JOE SATRIANI – Mutaforma a sei corde

JOE SATRIANI – “Shapelifting”
• (2020 – Sony) •

“ShapeShifting” è tutto compreso e ben definito dal suo stesso titolo, con il leggendario Joe Satriani deciso a regalarci un nuovo sigillo solistico che, appunto, muta continuamente forma musicale, attingendo da svariati stili e influenze, uscendo fuori dalla comfort zone dell’hard rock chitarristico, usando come collante la sua strepitosa capacità di strumentista e compositore. Dopo la ristampa del suo materiale di gioventù con gli Squares, Joe aveva promesso qualcosa di diverso rispetto al solidissimo “What Happens Next”, del 2018, un vero gioiellino, reso speciale dai contributi di Chad Smith alla batteria e Glenn Hughes al basso elettrico. Ma evidentemente, Joe aveva bisogno di cambiare ancora assetto e formazione.

L’album solista numero diciassette di Joe Satriani quindi, vede la coproduzione del chitarrista stesso e Jim Scott (Foo Fighters, Red Hot Chili Peppers, Tom Petty & The Heartbreakers) insieme al collaboratore di lunga data John Cuniberti che ne ha finalizzato il mastering. Joe Satriani ha coinvolto nella realizzazione di questo nuovo album anche una vasta gamma di musicisti, amici sia vecchi che nuovi: il leggendario batterista Kenny Aronoff (John Fogerty), sempre in forma spettacolare, il bassista Chris Chaney (Jane’s Addiction) e il tastierista Eric Caudieux, con contributi aggiuntivi provenienti da Lisa Coleman (The Revolution) e Christopher Guest, e come sempre senza alcun contributo vocale.

Il guitar sound è decisamente vintage, però stilisticamente Joe pesca in un pozzo musicale estremamente eterogeneo, quasi dispersivo, nella ricerca apparentemente ossessiva di un effetto novità, che si rispecchia nei battimani ammiccanti di “Big Distortion”, ma ancora di più nelle suggestioni etniche in “Ali Farka, Dick Dale, an Alien and Me”, oppure nelle sonorità rarefatte, quasi fusion di “Falling Stars”.

“Waiting” sembra voler raccontare l’intimità di un’alba vissuta sulla riva di una spiaggia autunnale, grazie ad un indovinato innesto di pianoforte, ed una progressione di suoni molto riuscita, mentre il reggae di “Here The Blue River” rimane in superficie, del tutto fine e sé stesso. Nella finale “Yesterday’s Yestarday” troviamo un’altra idea suggestiva, che si avvicina allo Springsteen più tranquillo. La chitarra nel resto dell’album rimane brillante ed energica, ma a livello compositivo, Joe Satriani sembra leggermente appannato, e spesso c’è una vaga ma presente sensazione di Deja Vu. “Shapeshifting” rimane un piacevole ascolto, ma non sembra possedere la forza dei migliori lavori del geniale chitarrista statunitense.

VOTO: 7/10

TRACKLIST:

  1. Shapeshifting
  2. Big Distortion
  3. All For Love
  4. Ali Farka, Dick Dale, an Alien and Me
  5. Teardrops
  6. Perfect Dust
  7. Nineteen Eighty
  8. All My Friends Are Here
  9. Spirits, Ghosts and Outlaws
  10. Falling Stars
  11. Waiting
  12. Here The Blue River
  13. Yesterday’s Yesterday

Joe Satriani line up: 

  • Joe Satriani – guitar
  • Kenny Aronoff – Drums
  • Chris Chaney – bass
  • Eric Caudieux – Keyboards