STRIKER – Nati per vincere


STRIKER – “Play To Win”
• (2018 – Record Breaking Records) •

Quanti conoscono gli Striker? Quanti amano l’Heavy Metal?
Poiché le risposte sono correlate a quanto appena chiesto, possiamo dirvi che chi non conosce la band ma ama ugualmente questo genere musicale, apprezzerà certamente il sound di questo gruppo canadese. Attivo dal 2007, il combo di Edmont ha lavorato molto in questi 11 anni e possiede una peculiarità che non tutte le realtà musicali odierne, purtroppo, hanno: la band, infatti, propone la propria musica inedita già da una decade ormai e ha la media di un album fisso all’anno, il che non è affatto male visto ha già all’attivo 8 lavori in studio, anzi, nove adesso, dal momento in cui il nono capitolo della discografia dei canadesi, “Play to Win”, è uscito proprio quest’anno.

La potentissima opening track “Heart Of Life” è la chiara dimostrazione che questa band non scherza affatto: riff pieni, veloci, potenti e divertenti, è il classico pezzo heavy spacca timpani; “Position of Power”, per chi scrive, è un brano già meno incisivo, tuttavia ha un ritornello molto accattivante e presenta passaggi più melodici rispetto al pezzo precedente. Si prosegue con “Head First”, dall’intro calma per poi scatenarsi in tutta la sua potenza che a tratti richiama i cari Iron Maiden e ad altri i Kiss, specie nel ritornello, un mix particolare che, nel complesso, funziona alla grande e diverte l’ascoltatore.  “On the Run” si presenta come una delle tracce più melodiche dell’intero platter, virata più sull’hard rock classico, dal tipico gusto “radio-friendly” che, purtroppo, nella sua interezza non scatena un gran entusiasmo; “The Front”, con mio stupore, presenta un riff molto ‘scopiazzato’ da una miriade di brani già triti e ritriti: nonostante la lieve pecca, gli Striker hanno la capacità di trascinare l’ascoltatore grazie all’unicità data dai ritornelli, e questa traccia ne è la prova schiacciante! La titletrack “Play To Win” richiama vagamente le sonorità dei Van Halen e, con mia grande sorpresa, non so spiegarmi il motivo per il quale sia possibile un collegamento simile, ma nel complesso non mi dispiace affatto, poiché grazie anche ai continui cambio di tempo e ritmo, la canzone risulta più assimilabile e di facile comprensione. Si passa a “Standing Alone” perché, come ogni album che si rispetti, che sia hard rock o heavy metal o quello che volete, la ballad è d’obbligo! Il brano è la classica canzone lenta che serve per smorzare e rilassare un po’ il cervello: molto particolare, seppur a tratti sembri, forse, un po’ troppo ripetitiva e decisamente prolissa (5 minuti per una ballad di questo tipo è, a mio avviso, davvero stancante, va bene rilassarsi, ma con le adeguate misure cautelari). “Summoner” è, forse, la traccia più ‘strana’ di “Play to Win”, talmente esemplare tanto da distaccarti dal brano stesso, come se la musica trascinasse la mente altrove. Non  si sa se la cosa sia stata voluta o approvata dalla band stessa, il brano lascia certamente spiazzati, alcune armonizzazioni risultano completamente azzeccate e geniali, ma altre parti del pezzo risultano poco digeribili e decisamente noiosi. La nona traccia è una sorta di autobiografia degli Striker stessi: “Heavy Is My Heart” mischia classic rock, heavy e, in alcuni frangenti, persino un po’ di glam, un mix decisamente interessante. Chiusura affidata a “Hands of Time” che, a mio avviso, può diventare uno dei grandi classici della band, poiché ha tutte le carte in regola per esserlo. Voce precisa, chitarre molto ben fuse tra loro e, ancora una volta, quello che non manca mai in questo album, ovvero un ritornello trascinante!

Un disco particolarmente interessante quello offerto dai canadesi, tanto che il sottoscritto ne ha apprezzato a pieno ogni singola sfaccettatura. Nonostante alcune lievi pecche, gli Striker hanno dimostrato di possono competere benissimo con le maggiori band heavy in circolazione, sebbene la fama del combo di Edmont al momento sia decisamente più limitata rispetto a quella dei giganti della scena. Consigliati per chi avesse voglia di spaziare le proprie conoscenze musicali e volesse approcciarsi a una realtà fresca, coinvolgente e decisamente esaltante!

VOTO: 7,5/10

Tracklist:

  1. Heart Of Lies
  2. Position Of Power
  3. Head First
  4. On The Run
  5. The Front
  6. Play To Win
  7. Standing Alone
  8. Summoner
  9. Heavy Is The Heart
  10. Hands Of Time

STRIKER line-up:

  • Dan Cleary – Vocals
  • Tim Brown – Guitar
  • Chris Segger – Guitar
  • William Wallace – Bass
  • Adam Brown – Drums