NANOWAR OF STEEL – Il Valhalla non può attendere


NANOWAR OF STEEL – “Stairway To Valhalla”
• (2018 – Temple Of Noise Studios) •

 

I goliardici e giammai seri Nanowar of Steel tornano alla ribalta con un tentativo di raggiungere nuove vette dell’umorismo, aggiungendo un po’ di ingredienti senza rischiar di dover riscaldare un piatto già pronto. Tra trapani, gattini e call center ci appropinquiamo ad assaporare questo viaggio al di fuori della sanità mentale, consapevoli che non mancheranno manate in fronte, sospiri rassegnati ma che, in fondo, non mancheranno nemmeno tante risate.

“These are the voyages of the starship Nanowar of Steel;
its continuing mission to explore a new sense of humor…
to find a joke that no man has made before”
Bum Voyage – Nanowar of Steel

Con questa frase, tratta da uno degli intermezzi di questo album, potremmo definire il percorso dei Nanowar of Steel, i quali puntano sempre ad evolversi per cercare, appunto, nuovi modi per far ridere e divertire. “Declination” è l’intro che apre questo lavoro e già da subito si capisce dove vogliano andare a parare i cinque, con un cantato della più elementare delle declinazioni latine.
In “Barbie, Milf Princess of the Twilight” figura lo special guest di Fabio Lione azzeccatissimo per le linee musicali identiche a quelle “Rapsodiane”. Canzone godibile anche per l’abilità esecutiva, oltre che allo sfondo umoristico ovviamente. “Call of Cthulhu” è il primo singolo, che già dai primi riffs si presenta come una compatta canzone molto heavy, peccato che il mostro Lovecraftiano sia qui piazzato in un contesto da call center demenziale ma trattato, come solo i Nanowar riescono a fare, in maniera totalmente seria e convinta. Già da queste due canzoni si vede una certa attenzione alle basi utilizzate.
Gli intermezzi sono uno dei piatti forti del disco, ce ne sono addirittura sei, originali e da pisciarsi addosso dalle risate. Uno di questi: “Maestro Myagi di Pino” riprende il discorso del maestro in Karate Kid il quale però, questa volta, si rivolge a un netturbino cinese che sta cercando di compiere diligentemente il suo lavoro, facendo finire in rissa la diatriba. “Opelatore Ecologico” è la canzone che segue, l’unica in italiano (come detto da Gatto Panceri questo vuole essere un album molto più internazionale) che promette di fare faville in sede live (e già le sta facendo). Qui il netturbino diventa una sorta di ninja dell’igiene che pulisce le strade con la sua scopa-samurai, ligio al dovere e implacabile contro chi sporca la città. Qui è geniale e riuscitissimo il cantato di Mr. Baffo (singer) il quale, personificando lo stesso netturbino, spara frasi con la “l” al posto della “r” rendendo la sua voce simile a quella di un ultra stereotipato cinesino.

“Non sporcare la città con la tua incuria
altrimenti incapperai nella sua furia”

Con l’intermezzo “Imagine Swords” i Nanetti della Guerra si dilettano in una spiegazione parossistica su come i Dream Theather riescano a comporre i loro capolavori graffiando i dischi dei Manowar con… beh è meglio se non vi dico con cosa.
“In The Sky” è una presa in giro dell’heavy metal, con riff ultra ripetitivi e ammorbanti e fill di batteria tipici di questo genere. Anche il testo è una chiara presa in giro del genere, sono ripetute allo sfinimento (e oltre) le parole “high” e “sky”. “Tooth Fairy” presenta uno spassoso assolo in cui vengono mixate alcune canzoni famose tra cui risalta sicuramente il “Can-can”.
“The Crown and The Onion Ring”, ha in sottofondo un epica canzone molto simile alle colonne sonore del Signore degli Anelli e fa il verso al discorso di Aragorn alla fine de “Il Ritorno del Re” riprendendo alcune frasi come “But this is not the day” mettendole in bocca a un francese che parla in inglese e che incita i suoi uomini alla conquista del… Carrefour.
La qualità musicale è sempre e comunque molto elevata, sono musicisti che fanno gli stupidi ma non esitano a mostrare la loro notevole abilità. L’unico punto debole, potrebbe essere la voce di Mr. Baffo, anche se, un po’ come quella di Potowotominimak- il quale è di indubbia bravura – risulta molto versatile e ne esce con dignità quando si impegna in cantati particolari come in “Call of Cthulhu” e “The Quest of Carrefour”. Mohamed (guitarist) è un portento alla chitarra; lui assieme a Uinona Raider (drummer), perfettamente a proprio agio con qualunque tipo di groove, conferiscono alla musica un certo spessore esecutivo, accompagnate dal basso magistrale di Gatto (bassist).
Non un disco per chi prende la musica troppo seriamente. Un disco negli standard Nanowar of Steel e una buona aggiunta per il metal demenziale.

VOTO: 7.5/10

Tracklist:

  1. Declination
  2. Barbie, Milf Princess of the Twilight
  3. The Call of Cthulhu
  4. Heavy Metal Kibbles
  5. Il Maestro Myagi di Pino
  6. Opelatole Ecologico
  7. Images And Swords
  8. In The Sky
  9. …And Then I Noticed That She Was A Gargoyle
  10. Tooth Fairy
  11. Vegan Velociraptor
  12. Another Drill In The Wall
  13. Ironmonger (The Coper of The Seven Keys)
  14. Bum Voyage
  15. Uranus
  16. The Crown and The Onion Ring
  17. The Quest for Carrefour
  18. Hail to Liechtenstein

 NANOWAR OF STEEL lineup: 

  • Potowotominimak – Vocals
  • Mohamed Abdul – Guitars
  • Gatto Panceri 666 – Bassist
  • Uinona Raider – Drummer
  • Mr. Baffo – Vocals