L’Angelo della Morte è tornato!

Death Angel - The Evil Divide - Artwork
DEATH ANGEL – “The Evil Divide”
• (2016 – Nuclear Blast) • 

 

“Tre decadi di onorata carriera e i Death Angel restano affamati più che mai!”. Con questa frase viene presentato “The Evil Divide”, ottavo album dei thrashers Death Angel, e che riassume alla perfezione la sensazione che si ha ascoltando questo nuovo lavoro del quintetto della Bay Area.
Non c’è spazio per dei compromessi in un disco come questo (cosa che invece altri loro colleghi hanno abbracciato nel corso degli anni… e non c’è bisogno di fare nomi), i Death Angel proseguono sulla strada iniziata tanti e tanti anni fa con il debut album “The Ultra-Violence”, per giungere ad un risultato ancora così dannatamente devastante.
“Un animale ferito è un animale fottutamente pericoloso e noi ci sentiamo proprio così”. La dichiarazione della band è chiara: con questo disco vogliono farci veramente male, loro sono i Death Angel, conoscono le loro potenzialità e cosa vogliano i loro fans e il risultato sono dieci brani di pura violenza (11 nell’edizione con la bonus track “Wasteland”).
E allora facciamoci “sbranare” dal loro sound intenso, rovente e carico d’energia.
Le cupe atmosfere che introducono l’iniziale “The Moth”, si trasformano in una galoppante marcia sostenuta dalle trascinanti chitarre di Rob Cavestany e Ted Aguilar, che, una volta di più, impressionano per la loro vena creativa e velocità di esecuzione. Il brano è un ottimo biglietto da visita per il singer Mark Osegueda, che, come sempre, ci aggredisce con la sua irruenza e la sua rabbiosa vocalità, mantenendo questo status per tutta la durata del disco.
E se mentre su “Cause For Alarm” si preme sul’acceleratore e si corre oltre i limiti di velocità imposti dal codice della strada e si dà altresì modo a Jason Suecof (produttore dell’album) di mettere in mostra le proprie velleità chitarristiche con un suo guest solo, ecco che su “Lost” si prediligono ritmi più heavy unendoli a groove e melodia e dove un’intensa e superba interpretazione di Mark ben si adatta rendendo particolare la totalità del pezzo.
I 4 minuti e 58 secondi del brano sono appena sufficienti per riprendere fiato prima che i furiosi riff di “Father Of Lies” ci colpiscano come un pugno in faccia e dove il lavoro del duo Aguilar/Cavestany si fa immenso: ascoltate l’emozionante intermezzo solistico, a mio giudizio, capolavoro assoluto dell’intero album.
Il drumming forsennato di Will Carroll imprime un ritmo travolgente sulla successiva “Hell To Pay”, così come il suono enfatizzato del basso di Damien Sisson introduce la cadenzata “It Can’t Be This”, ricalcando in entrambi i pezzi, quello stile che dalla Bay Area ha fatto scuola al resto del mondo.
Andrea Kisser (Sepultura) è l’ospite d’onore dell’album con un killer-solo in “Hatred United, United Hate”, il brano che gli stessi Death Angel hanno dichiarato essere il loro preferito dell’intero disco… e non a torto: drammaticità, riff ossessivi, odio, rabbia, tutti ingredienti che rendono paurosamente letale questo pezzo.
Volete pogare in casa davanti il vostro hi-fi? Beh, mettete “Breakaway” e vi scatenerete dall’inizio alla fine, ma mi raccomando: prima spostate mobili ed oggetti fragili!
La guardia non si abbassa e “The Electric Cell” ci porta verso la fine del disco che si chiude con “Let The Piece Fall”, il pezzo più lungo dell’intero album, dove Cavestany ed Aguilar macinano riff su riff oscuri e minacciosi e Mark Osegueda esprime tutta la sua collerica vocalità: micidiali!
Per dirla con le parole di Mark: “Se non avete mai ascoltato i Death Angel, questa è l’occasione per conoscerli. Se invece li avete seguiti dall’inizio, vedrete che non stanno scherzando: sono ancora e sempre i Death Angel!

Tracklist:

  1. The Moth
  2. Cause For Alarm
  3. Lost
  4. Father Of Lies
  5. Hell To Pay
  6. It Can’t Be This
  7. Hatred United, United Hate
  8. Breakaway
  9. The Electric Cell
  10. Let The Pieces Fall

DEATH ANGEL lineup:

  • Mark Osegueda – Vocals
  • Rob Cavestany – Guitars
  • Ted Aguilar – Guitars
  • Damien Sisson – Bass
  • Will Carroll – Drums