Seventh Wonder – la quinta “meraviglia”


SEVENTH WONDER – “Tiara”
• (2018 – Frontiers Records) •

 

Sono passati ormai 8 anni dall’ultimo album dei Seventh Wonder, band progressive power metal svedese fondata nel 2000; un lungo periodo di inattività, interrotto solo dalla pubblicazione del DVD “Welcome To Atlanta Live 2014” (del 2016), dovuto sicuramente all’entrata del cantante Tommy Karevik nei Kamelot, avvenuta nel 2012. Finalmente anche i Seventh Wonder ritornano sulle scene con quest’album “Tiara”, il loro quinto in studio, sicuramente molto atteso dai fan e dalla scena prog power. Cosa è cambiato nei Seventh Wonder? L’album soddisfa le aspettative generate da un così lungo silenzio?
Dopo un’intro orchestrale, i primi quattro pezzi presentano molto bene il prodotto: un bel mix di ritmiche e riff power metal, un uso abbondante di tastiere, ritornelli potenti ma al contempo melodici, un grande uso di dinamiche e cambi di tempo. Tommy usa la voce in modo diverso rispetto ai Kamelot: è molto più versatile e audace, spazia dal delicato all’aggressivo fino all’epico. Tuttavia non si riscontrano grandi novità rispetto ai lavori passati dei Seventh Wonder, a livello di stile: il sound rimanda al prog power anni ’90/2000, senza sostanziali novità o aggiornamenti. In “Against The Grain” sono molto belli l’intro di chitarra acustica ed i passaggi pianoforte e voce, che sembrano rimandare al piano rock anni ’80/’90 (penso a Boy George o ad alcuni momenti dei Queen), il tutto sapientemente mescolato con un sound spaziale, momenti aggressivi e sezioni spiccatamente progressive. Non mancano sezioni ampiamente strumentali, come assoli di chitarra e di tastiere (in “Against The Grain” e “Victorious” ad esempio).
Un momento ben caratterizzato dell’album è la trilogia “Farewell”, posta a metà del disco. Un’intro di tastiera seguito da ritmiche incalzanti ci introduce a “Tiara’s Song”, il singolo di lancio, che bilancia sapientemente momenti complessi a momenti molto diretti ed orecchiabili, con linee vocali tendenti al pop. “Goodnight” inizia con un’intro pianistica ed un Tommy molto espressivo, cresce piano piano alternando momenti soft ed altri spinti. Molto bella la chiusura della trilogia, la ballad “Beyond Today”, pezzo pianistico e quasi tendente al musical, in duetto con una voce femminile; qui Tommy sfrutta in tutte le sue sfaccettature la sua voce, mostrando una grande capacità interpretativa. Meraviglioso l’assolo di violino finale.
La parte conclusiva dell’album si apre con uno dei pezzi più validi del disco a mio parere, “The Truth”, con percussioni e ritmi dal sapore orientale mischiati ad elementi sinfonici dall’atmosfera minacciosa, forse l’unico pezzo che mette bene in risalto il basso di Andreas Blomqvist, ingiustamente sacrificato nel resto dell’album. Si torna a ritmi più rapidi con “By The Light Of The Funeral Pyres” e la successiva “Damnation Below”, dalle lunghe e complesse sezioni strumentali. Dopo un breve intermezzo di organo e voce, l’album si chiude con la lunga “Exhale”, summa dell’album in tutte le sue sfumature ed elementi. Segnalo inoltre la bonus track dell’edizione giapponese, una piacevole ed intima versione acustica di “Tiara’s Song”, in cui Tommy esplora le sfumature più delicate della sua voce.
“Tiara” è sicuramente un album validissimo, e sarà apprezzato molto sia dai fan della band che dagli amanti del genere. Inoltre, raccoglie e sintetizza molto bene influenze anche lontane dagli standard del prog power, spaziando dal musical al pop e al prog rock, raccogliendo anche elementi di band come i Queen o i Toto. Tuttavia la grande pecca dell’album è che la band sembra rimasta come intrappolata negli anni ‘2000, senza aggiungere nulla di nuovo ai precedenti album. Dopo 8 anni di silenzio, sinceramente mi aspettavo che la formula Seventh Wonder venisse un po’ ammodernata. Inoltre (ma questo è un elemento tipico anche degli album più vecchi) il disco è un po’ difficile da digerire, molto lungo e un po’ labirintico, con alcune parti forse superflue; l’ascoltatore può facilmente distrarsi o perdersi. Tuttavia, l’equilibrio tra elementi “difficili” ed elementi “fruibili” non viene mai sbilanciato, non si sfocia mai (per poco) nell’esibizionismo tecnico; la bellezza complessiva dell’album non viene intaccata dai difetti individuati.

VOTO: 7,5/10

Tracklist:

  1. Arrival
  2. The Everones
  3. Dream Machines
  4. Against The Grain
  5. Victorious
  6. Tiara’s Song (Farewell pt. 1)
  7. Goodnight (Farewell pt. 2)
  8. Beyond Today (Farewell pt. 3)
  9. The Truth
  10. By The Light Of The Funeral Pyres
  11. Damnation Below
  12. Procession
  13. Exhale
  14. Tiara’s Song (acoustic) (Japanese edition bonus track)

Seventh Wonder lineup:

  • Tommy Karevik – Vocals
  • Andreas Blomqvist – Bass
  • Johan Liefvendhal – Guitars
  • Andreas Söderin – Keyboards
  • Stefan Norgren – Drums