La nuda verità: combattiamo per l’heavy metal

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MESSERSCHMITT – “Naked Truth (Live @ Closer)”
• (2015 – Metal Zone) •  

27 febbraio 2015, il bombardiere capitolino di metallo pesante sferra il suo attacco al Closer Club di Via Vacuna a Roma e in quella serata è registrato il disco dal vivo “Naked Truth (Live @ Closer)”. Parliamo dei MESSERSCHMITT.
In questa sede verrà recensito l’album, che consta di 8 canzoni, autoprodotto dalla band e distribuito dalla Metal Zone.
La formazione vede alla voce la new entry Flavio Falsone, arrivato nel 2014, che conferma le sue qualità di cantante e frontman, incitando il pubblico a farsi trascinare dal vortice metallico. Una sfilza di canzoni che, suonate con intensità, rendono la dimensione concertistica più potente e diretta: si parte con “Blood and Tears” e certo il calibro del pezzo colpisce in pieno viso, riff spessi come muri e una batteria che non lesina sferzate di doppio pedale. “King of the Sky” è ancora più battagliera, le chitarre si fanno ancora più dure e la batteria va veloce…, ma… che succede? Irrompe l’anima più drammatica e carica di pathos della formazione che Falsone interpreta benissimo: la doppia anima della canzone e il praticamente perfetto arrangiamento, curatissimo, ne fanno un pezzo assai pregevole. È il momento del “vento divino”… il frontman incita il pubblico che risponde con foga e un pezzo di chiarissimo stampo H/M, batteria in 4/4 e riffoni cromati, un ritornello da cantare a pieni polmoni, ci narra la vicenda del pilota d’aereo pronto al sacrificio estremo. Metal fino al midollo, con una strofa malinconica e tragica prima di riaffilare le lame per l’ultimo minuto di orgoglio e pungi al cielo.
“Here comes the NightruuUUUUNNEEEEEEEEEEEEEER!” l’acuto crescente del buon Flavio che fa partire questo pezzo heavy/speed, è controbilanciato dal brano successivo, “Resurrection”, che mi fa venire in mente qualcosa dei Running Wild fine anni ’80 (con le dovute differenze), canzone che si snoda una un tappeto ritmico meno veloce, ma più intricato, chitarre che cuciono riff su riff senza soluzione di continuità e la voce che ci guida in questo viaggio sonoro. Il ritornello è decisamente convincente e potente. Macigno cupo e decisamente heavy, “Bringer of Mourning” sembra il lacerante lamento della belva ferita dall’orrore che la vita mostra ai suoi occhi, perlomeno a me questa è l’immagine che il brano ha ispirato. Questo brano però ha un sound più moderno rispetto agli altri, meno vintage. “Shape the Steel” ci riporta su binari più classici e vicino all’heavy di stampo anni 80, per cui affilate le lame e scuotete la testa mentre il brano si dipana nei suoi 4 primi e 42 secondi. Uno dei migliori. “Questa è… HEAVY METAL FIGHTERS!”: riff di pregiatissima marca priestiana, l’inno di battaglia del bombardiere scuote le pareti del Closer col suo incedere marziale, una canzone che sa di sudore, sangue e dedizione alla causa. Bevete una birra cavalcando un cavallo d’acciaio e via alla lotta! L’incedere della canzone si fa sempre più un assalto all’arma bianca, col ritornello cantato più e più volte per coinvolgere il pubblico… ecco il solo, elettrizzante, i colpi della batteria che picchia senza dare speranza ai colli degli headbangers sotto palco e Falsone che declama ancora e ancora il titolo di questo pezzo, con un omaggio finale al compianto “Baffo”. Gli astanti si lanciano in richieste di bis e complimenti alla band: davvero un bel riconoscimento per chi con umiltà si sbatte ogni giorno per suonare questa musica, potente e romantica insieme.
C’è sempre questo binomio aggressività/drammaticità nei brani del combo romano che in sede live può esprimere il suo potenziale, per cui, se non siete stati al concerto, prendete quest’album, e con la musica nelle orecchie spiccate il volo con un Bf 109…

VOTO: 7/10

Tracklist:
01. Blood and Tears
02. King of the Sky
03. Kamikaze
04. The Nightrunner
05. Resurrection
06. Bringer of Mourning
07. Shape the Steel
08. Heavy Metal Fighters

MESSERSCHMITT lineup:
Flavio Falsone – Vocals
Fabrizio  Appetito – Guitars
Francesco Ciancaleoni – Guitars
Mario Ghio – Bass
Luca Federici – Drums
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