NECRONOMICON – Sinfonia n. 666


NECRONOMICON – “Unus”
• (2019 – Season Of Mist) •

Spero non siate stanchi degli scritti di H.P.Lovecraft, perchè c’è una meravigliosa sorpresa per voi! Se pensate allo pseudobiblion del noto scrittore allora avrete capito di chi sto parlando…Certo che avete capito: i Necronomicon sono tornati! Dopo il loro ultimo capolavoro “Advent of the Human God” nel 2016, la band canadese torna a farci sognare con il suo prepotente blackened, sfornando un album di tutto rispetto: “Unus“! Un disco di tutto rispetto, con diversi accenni a band come Behemoth, Septicflesh e Dimmu Borgir, ma non me ne vogliate se oso aggiungere ‘molto più pesanti’!
L’intero album è un vero e proprio percorso geniale, privo di monotonia e straripante di colpi di scena, come possiamo notare dalla primissima “From Ashes Into The Flesh“: una partenza che è un capolavoro, sfrenata e del tutto motivante, carismatica e devastante allo stesso tempo, che apre ad un lavoro che si prospetta eccellente! A darne la prova sono le successive “Infinituum Continuum” e “Paradise Lost“: molti non conoscono la band, e troveranno senza alcun dubbio delle pennellate di familiarità con altri suoni ma che non vengono ricollegate ad alcuna band in particolare, ed è questo il bello di questi ragazzotti! Due pezzi che stendono un tappeto rosso che porta al cuore dell’album, con sonate orchestrali e voci gutturali la musica diviene empirica, concentrata in un metal davvero originale. “The Price Of A Soul” non è altro che un piccolo intermezzo orchestrale che prende per mano la sanguinosa “Singularis Dominus“: i fan dei Septicflesh non avranno da ridire riguardo questo capolavoro, una brillante perla incastonata in questo enorme muro sonoro, complessa e scorrevole, dura e allietante, un mix di emozioni che porta alle successive “The Thousand Masks” e “Ascending The Throne Of Baator“: il blast beat tende a non smorzarsi minimamente durante la prima, affievolendosi invece nella seconda, dando vita ad un connubio perfetto, amalgamando queste due tracce alla perfezione; un unione stilistica perfetta che rapisce l’ascoltatore con successo, ‘mozzando’ la voglia di stoppare questa adrenalinica e mai noiosa lettura sonora. Un altro profondo intermezzo ambient intitolato “Fhtagn” affievolisce il fuoco di questo progetto per qualche momento, una sorta di pausa emotiva prima di esplodere nuovamente con i primi riff di “Cursed MMXIX“: il basso onnipresente scava il solco nel quale focose ritmiche tendono a riprodursi, dando vita ad un flusso di energia rovente. Un onda d’urto ci spinge alle porte di questo frenetico e magnetico disco con “Vox Draconis“: ritmiche non eccessivamente accelerate ma dannatamente possenti, accompagnate da un solo da pelle d’oca e un’orchestra sinfonica da urlo scrivono una postfazione con i fiocchi, lasciando calare il sipario sul palcoscenico di un’opera meravigliosamente realizzata.

VOTO: 9/10

Tracklist:

  1. From Ashes into Flesh
  2. Infinitum Continuum
  3. Paradise Lost
  4. The Price of a Soul
  5. Singularis Dominus
  6. The Thousand Masks
  7. Ascending The throne of Baator
  8. Fhtagn
  9. Cursed MMXIX
  10. Vox Draconis

NECRONOMICON line-up:

  • Rob the Witch – Guitar, vocal, bass
  • Divider – drums