STAR ONE: Tra musica e viaggi nel tempo!

STAR ONE – “Revel In Time”
• (2022 – Inside Out Music) •

L’universo creativo di Arjen Lucassen non smette mai di deliziare i suoi fan con nuova musica, che sia del suo “main project” Ayreon o meno, il polistrumentista olandese è sempre pieno di idee e stavolta decide di riesumare il moniker  Star One, ormai fermo da più di dieci anni (ossia da quando nel 2010 uscì “Victims Of The Modern Age”).

Star One si è sempre differenziato da altri suoi progetti in quanto musicalmente fa risplendere il lato più metal  del background musicale di Lucassen con chitarre muscolari, riff granitici senza dimenticare mai lo spirito più tipicamente progressive che pervade tutte le composizioni di Arjen.

Come i due precedenti dischi con questo moniker, anche il terzo titolo del progetto Star One è completamente legato ai film di fantascienza, ma se nel primo capitolo (“Space Metal” del 2002) il focus era lo spazio mentre il secondo (“Victims Of The Modern Age”) prendeva spunto da quei film che avevano un lato più distopico, ecco che questo “Revel In Time” si basa totalmente (come suggerisce il titolo del disco) su quelle pellicole che hanno come principale tema i viaggi nel tempo e la distorsione dello spazio/tempo.

Ogni brano della tracklist è legata ad un particolare film più o meno datato, e noi cinefili potremmo davvero divertirci nell’addentrarci nel mondo di quei capolavori che hanno fatto la storia di questo genere come “Ritorno al Futuro” , “Donnie Darko” ( uno dei miei film preferiti di sempre) oppure il più recente ma non meno grandioso “Interstellar”. Undici tracce per undici film diversi dunque. Ma le sorprese non sono finite qui!

L’album, infatti, oltre che contenere le tracce standard, porta con sé un disco bonus, dove i brani della tracklist sono riproposti con vocalist diversi, così i fan potranno scegliere quale delle due versioni preferiscono ascoltare. E qui entriamo nel fantastico mondo degli ospiti che suoneranno e canteranno su questo disco.

Lucassen, negli anni con i suoi progetti, ci ha abituato fin troppo bene anzi…ci ha abituato al meglio del meglio, dato che nei suoi dischi ci hanno suonato leggende come Keith Emerson,  Rick Wakeman, Jordan Rudess, Steva Vai e hanno cantato vocalist come Bruce Dickinson, Jorn Lande, Russel Allen, Fish, James Labrie, Floor Jansen e molti molti altri.

Anche questo “Revel In Time” non è da meno e anzi… la storia è che Lucassen aveva così tanti vocalist per questo progetto che ha deciso di replicare l’album di modo da dare spazio a tutti e come al solito il polistrumentista olandese è sempre il migliore nel riuscire a far esprimere talenti di enorme livello al meglio rendendoli ancora più efficaci ed espressivi rispetto agli album delle loro rispettive band.

Partiamo col primo pezzo, “Fate Of Man” che per chi scrive risulta il brano migliore del  lotto grazie anche a una straordinaria Brittney Slayes che per quanto mi riguarda è uno dei talenti più cristallini che abbiamo nel nostro genere musicale. Ovviamente il pezzo proposto per lei è una di quelli più vicini al power metal che abbiamo sul disco, non lontanissimo dalla coordinate sonore dei suoi Unleash The Archers e il brano condito da un magnifico assolo di chitarra dello straordinario Micheal Romeo (Symphony X) e ispirato dal film Terminator apre il disco alla grandissima.

Vorrei anche aggiungere che nel secondo disco potrete ascoltare il medesimo brano con le linee vocali stavolta di Marcela Bovio (Stream Of Passion).Il secondo brano “28 Days (Till The End Of Time)” ispirato al capolavoro Donnie Darko è un pezzo più cupo, lento e minaccioso. Esso suona molto distopico e il solito Sir Russel Allen si mette a disposizione con la sua incredibile potenza vocale per un altro dei miei vocalist preferiti di sempre nella scena Metal.

Da segnalare il pregevole assolo di chitarra di Timo Somers (ex- Delain). Il disco continua a dimostrarsi con il proseguire della tracklist sempre molto eterogeneo, molto di più che i precedenti dischi del medesimo progetto tanto che alcuni pezzi come il successivo “Prescient” con il loro lato estremamente progressive e sperimentale potrebbero far parte tranquillamente di un disco degli Ayreon.

Questo brano è accompagnato da due vocalist d’eccellenza come Micheal Mills (Tohinder), un pupillo di Lucassen ormai da svariato tempo, ma anche da una new entry nel mondo di Arjen come Ross Jennings, straordinario frontman di una delle band più meritevoli dell’intero panorama progressive degli ultimi quindici anni, ossia gli inglesi Haken.

Molto frizzante e di stampo chiaramente hard rock la successiva “Back From The Past” secondo me coglie perfettamente l’essenza di “Ritorno al Futuro”, film da cui è ispirato il pezzo; il brano infatti è tra i più positivi e ariosi come sound nel complesso, riflettendo il mood di un film che tra quelli citati è sicuramente quello con uno stampo più leggero.

Memorabile la prestazione di Jeff Scott Soto che ci offre alcune delle linee vocali migliori e anche di maggior presa dell’intero album. La title track del disco al contrario “Revel In Time”, nonostante il suo piglio chitarristico “groovoso”, lo trovo un pezzo un pochino sottotono. Anche qui ci troviamo d’innanzi ad un brano che ha quel sapore hard rock ma che allo stesso tempo contiene la grandiosità del sound tipico di Lucassen e vorrebbe anche qui essere uno dei brani più immediati del lotto e nonostante le solite buone prestazioni dei musicisti coinvolti per quanto mi riguarda non riesce ad essere particolarmente memorabile.

Ancora chitarre dal piglio hard rock ( l’inizio sembra veramente un pezzo degli anni 80’ contaminato con delle tastiere dal retrogusto molto “purpliano”) in “The Year Of ‘41”, tanto che sembra proprio di essere in quella sezione del disco fatto da pezzi più immediati, leggeri e spensierati. Atipico per il tipico sound Star One, specialmente se vi ricordate la cupezza di album quali “Victims Of The Modern Age”.

Da segnalare in “The Year Of ‘41” (ispirato dal film del 1980 “Countdown Dimensione Zero”) un assolo di tastiera di ottimo livello da parte di Jens Johansson (Stratovarius) che sfocia in una sezione del pezzo più heavy e dal sound più distopico per un brano che al contrario del precedente fa centro anche grazie alla performance maiuscola al microfono di Joe Lynn Turner (Deep Purple, Rainbow, Malmsteen).

Bridge Of Life” (ispirata al film “Frequency” del 2000) suona epica, ma allo stesso tempo delicata, riportandomi indietro a tratti al debutto dei Rainbow con quelle linee vocali eteree in questo caso offerte dall’eterno Damian Wilson sempre presente nel cast degli album marchiati Star One e ormai un fedelissimo di Lucassen.

Damian continua ad incantarci con la sua voce come accadde nella bellissima “And The Druids Turned To Stone” del progetto Ayreon per il brano che in assoluto presenta la maggiore alternanza in assoluto tra pesantezza  e delicatezza. Dan Swano degli Edge Of Sanity ci conduce nella pesante e rocciosa “Today Is Yesterday” (ispirata dalla commedia romantica dal piglio sci-fi del ’93 “Ricomincio Da Capo”).

Questo pezzo a livello di sound è davvero particolare ed ispirato; a tratti cupa e rocciosa, tanto che pare di buttarsi a capofitto in quei riff super corposi alla “The Day That The World Breaks Down“ degli Ayreon mentre in altre parti ecco che esce fuori il sound più progressive, sperimentale e a tratti psichedelico del disco anche grazie ai sintetizzatori moog sui cui si cimenta magistralmente Lisa Bella Donna e che dona quel tocco di progressive anni ’70 al sound del pezzo.

Da notare che sulla “seconda versione” del pezzo presente sul secondo disco il brano viene cantato interamente dallo stesso Arjen Lucassen, gradita sorpresa per quelli come me che sono molto affezionati alla sua voce nonostante ovviamente a livello tecnico non possa competere con gli altri grandissimi professionisti presenti sul suo album.

Non può esserci disco di Lucassen senza Floor Jansen (e d’altronde come dargli torto?). La valchiria olandese, come al suo solito, ci stupisce con la sua incredibile performance in “Hand On The Clock” (ispirato dal film del 2011 “Source Code”) che forse non sarà il pezzo più ispirato del lotto, ma anche qui non manca dei suoi momenti interessanti, anche se spesso ho una sensazione di deja- vu sentendo la strofa del brano che un pochino mi ricorda come incedere quella di “Cassandra Complex” dal precedente disco degli Star One del 2010 (“Victims Of The Modern Age”) anche quest’ultima cantata da Floor.

Beyond The Edge OF It All” lo trovo un brano piuttosto debole nell’economia del disco e non contiene elementi di rilievo se non il pregevole assolo di chitarra di Lucassen. Decisamente meglio l’epica chiusura di “Lost Children Of The Universe” ispirato dal capolavoro di Christopher Nolan “Interstellar” che è anche il film più recente tra quelli in lista e che vede tra i musicisti coinvolti niente di meno che Roy Khan (ex- Kamelot) e alla chitarra il leggendario Steve Vai.

In conclusione il ritorno del progetto Star One, dodici anni dopo il suo ultimo capitolo, ci presenta un disco che farà felice tutti i fan di Arjen Lucassen, oltre che gli appassionati di film di fantascienza, grazie come al solito alla fantastica produzione sonora del disco che risulta essere, heavy, corposa, ma allo stesso tempo con un sound eterogeneo rispetto ai precedenti capitoli del medesimo progetto.

L’incredibile cast di cantanti e musicisti che l’album ha a sua disposizione (da Steva Vai a Roy Kahn, da Russel Allen a Brittney Slayes) è solo la ciliegina sulla torta dell’album e benché per chi scrive a livello di songwriting l’album non sfiori neanche lontanamente i fasti dei migliori dischi scritti da Lucassen ( “The Human Equation”, “Into The Electric Castle” , “01011001”) si tratta comunque di un lavoro più che valido consigliato a chi ama il prog e la fantascienza!

VOTO: 7,5/10

TRACKLIST:

CD 1.

  1. Fate Of Man (Brittney Slayes/Micheal Romeo)
  2. 28 Days (Till The End Of Time) (Russel Allen /Timo Somers)
  3. Prescient (Micheal Mills/Ross Jennings)
  4. Back From The Past (Jeff Scott Soto/Ron Bumblefoot Thal)
  5. Revel In Time (Brandon Yeagley/Adrian Vandemberg)
  6. The Year Of ’41 (Joe Lynn Turner/Will Shaw/Joel Hoekstra/Jens Johansson)
  7. Bridge Of Life (Damian Wilson)
  8. Today Is Yesterday (Dan Swano/Lisa Bella Donna/Marcel Singor)
  9. A Hand On The Clock (Floor Jansen /Joost van den Broek)
  10. Beyond The Edge of It All (John Jaycee Cuijpers/Arjen Lucassen)
  11. Lost Children Of The Universe (Roy Khan /Hellscore Choir/Steve Vai)

CD2.

  1. Fate Of Man (Marcela Bovio)
  2. 28 Days (Till The End Of Time) (John Jaycee Cuijpers)
  3. Prescient (Will Show)
  4. Back From The Past (John Jaycee Cuijpers )
  5. Revel In Time (John Jaycee Cuijpers)
  6. The Year Of ’41 (Alessandro Del Vecchio)
  7. Bridge Of Life (Wilmer Waarbroek)
  8. Today Is Yesterday (Arjen Lucassen)
  9. A Hand On The Clock (Marcela Bovio/Irene Jansen)
  10. Beyond The Edge of It All (Mike Andersson)
  11. Lost Children Of The Universe (Tony Martin)

Star One line up:

  • Arjen Lucassen – Guitars, Bass , Keyboards, Vocals
  • Erik van Ittersum – Solina Strings
  • Marcela Bovio – Backing Vocals
  • Irene Jansen – Backing Vocals
  • Ed Warby – Drums