KALIDIA – alla conquista del trono


KALIDIA – “The Frozen Throne”
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(2018 – Inner Wound Recordings) •

 

Possono World of Warcraft, la mitologia greca e i pirati convivere nello stesso album? La risposta è in “The Frozen Throne”, secondo full-lenght degli italiani Kalidia. Il quartetto toscano, araldo di un power metal che affonda le radici nei territori classici del genere senza tuttavia disdegnare la freschezza di un approccio più moderno, è riuscito a farsi conoscere (e apprezzare) in un lasso di tempo relativamente breve. Risale infatti al 2014 “Lies’ Device”, album di debutto autoprodotto accolto positivamente sia dalla critica che dal pubblico; l’essersi dimostrati fin dagli esordi una band con buone idee e grandi potenzialità ha permesso ai Kalidia non solo di calcare palchi italiani ed europei al fianco di nomi importanti (uno su tutti, i Rhapsody of Fire), ma anche di firmare un contratto con l’etichetta discografica Inner Wound Records e di attirare l’attenzione di Lars Rettkowitz (Freedom Call), che ha prodotto, registrato e mixato “The Frozen Throne”.
Avevo già ascoltato “Lies’ Device” ai tempi del suo debutto e, sebbene l’avessi apprezzato molto sia a livello di songwriting che di performance vocale, ero rimasta con l’impressione che giocasse leggermente “al ribasso” per mantenersi entro i confini canonici del genere power. Un album molto buono, ma privo di quella scintilla che spero sempre di trovare nei nuovi ascolti. Con questa seconda prova, i Kalidia sono passati ad un livello superiore: si riconosce il loro stile ma la produzione estremamente curata, la ricerca di melodie e hook accattivanti e la rinnovata potenza nella voce di Nicoletta Rosellini hanno fatto la differenza.
“The Frozen Throne” si presenta come un album con una certa compattezza stilistica: gli undici brani della tracklist sono infatti accomunati da caratteristiche simili, dalla presenza ricorrente di certi elementi (il motivo strumentale all’inizio e dopo il ritornello, ad esempio) alla struttura melodica. Avrei apprezzato maggiore fantasia da questo punto di vista, ma devo ammettere che complice il sound decisamente catchy e le melodie ispirate ogni traccia riesce a mantenere una sua individualità.
I brani si succedono inanellando chitarre trascinanti e composizioni melodiche che rimangono in testa, il tutto nella trionfante atmosfera upbeat tipica del power. “Frozen Throne”, il singolo apripista, getta le basi dell’album con strofe ariose e un ritornello galoppante, lasciando però il compito di svelare le carte in tavola alla tripletta (a mio parere eccezionale) che segue. “Circe’s Spell”, che incanta con la sua maestosità dalle tinte esotiche e “Orpheus”, trasposizione musicale incredibilmente sentita di uno dei miti greci più celebri, fanno da cornice ideale alla favolosa “Black Sails”. Chi può resistere a del pirate metal ben fatto? Al grido di you’d better run and save your lives!, questa traccia diventerà sicuramente una favorita in sede live ( e non). Seguono toni più soft dipinti dalle splendide semi-ballad “Midnight’s Chant” e “Lotus”, a cui si alterna l’energia sfrontata di tracce come “Myth of Masada” o “Go Beyond”, quest’ultima tra le mie preferite dell’album.
Come completamento perfetto di una proposta musicale già di per sé notevole troviamo la ciliegina sulla torta, ovvero l’incredibile voce di Nicoletta. La sua vocalità piena e ricca di sfumature, capace di passare dai bassi delicati di “Lotus” alle vette grintose di “Myth of Masada” risulta uno dei principali punti di forza dell’album. Un altro aspetto che merita di essere apprezzato è senza dubbio la scelta dei temi trattati nelle lyrics, che spaziano – come già anticipato – da personaggi di World of Warcraft a miti greci (Orfeo ed Euridice, Dionisio e Ametista) ad avventure piratesche, senza tralasciare testi con un approccio più “universale” che permettono all’ascoltatore di identificarvisi (è il caso di “Midnight’s Chant” o “Go Beyond”).
In conclusione “The Frozen Throne” è un album di ottima fattura che, pur non inoltrandosi in territori inesplorati, riesce a dare il proprio twist ad un genere che spesso le band tendono a riproporre senza aggiungere niente di personale sul piatto della bilancia. I Kalidia hanno scritto un album dal sound fresco e coinvolgente, che sono sicura permetterà a questi ragazzi di raggiungere un pubblico ancora più vasto in futuro. Segnatevi il loro nome, perché ne sentirete molto parlare!

VOTO: 8/10

Tracklist:

  1. Frozen Throne
  2. Circe’s Spell
  3. Black Sails
  4. Orpheus
  5. To The Darkness I Belong
  6. Myth of Masada
  7. Midnight’s Chant
  8. Go Beyond
  9. Amethyst
  10. Lotus
  11. Queen Of The Forsaken

Kalidia Line-up:

  • Nicoletta Rosellini – Vocals
  • Federico Paolini – Guitars
  • Roberto Donati – Bass
  • Dario Gozzi – Drums