NAILED TO OBSCURITY – Introspezione sociale


NAILED TO OBSCURITY – “Black Frost”
• (2019 – Nuclear Blast Records) •

Senza emozione, è impossibile trasformare le tenebre in luce e l’apatia in movimento”, così disse il grandissimo psicoanalista Carl Jung. Le emozioni si congelano in base agli eventi del vissuto personale del singolo e sono spesso influenzate da ciò che circonda l’individuo. Questo concetto potrebbe applicarsi alla perfezione al ghiaccio nero, fenomeno atmosferico formato da particelle di ghiaccio che solitamente intaccano le sovrastrutture di una nave rendendole spesse e pesanti, portando spesso l’imbarcazione stessa ad inabissarsi. Da questa immagine tanto forte quanto suggestiva, applicata anche nella psicologia umana, prende vita il nuovo album dei Nailed To Obscurity.

Primo disco licenziato sotto l’egida di Nuclear Blast e quarto capitolo della discografia dei tedeschi, “Black Frost” racchiude in sé la vera essenza del doom dei primi Katatonia, il death alla Opeth e le note malinconiche dei My Dying Bride e regala al grande pubblico un’opera di magistrale bellezza, composta da sette produzioni magistrali che racchiudono una vasta gamma di colori, tante sfaccettature e attraversano molteplici stati d’animo complessi, quali tristezza, negatività, rabbia, oscurità, il tutto supporto da un songwriting efficace, di stampo prettamente psicosociale, che ne assume qui un ruolo fondamentale.  Vero punto di forza di questo nuovo lavoro in studio è certamente legato alle linee vocali del singer Raimund Ennenga, autore e performer ineccepibile, il cui timbro alterna perfettamente senza alcuno sforzo parti pulite al growl più viscerale e cavernoso di sempre. Questa sua peculiarità, difficilmente riscontrabile nei vocalist odierni ed influenzata fortemente dalla tecnica vocale del grande Jonas Renkse, dona anima e maggior spessore alle tracce di questa nuova creatura musicale. L’influenza di questi mostri sacri è abbastanza presente e disseminata in tutto il disco, come testimoniato in sede di intervista (qui il link) dal vocalist e dal chitarrista Jan-Ole Lamberti, ma i nostri, forti dell’insegnamento tratto da simili giganti, offrono un mix molto più personale e ben congeniato come dimostrato in “Tears Of The Eyeless”, brano pesantemente supportato da riff molto heavy che, via via, lasciano spazio alla parte melodic death dello stesso, arricchita dall’incredibile tecnica clean sopraffina di Ennenga, “The Aberrhant Host”, supportato dalle sole due sole chitarre distorte dalle quali prende vita la struttura del brano stesso, rendendo l’atmosfera unica e speciale, o ancora la meravigliosa “Resonance”, la traccia più sperimentale del lotto e distante anni luce da ciò che la band teutonica ci ha proposto sinora.

Tirando le somme, “Black Frost” è un disco molto più malinconico dei suoi predecessori, pur mantenendo lo stesso sound che abbiamo imparato a conoscere con i lavori precedenti, nonostante sia presente una netta evoluzione sotto molteplici punti di vista. Dai tempi di “King Delusion” ad oggi la strada per i Nailed To Obscurity è stata tutta in salita e con questo nuovo tassello della loro discografia, i tedeschi hanno dato prova ancora una volta di potersi meritare un posto nell’olimpo del melodic/doom metal, complici un innato talento, la voglia di proseguire una carriera già apertamente spianata e sound fresco che farà la felicità di chi, appunto, ha forgiato il proprio background stilistico seguendo le orme dei giganti sopracitati.

VOTO: 8,5/10

Tracklist:

  1. Black Frost
  2. Tears Of The Eyeless
  3. The Aberrant Host
  4. Feardom
  5. Cipher
  6. Resonance
  7. Road To Perdition

NAILED TO OBSCURITY lineup:

  • Raimund Ennenga – Vocals
  • Jan-Ole Lamberti – Guitars
  • Volker Dieken – Guitars
  • Carsten Schorn – Bass
  • Jann Hillrichs – Drums