Lancer: dalla Svezia con maestria


LANCER – “Mastery”
• (2017 – Nuclear Blast) • 

Non si può certo dire che dalla Svezia non emergano band interessanti; ogni anno si sente più o meno parlare di nuove realtà dedite a proposte musicali degne di nota. I Lancer ne sono un valido esempio: una band dedida a un heavy/power metal di stampo abbastanza classico che non punta assolutamente all’innovazione, ma a poter dire la loro in un ambiente magari un po’ saturo, ma certamente pieno di artisti anche giovani ma talentuosi. A parere di chi scrive, infatti, non è per forza necessario essere innovativi o originali per poter piacere e/o vendere dischi; l’importante è proporre il proprio genere in modo ottimale, coinvolgente e ben composto/eseguito. Di fatti oggi escono delle vere e proprie perle, anche in generi da alcuni ritenuti saturi come l’heavy classico, il power, il thrash eccetera. Questi cinque ragazzi svedesi magari non ci propongono lavori considerabili “perle” ma sicuramente sono meritevoli di più di una possibilità. Giunti al loro terzo disco, attivi da circa otto anni e ora sotto la nota etichetta Nuclear Blast sono chiare sin dal primo ascolto le ispirazioni dei nostri: si sente molto l’influenza del power old school teutonico alla Helloween ma anche dei loro navigati colleghi svedesi Hammerfall e, anzi, si può dire che la voce del buon Joacim Cans sia forse la più accostabile a quella del vocalist Isak Stenvall. La tracklist si compone di dieci (o undici a seconda della versione) tracce della durata compresa tra i tre e gli otto minuti al massimo. L’apertura è affidata a un pezzo che alterna momenti più cadenzati ad altri più spinti dal titolo “Dead Raising Tower”, magari non particolarmente degna di nota ma sicuramente evocativa e adatta al compito di prima traccia di un album e magari anche di una esibizione live. La seconda “Future Millennia”, la quinta “Iscariot”, la settima “Freedom Eaters” e la nona “Widowmaker” rappresentano i momenti veloci e taglienti dell’album, in pieno stile heavy/power; i ritornelli e le melodie che accompagnano il ritmo da headbanging inoltre risultano molto piacevoli e orecchiabili. Buona anche la ballad “World Unknown” che pur risultando un filo anonima fa comunque la sua parte; qui il già citato vocalist Isak Stenvall abbandona temporaneamente i suoi acuti a favore di note più basse che lo fanno quasi assomigliare al noto Marco Hietala (Nightwish, Tarot). I due pezzi più lunghi sono la quarta “Victims of the Nile” e la conclusiva (ci risulta dovrebbe esserci una undicesima traccia ma nella versione ascoltata non era presente) “Envy of the Gods”, le quali danno anche ulteriore modo ai chitarristi Fredrik Kelemen e Ewo Solvelius di dare sfoggio delle loro capacità. Peccato per la title-track e per la cadenzata “Follow Azrael” che risultano poco incisive e abbastanza trascurabili. Come detto in precedenza: questo album non è certo da annoverare tra le “perle” delle nuove uscite di genere heavy e power metal (anche nel 2016 sono usciti album più degni di nota), però è un buon album che fa la sua parte e stimola anche la giusta curiosità per la loro esibizione di supporto agli Hammerfall.

VOTO: 7/10

Tracklist:

  1. Dead Raising Towers
  2. Future Millennia
  3. Mastery
  4. Victims of the Nile
  5. Iscariot
  6. Follow Azrael
  7. Freedom Eaters
  8. World Unknown
  9. Widowmaker
  10. Envy of the Gods

LANCER lineup:

  • Sebastian Pedernera – Drums
  • Frederik Kelemen – Guitars
  • Ewo Solvelius – Guitars
  • Isak Stenvall – Vocals
  • Emil Öberg – Bass

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