SANTA OSCURIDAD – squarci di metallo al confine messicano


SANTA OSCURIDAD – “Santa Oscuridad”
• (2019, Autoproduzione) •

 

Siamo di fronte ad una delle prime piacevoli sorprese di inizio 2019, con i Santa Oscuridad, band proveniente da Houston, Texas. Questo progetto unisce due mondi diversi che hanno deciso di incontrarsi al confine tra Messico e USA, parliamo di Larry Barragán, ascia degli Helstar, e di Rudy Rocha, chitarra degli La Fiebre, alfieri del rock Tejano (pensate ad un mix tra musica latina, folk e rock) dal 1986 e nominati ai Grammy nel 1998. L’intento era quello di colmare un vuoto in una zona dove lo spagnolo spesso è la prima lingua e non è rappresentato da una degna compagine che suoni hard rock ed heavy metal. La dualità è il tema principale che ritroviamo nel nome della band, nel logo e pure nel sound, un tentativo di fusione di classic metal, rock ruspante, iniezioni di sonorità latine ed una voce, quella di Juan Ramirez, prettamente melodica, su testi rigorosamente in spagnolo. Se questo esperimento è appena all’inizio e presenta diverse imperfezioni, dobbiamo anche dire che molte sono le cose e funzionano, e pure alla grande. La matrice latina si percepisce soltanto nei momenti più lenti ed atmosferici, mentre quando si alza la velocità le sonorità diventano abbastanza essenziali ed un po’ prevedibili. Ramirez funziona di più nei frangenti melodici, in cui può risultare più espressivo e intenso, però l’idioma ispanico associato a queste sonorità è grandioso e “speciale”, insieme ad una produzione (sempre di Barragán) pulita ma anche potente e Old Style. Grande il lavoro delle chitarre, che si integrano a meraviglia e citiamo anche la sezione ritmica solida e ricca di energia, di Ray Soliz e Jaime Recio. Passando alle canzoni, “El Matador” esordisce incalzante e suggestiva, unita ad una non velata critica ai toreri ed alla loro sporca professione. “Lagrimas de Sangue” esplora la povertà di quei bambini costretti a vivere per strada ed in completa indigenza, accompagnata da un chorus vibrante e di forte intensità. “La Tormenta Viene” alza la velocità e presenta un guitar sound piacevolmente maideniano ed un testo che parla di un biker scatenato, mentre “Puño al Aire” è un hard rock saxoniano, arricchito con un hammond anni 70. Chiudiamo con “La Llorona”, sicuramente il brano dove la fusione metal/latino è più presente e riuscita, e la finale “El Ultimo Respiro”, infarcita di alternanze e chiaroscuri ben supportati da chitarre sempre ispirate ed “in palla”.
La sensazione finale è quella di un ottimo e molto promettente esordio, in attesa di un nuovo EP che dovrebbe arrivare presto, e magari nella speranza di vedere dal vivo questa “Santa Oscuridad” anche dalle nostre parti. Vi lascio con una suggestione, nel nome dei primi Iron Maiden, quelli di mister Paul Di’anno. Questa band me li ha spesso ricordati, sia nei suoni che nell’uso della voce, che nelle atmosfere oscure e insieme, ricche di melodia. E questa particolarità, me li rende ancora più simpatici.

VOTO: 8/10

Tracklist: 

  1. El Matador
  2. Lagrimas de Sangre
  3. La Tormenta Viene
  4. La Llorona
  5. Puño al Aire
  6. El Ultimo Respiro

Santa Oscuridad line up: 

  • Juan Ramirez – vocals
  • Larry Barragán – guitars
  • Rudy Rocha – guitars
  • Ray Soliz – bass
  • Jaime Recio – drums