Rednote: primo capitolo di una nuova saga

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REDNOTE – “Born Days In Continuum – Part 1: Unity”
• (2016 – Rednote) • 

 

Autori già nel 2014 di un full lenght (“Numerals”), questa volta i Rednote si presentano a noi con un EP, che ipoteticamente dovrebbe essere il primo capitolo di una saga suddivisa in cinque parti.
La band scandinava propone un nu-metal piuttosto melodico che spesso ingloba elementi assimilabili al metal romantico di HIM e TO/DIE/FOR, non disdegnando qualche venatura industrial di derivazione Nine Inch Nails.
Dotati di un’estetica piuttosto appariscente tipica del genere, i Rednote giocando bene le proprie carte possono ambire a dire la loro presso una fetta di pubblico giovane e non. Il songwriting nei suoi momenti più intimisti e tetri mostra delle ottime qualità, che si affievoliscono quando la band fa il verso a Korn (come nella conclusiva “Jenga”) e Linkin Park (vedi “Yesterday Has To Come”).
Difficile valutare in toto la band allo stato attuale con l’ascolto di quattro brani e un’intro, che comunque non dovrebbero risultare sgraditi agli appassionati del genere, per ora posso dire che i Rednote si propongono con un prodotto professionale ed eseguito con perizia, mentre qualcosina in più potranno sicuramente dimostrare in futuro, scrollandosi di dosso alcune pesanti influenze che si percepiscono durante l’ascolto di questo EP. Promossi sulla fiducia senza particolari lodi.

VOTO: 6/10

Tracklist: 

  1. Repeat
  2. Yesterday Has Come
  3. Traquillity
  4. Elevate
  5. Jenga

REDNOTE lineup:

  • Jonatan Persson – Vocals
  • Simon Sundberg – Guitar
  • Dennis Martensson– Guitar
  • Simon Aberg– Bass
  • Joakim Dahlstrom– Drums

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