore è più forte della morte”.

VOTO: 8/10

Tracklist:

  1. Lumina Aurea
  2. Lumina Aurea (instrumental version)

SWALLOW THE SUN line-up:

  • Mikko Kotamäki – Vocals
  • Juha Raivio – Guitars
  • Markus Jämsen – Guitars
  • Matti Honkonen – Bass
  • Aleksi Munter – Keys
  • Kai Hahto – Drums