RAGNAROK – Un fresco oldschool


RAGNAROK – “Non Debellicata”
• (2019 – Agonia Records) •

Quando si parla di Norvegia cerco sempre di avere un occhio (e in questo caso un orecchio) attento per ciò che mi si pone davanti. Diventa sempre più complesso ascoltare i nuovi lavori di black metal band che hanno scritto la storia, proprio per paura che quell’ingranaggio che faceva girare la magica giostra possa essersi arrugginito, o addirittura sostituito da nuovi elementi; personalmente parlando, non è il caso dei Ragnarok! Con il loro nuovo album “Non Debellicata“, Jontho e company tornano con un sound molto più fresco, pulito e lineare; molti scettici e puristi oldschool criticheranno questo album con affermazioni incoerenti e discostanti per via dei loro cambiamenti nel loro percorso storico e sonoro, per il fatto che non si sono mai affermati nelle scene come molti colleghi, ma non è questo il mio caso. Ho sempre amato il suono fresco e allo stesso tempo ‘vintage’ dei Ragnarok, e con “Non Debellicata” la band tende ad impostare quel suono come un punto di forza, che viaggia un pò sulla scia del precedente “Psychopathology“; pezzi presenti nell’album come “Sanctimoneous” e “Bestial Emptiness” riescono ancora a tenere alto il tasso di esaltazione ed eccitazione durante l’ascolto del lavoro, con suoni e riff degni di un sano ‘Trve’, con qualche coro behemothiano che probabilmente non è perfettamente accostato all’intera struttura sonora ma, ehi, ci sta alla grande! E quando arriviamo a “The Great Destroyer” il mondo in cui l’ascoltatore attento si addentra diventa ancora più oscuro, pesante, dannatamente affascinante: un pezzo da non condannare assolutamente, anzi da elogiare, data la potenza racchiusa in questo lavoro e la profonda energia che la band continua a contenere in questo puzzle musicale! E vogliamo parlare dei tratti alla ‘De Mysteriis’ e i soli di chitarra presenti in “The Gospel of Judas Iscariot“? Chi ha da dire su questo pezzo alzi la mano, perchè io lo trovo in una perfetta forma strumentale, con una base ritmica che non stanca e rinvigorisce questo progetto che personalmente adoro. Ad ogni modo, ritengo questo album pieno zeppo di sfaccettature che variano tra di esse, le quali rendono un pelo innovativo questo genere che tende a rimanere stabile sulla scia degli anni ’90; il mio parere personale? Certo non troveremo pezzi come “Blackdoor Miracle” o “Murder“, ma l’album non mi dispiace affatto, forse non è classificabile tra le storiche pietre miliari di un tempo ormai andato, ma possiede comunque una grinta non indifferente, straripante di idee e momenti sonori spettacolari che in live potrebbero donare ancora più vigore di quanto già non ne possiedano!

VOTO: 8/10

Tracklist:

  1. Non Debellicata
  2. Chapel Of Shadows
  3. Sanctimoneous
  4. Bestial Emptiness
  5. Nemesis
  6. The Great Destroyer
  7. Gerasene Demoniac
  8. The Gospel of Judas Iscariot
  9. Jonestown Lullaby
  10. Asphyxiation

RAGNAROK line-up:

  • Jontho – vocals
  • Bolverk – guitars
  • Rammr – bass
  • Malignant – drums