MADHOUR – Furia femminile


MADHOUR – “Hell Hotel”

• (2019 – Independent) •

“La rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo; non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza o con tanta grazia e cortesia. La rivoluzione è un atto di violenza”. (Mao Tsè-Tung)

Attualmente assistiamo ad un’intensa nascita di band nei circuiti underground. Come fiori di campo spuntano dovunque il tuo sguardo si possa posare, proponendo persino i sound più disparati. C’è chi sperimenta e contamina generi con elementi inusuali, che talvolta si sposano bene. Altri restano fedeli alla propria bandiera. E nulla o nessuno deve osare toccargliela. C’è chi sprofonda nella totale perdizione infernale del metallo nero, chi rallenta ai limiti della sopportazione umana e chi invece velocizza superando persino questi limiti di velocità talvolta imposti dal business musicale con metaforico autovelox. Ma il Metal,si sa, non conosce limiti. Con il passare del tempo ha cambiato aspetto, mantentendo “apparentemente” la sua forma originaria. Ma manca un elemento (estraneo in passato) che sappia donare una degna infiorettatura a questo bel quadretto evolutivo. E’ racchiuso in una semplice frase:

NON TUTTI I GUSTI SONO UGUALI

E le giovani leve sono il chiaro esempio di questo detto.
Il Thrash Metal, da quello che ho potuto osservare col mio sguardo scrutatore, ha la capacità di raggruppare un’intensa folla di giovani metallari. E’ la colonna sonora della loro rivoluzione. Una rivoluzione costituita da rabbia, insoddisfazioni ed un mmenso fastidio ad accettare il marcio della società, dove talvolta la giustizia assume delle sfumature contradditorie al suo interno. Specialmente in Italia dove, ammettiamolo, le cose stanno letteralmente andando a scatafascio.
I Madhour giocano queste carte a loro favore e ne traggono massima ispirazione. Il tutto essenzialmente espresso dalle urla di rabbia della giovane e talentuosa frontwoman Francesca Tosi una promettente incarnazione vivente dell’eredità vocale lasciata da Angela Gossow. Con questa loro nuova release dal titolo “Hell Hotel”, la band ci mostra con le sue canzoni strutturalmente ridotte all’osso una tipica mazzata sui denti alla “Vulgar Display of Power”. Il loro è un Thrash dal forte stampo Heavy ottantiano tipico degli Anthrax, ma con degli evidenti richiami sonori estremi di gruppi quali Municipal Waste e Toxic Holocaust. Tutti questi ingredienti amalgamati assieme creano un canalizzatore di pura adrenalina che può lasciare totalmente assuefatti sin dal primo ascolto. Niente tecnicismi. Questa è la regola basilare dei Madhour. Il lato melodico c’è e si sente negli interventi vocali puliti della Tosi, non troppo eccessivi nella durata. Musicalmente parlando, la produzione sonora è ottima. Gli strumenti non rischiano assolutamente di coprire la voce. Tra i brani presenti nell’album vanno menzionati l’Hardcore Thrash di “Voice of Destruction”, la cavalcata Heavy di “Nameless”, il singolo “Mother of all Lies” e la finale “Drink from your Skull”, con il suo incipit di chitarre epiche.
Che dire infine ? Un album che merita tantissimo! Se siete appassionati di Thrash estremo questo è quello che fa per voi!

VOTO: 9/10

Tracklist: 

  1. Voice of Destruction
  2. Nameless
  3. Ghost Town
  4. Condemned to Reality
  5. From my Ashes
  6. King of the Night
  7. The Way of the Damned
  8. Mother of all Lies
  9. Buy your Glory
  10. Drink from your Skull

MADHOUR lineup: 

  • Francesca Tosi – Vocals
  • Ul Teo – Bass
  • Mike Ercolano – Drums
  • Paul Tanasi – Guitars
  • Albe – Guitars