SABATON: Racconti di Trincea parte 2

SABATON – “The War To End All Wars”
• (2021 – Nuclear Blast) •

A tre anni di distanza dal precedente disco “The Great War” gli svedesi  Sabaton tornano alla riscossa con un nuovo album e il secondo concept  che la band ha voluto incentrare sulla Grande Guerra.

Troppe le storie degne di nota che la band di Joakim Brodén e compagni avevano ancora da raccontare sul quel conflitto che poco più di cento anni fa si concluse avendo mietuto più di quindici milioni di vittime nel mondo e che allora venne visto come “la guerra che avrebbe concluso tutte le guerre” (da qui il titolo dell’album).

In un certo senso, quindi, una speranza per il mondo intero che quell’enorme tragedia avrebbe almeno posto le basi per una pace duratura rivelandosi invece come un qualcosa le cui ripercussioni avrebbero  fatto scaturire un conflitto ancora maggiore pochi decenni dopo.

The War To End All Wars” è il solito album che ci si aspetta dai Sabaton che, musicalmente, non sono una band che cambia troppo la loro proposta musicale, ma che nonostante questo, disco dopo disco riescono a regalarci dei classici memorabili di metal moderno pregni di passione e dedizione per la storia militare, avvalendosi sempre della massima attenzione a non schierarsi dalla parte di alcuna fazione ma cercando di riportare i fatti storici da loro narrati nella maniera più onesta e precisa possibile.

Oltre questo, i Sabaton hanno il grande merito di portare questi temi ad un pubblico più giovane che in molti casi data ormai la grande popolarità della band svedese magari si è avvicinata alla musica proprio grazie alla band di Joakim e compagni.

The War To End All Wars” è un disco splendido e per certi versi anche piuttosto vario nell’economia del sound della band che all’interno dei suoi quarantacinque minuti di durata circa ci presenta un lavoro con una struttura ben precisa, iniziando  con “Sarajevo”, la città dove nel  1914 si accese la miccia che molti storici individuarono come la principale causa dello scoppio della prima guerra mondiale, ossia l’assassinio dell’erede al trono d’Austria-Ungheria Francesco Ferdinando.

Il pezzo insieme al brano di chiusura “Versailles” contiene una voce narrata femminile che aiuta a ripercorrere gli eventi e danno al brano un senso di essere quasi un intro, quando per la verità sia “Sarajevo” che “Versailles” sono due pezzi “completi” a tutti gli effetti e per quanto mi riguarda anche due dei brani più emozionanti del disco benché il primo abbia un sound più tragico e drammatico ma anche cupo e minaccioso mentre l’ultimo risulti essere più triste malinconico e pregno di sconforto; due facce della stessa medagli che segnano rispettivamente l’inizio e la fine del platter ma anche il capitolo iniziale della prima guerra mondiale e quell’evento, il trattato di Versailles, che per certi versi simboleggiò la fine delle ostilità.

In mezzo l’album contiene una serie di pezzi fantastici, epici, battaglieri, drammatici ma allo stesso tempo emozionanti e che colpiscono al cuore a partire dalla bellissima “Stormtroopers” un pezzo che celebra la tattica militare del “blitzkrieg” (guerra lampo), adottata per la prima volta nella prima guerra mondiale e lo fa con un brano tipicamente Sabaton, carico , corposo e con un ritornello da cantare a squarciagola.

Meravigliosamente toccante e forse il vero capolavoro compositivo di questo disco è invece “Christmas Truce” che narra di una tregua natalizia che i soldati Britannici e Tedeschi concordarono il 24 dicembre del 1914 in cui le due parti uscirono dalle loro trincee, si scambiarono regali, giocarono addirittura a calcio insieme.

Per una sera gli orrori della guerra vennero dimenticati (“today we’re all brothers, tonight we’re all friends, a moment of peace in a war that never ends”)  per un pezzo che Joackim conduce magnificamente  con le sue linee vocali e il suo pianoforte. Tutto estremamente drammatico ed emozionante.

Il resto dell’album prosegue con dei singoli incredibilmente catchy e ben riusciti come “Soldier Of Heaven” e la roboante “The Unkillable Soldier” insieme ad altri pezzi più corposi e “in your face” come “Hellfighters” che ricorda un pochino brani più veloci e aggressivi dei Sabaton come “We Burn” o “Nuclear Attack” mentre “Dreadnought” risulta essere più cadenzata e minacciosa.

Anche qui se vogliamo fare dei paragoni il pezzo potrebbe essere una moderna “Rise Of Evil” o “Stalingrad” ma stavolta si parla delle battaglie navali che avvennero durante la grande guerra. “Lady Of The Dark” mischia le carte in tavola con un pezzo dal sapore quasi hard rock e molto ben riuscito che parla di una combattente Serba (Milunka Savic) che nella guerra si arruolò al posto del fratello e si distinse come una delle combattenti più decorate della prima guerra mondiale in assoluto. “The Valley Of Death” è un altro pezzo davvero bello che elogia le gesta dei combattenti bulgari della battaglia di Doiran che combatterono e si distinsero per coraggio contro un’armata, quella britannica, di gran lunga più forte dal punto di vista dei soldati messi in campo.

Insomma tirando le somme, “The War To End All Wars” è l’ennesimo gran disco dei Sabaton che potrà piacere agli appassionati del genere e ancora più a chi apprezza anche il lato più storico della loro musica (a questi ultimi consiglio vivamente di acquistare la “History Edition” del disco dove ogni traccia contiene delle parti vocali narrate che spiegano i temi trattati in ogni brano).

La band con la solita meticolosa dedizione chiude un cerchio attorno agli eventi della prima guerra mondiale presentandoci un concept che è la prosecuzione dell’altrettanto riuscito “The Great War” di qualche anno fa e ci regala una serie di canzoni memorabili che non ho dubbio sul fatto che diventeranno dei futuri classici della band svedese (il che è dire molto considerando già la corposa e valida discografia della band).

VOTO: 8/10

TRACKLIST:

  1. Sarajevo
  2. Stormtroopers
  3. Dreadnought
  4. The Unkillable Soldier
  5. Soldier Of Heaven
  6. Hellfighters
  7. Race To The Sea
  8. Lady Of The Dark
  9. The Valley Of Death
  10. Christmas Truce
  11. Versailles

Sabaton up:

  • Joakim Brodén – Vocals
  • Par Sundstrom – Bass
  • Chris Roland  – Guitars
  • Tommy Johansson– Guitars
  • Hannes Van Dahl – Drums