MISERY INDEX – Serial killer indecisi


MISERY INDEX – “Rituals of Power”
• (2019, Season of Mist) •

 

Chiunque conosca l’ABC della musica estrema conosce i Misery Index. Una band nata da ex membri dei Dying Fetus riuscita quasi subito a ritagliarsi una grande fetta di pubblico, per fortuna diversa da quella della ex band grazie a una proposta musicale per l’appunto diversa. I Misery Index infatti propongono un death metal decisamente molto meno tecnico e fortemente influenzato dal Grindcore, onnipresente nella loro ultima fatica discografica. In quasi venti anni di carriera quindi il quartetto di Baltimora giunge alla sesta prova in studio, “Rituals of Power”.
Non abbiamo neanche il tempo di premere play che veniamo travolti da un muro di feedback, riff e fill di batteria. L’opener “Universal Untruths” rimane pacata, calma nella sua rabbia controllata, che sfocia subito nei riff taglienti dal sapore punk e dai blast beats di “Decline and Fall”, traccia violenta e brutale ma introspettiva, quasi filosofica. “The Choir Invisible” profuma quasi di anthem, una sorta di canzone che la band ha deciso di dedicare a se stessa e ai suoi fan, con un ritmo e un sound cadenzato e pesante, come fosse una marcia di protesta. Da qui il disco procede sulla stessa scia, alternando fasi brutali e al fulmicotone ad altre più ragionate e decise. Immaginatevi i vecchi slasher anni settanta: il disco è il serial killer della situazione, calmo e deciso nella scelta delle vittime ma brutale e senza pietà quando è il momento di trucidare e sbudellare.
Anche se, bisogna dirlo, tutte queste sensazioni vanno scemando con l’aumentare degli ascolti. Il primo approccio è stupendo, regala un sacco di adrenalina e grinta, ma dal secondo ascolto in poi queste sensazioni si affievoliscono, rendendo il tutto a tratti banale e noioso nella seconda metà dell’opera.
“Rituals of Power” è quindi (come appena detto) un disco che colpisce duro durante il primo ascolto, ma che perde di grinta e adrenalina con l’avanzare degli ascolti. Rimane comunque un ottimo album, soprattutto nelle tematiche, a metà tra il riflessivo e il caciarone, caratteristica assai cara a chi conosce il genere a cui appartengono i Misery Index. Se siete fan della band e adoratori del genere, fatelo vostro. Altrimenti un ascoltino di curiosità e andate tranquillamente oltre.

VOTO 7.5/10

 Tracklist: 

  1. Universal Untruths
  2. Decline and Fall
  3. The Choir Invisible
  4. New Salem
  5. Hammering the Nails
  6. Rituals of Power
  7. They Always Come Back
  8. I Disavow
  9. Naysayer

MISERY INDEX line up: 

  • Jason Netherton: Bass, Vocals
  • Adam Jarvis: Drums
  • Mark Kloeppel: Guitar, Vocals
  • Darin Morris: Lead Guitar