JINJER – Essere al Top


JINJER – “Macro”
• (2019 – Napalm Records) •

In poco meno di dieci anni, i Jinjer sono riusciti a guadagnarsi un buon seguito a livello mondiale. Soprattutto negli ultimi due anni, abbiamo visto la band ucraina esibirsi in tutto il mondo e nei più grandi festival sia in Europa che in America. Dopo la pubblicazione, a inizio 2019, dell’EP “Micro”, i nostri tornano più forti che mai con un nuovo Full-length intitolato “Macro”. A detta del bassista Eugene, che abbiamo intervistato pochi giorni fa, l’EP voleva essere solamente l’antipasto che avrebbe dovuto far capire ai fan cosa aspettarsi in questo nuovo album, il piatto principale. Da qui anche la scelta dei nomi di questi due lavori, che si riferisce esclusivamente alla loro differente durata.
Ovviamente, come succede per ogni cosa, la vista è il senso che ci comunica le prime informazioni. Osservando la copertina di “Macro”, infatti, notiamo un artwork molto stile Sci-Fi, realizzato dal formidabile Reuben Bhattacharya (Visual Amnesia). La scelta di questa cover-art, spiega la band, è stata quasi istantanea, rappresentando al meglio sia la potenza dell’album sia i messaggi che vi sono all’interno.
“Macro” è introdotto dal secondo singolo rilasciato dai nostri, “On The Top”. Un brano molto orecchiabile, tra i più easy-listening dell’intero lavoro. Strumentali dirompenti accompagnati dall’intenso growl di Tatiana Shmayluk, con delle clean vocals durante i ritornelli. In perfetto stile Jinjer dunque. “Pit Of Consciousness” ci impressiona con il suo riff di chitarra ipnotico, un brano molto più progressivo e complesso. È la volta del primo singolo rilasciato, “Judgement (& Punishment)”, che è subito riuscito a farsi amare dai fan della band. Qui troviamo uno stile particolare che unisce il Progressive Groove a parti Raggae. Il risultato è un pezzo molto curioso e innovativo, articolato, ma che resta davvero gradevole grazie anche al suo ritornello catchy. “Retrospection” rappresenta indubbiamente uno dei picchi più alti raggiunti dai Jinjer in questo album e in generale nella loro carriera. Un’intro lenta e affascinante, cantata dalla frontwoman nella sua lingua madre, sembra quasi una canzone popolare ucraina che improvvisamente esplode mostrando un sound violento e aggressivo. Elementi fondamentali di questa traccia sono anche i numerosi blast-beat eseguiti magistralmente da Vlad Ulasevich. Scritta interamente dal bassista Eugene Abdukhanov, “Pausing Death” è una delle canzoni più pesanti e complesse presenti in “Macro”. È davvero forte la presenza del basso, che qui fa da padrone assoluto, grazie al “double-bass style”, come riferisce la band stessa. Un titolo che salta subito all’occhio è sicuramente “Noah”. Durante la scrittura del testo, Tatiana decide di stravolgere un noto passo della Bibbia, regalandoci un’interessante sorpresa. Il brano risulta molto caratteristico anche a livello musicale, soprattutto nel ritornello. “Home Back” e “The Prophecy” contengono ogni elemento che contraddistingue la band ucraina, senza l’aggiunta di componenti particolari. Qui i Jinjer ci deliziano con spettacolari duelli tra chitarra e basso e vocals molto ispirate. A concludere l’album troviamo “lainnereP”, una strumentale struggente e suggestiva, insolita, che ricorda vagamente la colonna sonora di un film di fantascienza.
Con “Macro”, i Jinjer fanno un ulteriore, enorme passo in avanti dimostrandosi una delle migliori band nel panorama Metal attuale, denotando un’ispirazione nella musica e nei testi davvero eccellente.

VOTO: 8/10

Tracklist:

  1. On The Top
  2. Pit Of Consciousness
  3. Judgement (& Punishment)
  4. Retrospection
  5. Pausing Death
  6. Noah
  7. Home Back
  8. The Prophecy
  9. lainnereP

JINJER line-up:

  • Tatiana Shmayluk – Vocals
  • Roman Ibramkhalilov – Guitars
  • Eugene Abdukhanov – Bass
  • Vlad Ulasevich – Drums