JINJER – micro frammenti di immensa classe


JINJER – “Micro”
• (2019 – Napalm Records) •

I Jinjer sono una band che oramai non ha bisogno di presentazioni; negli ultimi anni la popolarità del four-piece ucraino è cresciuta enormemente grazie a un’incessante tour-de-force che li vede da tempo costantemente on the road accompagnati da acts di primo livello quali Cradle Of Filth e Arch Enemy ( per citare alcuni nomi ). Successo per chi scrive assolutamente meritato per una band che trovo essere una delle più interessanti nella scena Metal attuale grazie ad un sound riconoscibile e personale che mischia Djent, Groove Metal e Progressive offrendoci sempre un songwriting di assoluta qualità. Finalmente, dopo il loro secondo full-lenght “King Of Everything” uscito nel 2016 per Napalm Records, la band esce con del materiale inedito, e anche qui si tratta di composizioni di primissimo livello. Si ha l’impressione che dall’ultimo disco ogni aspetto della musica e del sound della band abbia fatto un’ulteriore passo in avanti: il songwriting, la produzione, la dinamica dei brani, i testi e la varietà della loro proposta. L’Ep parte con “Ape”, primo singolo estratto dall’album (con tanto di videoclip), che per quanto riguarda il sottoscritto, rappresenta uno dei pezzi che più ho ascoltato e apprezzato in questo 2018. Impossibile non farsi travolgere dalla squisitamente intricata furia di questo pezzo che assale l’ascoltatore sin dai primi secondi del brano. Tatiana ci offre una grande performance dietro il microfono alternando growl e voce pulita in modo assolutamente naturale, mentre la band ci delizia con ritmiche complesse e cambi di tempo sfociando in una furiosa parte in blast-beat verso la fine del pezzo. Il brano parla dell’evoluzione dell’essere umano e sembra essere scritto dal punto di vista del nostro creatore che dall’alto osserva con sdegno e stupore il frutto della sua creazione; così arrogante ma allo stesso tempo stupida. Verso la fine del pezzo egli si pente del suo lavoro (“I made a mistake when I created you a long time ago”). “Dreadflul Moments” è il secondo pezzo dell’EP e si tratta questa volta di un brano con un sound molto oscuro e opprimente. I tempi rallentano rispetto al pezzo precedente e la voce in pulito di Tatiana nel ritornello crea delle linee vocali dolci e melodiche ma allo stesso tempo inquietanti. Anche qui siamo dinnanzi ad un testo molto impegnato che parla dell’abuso su minori. Eloquente è il testo “Childhood of misery, is lifelong injury, a burden hidden by the curtain of years, a trauma that cannot be healed”. Il pezzo è personalmente quello che ho messo di più ad apprezzare con il suo crescendo in pesantezza verso la fine che vede dei riffoni in pieno stile Nu Metal e anche qui un feroce blast-beat e un’altra grande prova da parte di Tatiana con il suo growl. Dopo numerosi ascolti comunque anche questo si è rivelato un gran bel pezzo. Altro pezzo e altro piccolo gioiello; “Teacher, Teacher!” si apre con una Tatiana in veste di professoressa che invita i suoi alunni a prendere i posti e aprire le loro bibbie trasformandosi in un pezzo che sembra voler ammonire i fans facendoli riflettere sul fatto che chi è posto al disopra di noi in qualsiasi ambito nella nostra società non è detto che debba essere migliore di noi e avere il diritto quindi di denigrarci (Don’t let the school make a fool of you, cause the teachers may be fools too!”). Probabilmente il messaggio ha uno spettro di veduta più ampio ma vorrei lasciare ai fan il compito interpretarlo a loro modo. Musicalmente questo pezzo è una delle cose migliori che abbia mai scritto la band, un brano che trasuda groove da tutti i pori con un’interpretazione magistrale da parte della vocalist ricca di cambi di tempo con una sezione ritmica assolutamente fantastica! In mezzo al brano abbiamo una sezione acustica prima che questa esploda nuovamente in un crescendo che ci porta verso la fine del brano. “Perennial” è l’ultimo vero e proprio pezzo del disco (dato che l’ultimo “Micro” è una breve outro strumentale semi-acustica di due minuti) e anche qui la band fa centro! Le parole sussurrate di Tatiana esplodono in uno dei migliori riff mai scritti dalla band per un brano che segue le coordinate del primo pezzo “Ape” anche se qui abbiamo dei momenti molto calmi e rilassati rispetto all’opener dell’EP che si mantiene su coordinate sempre molto tirate. Da brividi l’interpretazione di Tatiana nel verso:“from the ashes of my roots, the human will rise to live again!” ricollegandosi in parte alle tematiche della prima canzone e chiudendo quindi il cerchio prima che l’outro “Micro” ci porti alla fine del lavoro. Il difetto dei questo EP? È che appunto…. È solo un EP! Dopo tanta classe la band ci lascia con l’acquolina desiderosi di ascoltare altro! Nell’attesa del nuovo full-lenght godiamoci questo micro-capolavoro!

VOTO: 8.5/10

Tracklist:

  1. Ape
  2. Dreadful Moments
  3. Teacher, Teacher!
  4. Perennial
  5. Micro

JINJER lineup:

  • Tatiana Shmailyuk – Vocals
  • Roman Ibramkhalilov – Guitars
  • Eugene Abdiukhanov – Bass
  • Vladislav Ulasevich – Drums