MASS – Le catene del ritorno


MASS – “Still Chained”
• (2019, Nuclear Blast) •

 

I Mass (da non confondere con la class metal band americana ancora oggi attiva) sono qualcosa di più di una cult band, di origine tedesca, ma con elementi originari anche da Svizzera e U.S.A. Questo quartetto di ruvido hard rock ha realizzato ben otto dischi tra il 1973 ed il 1986, riscuotendo un certo successo con più di 200.000 copie vendute tra Europa e resto del mondo. Ma il prezzo da pagare alle divinità del Rock’n’Roll è stato molto pesante, tra vari abusi e problemi “personali”, la band ha dovuto chiudere i battenti nel 1987. Il tempo passa ma non tutto viene dimenticato. Nel 2010 la SPV ristampa 4 albums dei Mass e si torna a parlare della band; nel 2016 un certo Tom “Warrior” Fischer (Celtic Frost per dirne solo uno), in un importante giornale heavy metal tedesco, definisce l’album “Angel Power” del 1980 come uno dei più importanti e seminali dell’epoca. Il redivivo bassista e leader Günther V. Radny sente che è il momento giusto per far rinascere la vecchia band, ma si ritrova solo, essendo gli altri 3 membri storici impossibilitati a partecipare per gravi motivi di salute. Decide così di rifondarla completamente con nuovi elementi di talento e aggiungendo un tastierista stile Jon Lord, come avrebbe sempre voluto fare, per dare un suono più pieno e corposo ai Mass 2.0. Nasce così, dopo 33 anni dall’ultimo “Kick Your Ass”, il disco del ritorno, “Still Chained”, che presenta vecchi classici riarrangiati e qualche piccola novità. Riascoltati oggi i dischi dei Mass suonano certamente molto “datati” e grezzi, non aspettatevi dunque un approccio moderno o innovativo. Anzi, la produzione è pastosa e ruspante, con suoni naturali e  più“live” possibili. Quel “qualcosa in più” viene dalla voce potente e grintosa di Mathias Pfaller e dall’organo purpleiano di Clemens Matejka, che spesso dà nuovo smalto a canzoni come “Back To The Music”, “Cry It Out” e “It Is Done”, vicine agli Uriah Heep degli anni 70. “Straight To Hell” viaggia spedita guidata dallo spirito dei Rainbow più heavy, mentre “Restless” e “Born To Lose” ci riportano a sonorità più sporche e rock’n’roll, ispirate dai vicini Krokus e dai Rose Tattoo. Non mancano canzoni più elaborate e meditate, come l’epica “Break Out”, il ritmo cadenzato di “Chained”, con spettacolari parti di chitarra piene di feeling, ed i cori anthemici di “Dark Night”, forse la più ispirata del lotto. Gran finale con la mazzata sui denti di “We Are Back”, con una prestazione impeccabile di tutta la band. Che dire, siamo davanti ad un bel dischetto old style “con le palle” e pieno di passione suonata e trasmessa a noi felici ascoltatori. Non un album per tutti, ma un porto sicuro per chi volesse tornare ad un sano e roccioso hard rock unito a qualche valida canzone che resiste ancora all’usura del tempo.

La buona musica non muore mai.

VOTO: 9/10

Tracklist:

  1. Back To The Music
  2. Straight To Hell
  3. Break Out
  4. Kick Your Ass
  5. Chained
  6. Devil’s Gate
  7. Restless Rose
  8. Dark Night
  9. Shoot Out
  10. Cry It Out
  11. Born To Lose
  12. Time Runs Out
  13. War Law
  14. It Is Done

MASS lineup:

  • Günther V. Radny – Bass
  • Matthias Pfaller – Vocals
  • Hannes Heid – Guitars
  • Clemens Matejka – Keyboards
  • Andreas Gmeinwieser – Drums