KREATOR: Metal Above All!

KREATOR – “Hate Über Alles”
• (2022 – Nuclear Blast Records) •

Torna dopo ben cinque anni dall’ultimo “Gods Of Violence” la thrash metal band tedesca più acclamata del globo. Questa nuova uscita è senz’altro uno degli eventi più significativi dal punto di vista discografico nel nostro genere in questo 2022, anche perché la celebre band teutonica è dai tempi “Phantom Antichrist” che fa uscire i propri dischi col contagocce.

Hate Über Alles” presenta una serie di novità che potrebbe rendere questo album interessante alle orecchie dei fans; innanzitutto è il primo disco in studio che vede il contributo del “nuovo” bassista Frédéric Leclercq, ma ancora più importante, introduce in alcuni dei pezzi delle novità inaspettate che arricchiscono il sound del gruppo rendendolo più moderno, variegato ed epico, cosa che potrebbe far storcere il naso da parte dei fan di vecchia data ma che potrebbe allo stesso tempo portare dei nuovi ascoltatori alla band.

La forza e la grandezza dal punto di vista strettamente del successo commerciale della band è il fatto che benché brutali, i Kreator sanno essere estremamente “catchy” allo stesso tempo anche se non nel modo in cui intendiamo solitamente questa parola, ossia melodie e ritornelli puliti, ma più dal punto di vista della produzione e dei suoni, magnifici e cristallini (dimenticatevi il grezzume di album come “Pleasure To Kill” o “Terrible Certainty”), oltre che del formato-canzone che la band capitanata da Mille Petrozza riesce a portare ai fan; pezzi pesanti e “in your face”, ma allo stesso tempo accattivanti.

La band come sappiamo negli anni duemaila ha ritrovato una rinata vena compositiva tornando alle origini del proprio sound e partorendo album acclamati dalla critica e dal pubblico come “Violent Revolution”, “Enemy Of God” e il mio preferito, “Phantom Antichrist”. È innegabile però che con il passare dei dischi il senso di ripetizione è iniziato ad instaurarsi fastidiosamente nelle orecchie dell’ascoltatore, cosa assolutamente comprensibile data la mole di album pubblicata dalla band.

Con “Gods Of Violence” avevo iniziato anch’io a percepire che la solita formula iniziava un pochino a stancare e avevo avuto il sentore che dal disco successivo la band teutonica avrebbe potuto introdurre qualche novità nel proprio sound: in effetti ascoltando ““Hate Über Alles”, le uniche due canzoni in cui ritrovo al 100% il tipico sound thrash metal super aggressivo dei Kreator e che piaceranno e metteranno d’accordo tutti ii fan di vecchia data sono proprio la title-track e la successiva “Killer Of Jesus”.

La title-track in particolare è per quanto mi riguarda il pezzo migliore dell’album e anche quello più aggressivo, una bordata thrash che non fa prigionieri, non avendo nulla da invidiare alle grandi title-track della band negli anni duemila che sono poi diventati dei veri e propri classici della band (parlo per esempio di “Enemy Of God” o “Violent Revolution”).

Dal punto di vista strettamente lirico, Petrozza è ancora una volta incentrato sulla società di oggi, su quanto essa possa essere ingiusta e brutale, e di quanto l’odio faccia parte integrante di essa. Si parla quindi di un mondo in preda alle peggiori catastrofi naturali (“Dying Planet”), all’insorgere contro l’oppressore (“Crush The Tyrant”), fino ad analizzare quanto quello che siamo è dovuto alle difficoltà della
vita passata, con uno scorcio nella giovinezza di Petrozza in “Become Immortal”; i suoi ricordi degli anni della guerra fredda, del muro di Berlino, e di quanto alcune esperienze e vicissitudini costruiranno indelebilmente quello che saremo per tutta la vita rendendoci “immortali” (in questo caso si parla quindi delle proprie idee e dell’integrità della propria persona più che dell’essere immortale nel vero senso della
parola).

Petrozza dal canto suo fa un gran lavoro dietro al microfono con la sua solita timbrica che ormai è diventata un classico per i fan dei Kreator ma che a questo giro riesce ad estremizzare ancora di più in alcune parti (ascoltatevi la fine di “Strongest Of The Strong”), oltre che riuscire ad aggiungere alcune chicche come lo “spoken word” in “Dying Planet”. Se la title-track e “Killer Of Jesus” erano i pezzi più tipicamente Kreator del lotto il pezzo più sperimentale e che dividerà maggiormente i fan è sicuramente “Midnight Sun” che parte con un riff granitico e ossessivo prima di sfociare in una sezione che vede la presenza addirittura di una voce femminile in un chorus che sa quasi di pezzo gothic/symphonic metal.

Una vera novità in casa Kreator! Eppure “Midnight Sun” è un brano che ho apprezzato davvero tanto . La stessa cosa non posso dire del mid-tempo “Crush The Tyrants” che trovo essere il pezzo più debole del lotto con un chorus che non spicca e dei riff poco incisivi e ispirati. “Strongest Of The Strong” è uno dei pezzi più catchy del lotto e non per nulla è stato scelto come singolo grazie al suo groove e il suo appeal quasi heavy metal classico. “Conquer and Destroy” è un brano che sorprende principalmente per quel chorus alla Blind Guardian affiancato ad un attacco thrash metal che non lascia prigionieri.

Un tocco di Power/Epic Metal in un brano thrash moderno che viene introdotto quando meno ce lo si aspetta. Sono queste le scelte che renderanno questo disco quantomeno discusso tra i fan. Abbiamo già accennato al contenuto lirico di “Become Immortal”, senz’altro uno dei più interessanti del lotto, mentre dal punto di vista musicale il pezzo contiene un riff in pieno stile NWOBHM che poteva essere stato preso il prestito tranquillamente da uno dei primi due album dei Maiden e in generale è un pezzo che risulta piuttosto anthemico anche grazie a dei cori aggiuntivi che ancora una volta introducono un tocco epico al brano.

Altro pezzo valido per quanto mi riguarda è “Demonic Future” probabilmente il pezzo che si accosta maggiormente alla furia della title-track, mentre “Dying Planet” chiude il disco in maniera convincente con il suoi sei minuti dal sapore epico e distopico per un pezzo che gioca molto sull’atmosfera cupa che il pezzo riesce perfettamente a trasmettere.

Hate Über Alles” è un disco che è destinato a dividere i fan per alcune sue scelte che hanno visto la band sperimentare con sonorità nuove rispetto agli ultimi vent’anni di carriera. L’album è senz’altro valido sia dal punto del songwriting che della produzione e ancor di più quando si parla dei musicisti coinvolti, ed è innegabile che il disco contenga una manciata di pezzi davvero validi, mentre qualcun altro, forse, poteva essere sviluppato in maniera migliore.

In ogni caso in marchio Kreator è presente ed evidente sulla totalità di questi brani e la varietà dei pezzi e le nuove soluzioni sonore rendono per quanto mi riguarda l’album ancora più fruibile e variegato; insomma per il sottoscritto “Hate Über Alles” pur non arrivando a toccare le vette di “Enemy Of God” , “Phantom Antichrist” e “Violent Revolution” per non parlare dei classici degli anni 80’ rimane un’altra solidissima release da parte della band di Petrozza e compagni.

VOTO: 7/10

TRACKLIST:

  1. Sergio Corbucci Is Dead
  2. Hate Über Alles
  3. Killer Of Jesus
  4. Crush The Tyrants
  5. Strongest Of The Strong
  6. Become Immortal
  7. Conquer And Destroy
  8. Midnight Sun
  9. Demonic Future
  10. Pride Comes Before The Fall
  11. Dying Planet

Kreator line up:

  • Mille Petrozza – vocals, guitars
  • Sami Ylo-Sirnio – guitars
  • Frédéric Leclercq – bass
  • Jurgen “Ventor” Reil – drums