Kingcrow – “Eidos”: forma e sostanza

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KINGCROW – “EIDOS”
• (2015 – Sensory Records) •

«EIDOS, deriva dal greco “forma”, “aspetto”, dal quale deriva anche EIDOLON, in italiano, “idolo”, col valore anche di “simulacro”, “figura”. Il termine divenne significativo nella filosofia greca quando Platone lo usò per fare riferimento alle sue idee o forme ideali nella sua teoria delle idee. L’EIDOS è la natura interna di una cosa: è il relativo nucleo interno ed invisibile; l’EIDOS è ciò che causa a qualcosa quel che è, cosa è, e senza la quale perde significato».
Oggi non parliamo quindi di una nota Software House che ha sfornato tanti capolavori videoludici negli anni ’80-90, ma dell’ultima fatica dei KINGCROW, gruppo progressive rock capitolino di rilievo, nonché alfiere di questo genere sul nostro suolo italico (e non solo). L’esperienza più che decennale di questi ragazzi (basti pensare che nel 2016-2017 dovrebbe ricorrere il loro ventennale di attività) è molto evidente all’interno di quest’ultimo lavoro, per innumerevoli aspetti che proveremo a ripercorrere insieme tra queste righe, facendoci accompagnare ed a volte cullare dalle suggestioni che questa loro ultima fatica riesce a trasmetterci.
Ogni traccia potrebbe essere intesa, infatti, come un “panorama musicale” a se stante (in inglese diremmo “musical landscape”): l’intelaiatura e la meticolosa cura con cui i “Corvi” sono riusciti a “disegnare” le varie tracce sembra proiettare l’ascoltatore in esperienze che, oltre ad un coinvolgimento “uditivo” richiamano sensazioni ed evocano esperienze vicine ad altre sfere sensoriali (tra cui quella predominante sembrerebbe essere proprio quella visiva). Probabilmente EIDOS potrebbe essere perfettamente innestato come colonna sonora di qualche capolavoro/colossal cinematografico (tra quelli più conclamati, ad esempio, Blade Runner, Ultimatum alla Terra, Akira, Inception, etc.).
Forma (e Sostanza, verrebbe quasi da aggiungere): non poteva esserci titolo più azzeccato, dato che questi ragazzi, con questo lavoro, sembrano aver ulteriormente “trasfigurato” e raffinato il loro vocabolario espressivo portandolo ad un livello sicuramente più maturo ed alto. Se infatti “Phlegethon” (2010) poteva essere inteso come il disco del grande debutto e “In Crescendo” (2013) il disco della maturazione (perlomeno lungo una certa linea guida ed “orientamento”), EIDOS potrebbe essere considerato proprio il disco della loro “trasfigurazione” verso un marchio di fabbrica sempre più identificativo e caratteristico di quello che potremmo ormai definire come lo “stile KINGCROW”.
Tra le “novità” più evidenti, sicuramente c’è la voce di Diego che risulta completamente trasformata (“trasfigurata”, appunto) rispetto ai precedenti lavori, ancora più evoluta, funzionale ed efficace rispetto all’economia dei brani. Paradossalmente quest’ulteriore evoluzione poteva essere difficile da immaginare visto che parliamo ormai di un professionista del genere, che già nei precedenti lavori aveva manifestato e maturato la sua personale identità musicale ed espressività… eppure, nonostante tutto, c’è riuscito: in queste tracce si riconosce che è lui, ma in una “veste” del tutto nuova e “diversamente straordinaria”.
Discorso simile, ma forse leggermente diverso, andrebbe fatto per gli altri strumenti. Se avendo letto la parola “progressive” speravate di trovare funambolismi o peripezie strumentali, vi state sbagliando. Diego, Manuel, Ivan, Cristian e Francesco sembrano ormai essersi scrollati definitivamente di dosso (se mai l’abbiano avuto) l’appellativo di una certa etichetta che spesso è tristemente sinonimo di un approccio esibizionistico che vincola i musicisti “prog” a dover sempre ostentare tecnica e anticonformismo tra partiture in divisioni ritmiche improbabili e velocità esecutive da “Formula 1”.
Con questo disco “i Corvi” ci insegnano che per sognare e viaggiare (con l’immaginazione e non solo) a volte basta “il giusto” ed il buon gusto (citando un celebre proverbio “pochi ma buoni”) e proprio quel “giusto”, se qualitativamente elevato, fa la differenza in tutta l’esperienza sensoriale.
Basti pensare ad una semplice portata, sia esso un piatto di Pasta alla Carbonara o all’Amatriciana: con ingredienti di qualità e cucinati “ad arte”, l’esperienza “di gusto” è assicurata, per chi ha la fortuna di poterla apprezzare.
Per carità, questo non vuol dire che in EIDOS siano del tutto assenti incursioni in territori musicali più variegati ed esotici, ma di sicuro ogni intervento risulta “pesato”, commisurato e bilanciato, grazie a quella “lente” della suddetta maturità artistica ed esperienza che rende i brani scevri da inutili fronzoli e aggiunte barocche inessenziali.
Già da “The Moth” si capisce che il registro è di qualità, ma anche non troppo melenso e smielato: la matrice rock è evidente. Brani più introspettivi come “Adrifth” e “Slow Down” (quest’ultima caratteristica per l’incedere che ricorda una pulsazione quasi cardiaca) ci ricordano quale è la matrice espressiva di riferimento, mentre in altre tracce come “Open Sky” e “Fading Out (Part IV)” si riconoscono altre influenze: nella prima forse un “simpatico ammiccamento” ai Metallica più introspettivi, nella seconda (probabilmente tra gli esperimenti più interessanti del disco) forse riferimenti a cavallo tra Dream Theater e Porcupine Tree, pur sempre con la personalissima chiave di lettura KINGCROW. “The Deeper Divide” e “On The Barren Ground” riprendono dei registri più Rock, soprattutto la seconda potrebbe essere tra le migliori candidate al ruolo di primo singolo dell’album (per la sua matrice più diretta e che ricorda i precedenti trascorsi dei Kingcorw in territori più vicini al prog metal). “At The Same Place” ci presenta uno scenario suggestivo più ampio ed arioso, prima che la title track “Eidos” ci riporti in territori più dichiaratamente prog, ma mirabilmente riletti da questi ragazzi sempre “in pieno stile KINGCROW”. Il disco si chiude con una vera e propria perla, che ci viene regalata con molta generosità ed eleganza: la delicatissima “If Only” nella quale questi ragazzi ci mostrano il loro lato più sensibile ed emotivo, davvero un gioiellino.
I KINGCROW si confermano come una delle realtà italiane più prolifiche ed interessanti nel loro ambito (e non solo), al pari di nomi internazionali di “gran blasoni”. Sebbene già abbiano avuto occasione di farsi notare all’estero sarebbe giusto che, visto il livello qualitativo ed artistico, musicisti come loro venissero maggiormente valorizzati soprattutto sul nostro suolo italico (magari tralasciando per un po’ i soliti giganti del Pop o ancor peggio dei Talent, che ormai hanno fatto la loro marchetta, sebbene continuino a riempire stadi con quintali di mondezza e prodotti scadenti).
Questi ragazzi valgono, lo stanno dimostrando da anni, il loro lavoro meriterebbe tanto di più: noi italiani dovremmo essere profondamente orgogliosi e fieri di band come questa e soprattutto dimostrarglielo, purtroppo, però, finora, come “audience” ci siamo sempre ridotti a fare la figura del solito popolo di “spreconi” e delle “occasioni mancate”, o ancor peggio degli “ignorantoni”.
Tornando al disco, EIDOS è nel complesso un gran bel lavoro, ma è pur vero che richiede un ascolto impegnato, epurato da preconcetti ed etichette, proprio perché, visto il suo personalissimo carattere, per poter essere apprezzato appieno deve essere colto in tutte le sue sfumature.
Non stiamo parlando quindi di un “disco da centro commerciale”, ma di un’opera che, per la sua qualità artistica, richiede da parte dell’ascoltatore la disponibilità a cogliere tutta la ricchezza.
Se vi sentite quindi pronti e vorrete intraprendere questo viaggio emozionale, di sicuro EIDOS non vi lascerà a terra, anzi vi darà molte sorprese e grandissime soddisfazioni durante il tragitto.

Tracklist:
01. The Moth
02. Adrift
03. Slow Down
04. Open Sky
05. Fading Out (Part 4)
06. The Deeper Divide
07. On The Barren Ground
08. At The Same Pace
09. Eidos
10. If Only

KINGCROW lineup:
Diego Marchesi – Lead & Backing Vocals
Diego Cafolla – Guitar & Backing Vocals
Ivan Nastasi – Guitar & Backing Vocals
Thundra Cafolla – Drums & Percussions
Cristian Della Polla – Keyboards & Synths
Francesco D’Errico – Bass Guitar
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