ICED EARTH – Birth Of The Wicked


ICED EARTH – “Iced Earth”
(Remixed & Remastered)
• (2020 – Century Media Records) •

Trent’anni fa venne inciso un disco di debutto che fece la storia per la celebre power/heavy Metal band americana Iced Earth, disco che lanciò la band guidata da Jon Schaffer ad una longeva e prolifica carriera fatta di album di successo ed un ottimo resoconto di critica e pubblico sia nel vecchio continente che negli Stati Uniti dove, visto il trend che vede i generi più classici del Metal un pochino più “snobbati” il risultato non è stato per nulla scontato! la versione remixata e rimasterizzata del suddetto album fa il lavoro che ogni disco di questo tipo dovrebbe fare, ossia offrire all’ascoltatore una produzione più pulita e asciutta rispetto all’originale ma allo stesso tempo fedele e non alienante rispetto al lavoro che tutti noi siamo stati abituati a sentire. Ed il compito in questione è stato svolto in maniera egregia da Chris “Zeuss” Harris che offre al disco un suono di chitarra più vibrante e allo stesso tempo una batteria più pulita ma nonostante ciò, riascoltando questo platter si ha sempre un senso di familiarità rispetto all’album originale che non viene mai snaturato a livello di suono, anzi! Parlando dell’album a livello strettamente musicale, “Iced Earth” ci offre un disco che per la prima volta quando uscì nel 1990 mostrò tutte le carte del suono della band con quei riff “granitici” di Jon Shaffer che sarebbero diventati poi un marchio di fabbrica del suono della band per un chitarrista, Shaffer appunto, che per quanto mi riguarda è uno dei più riconoscibili ancora oggi nell’intero panorama metal proprio per i suoi riff così personali. E parlando di riff riconoscibili e memorabili, questo debut album ne offre alcuni veramente notevoli con brani come “Iced Earth”, “Written On The Walls” e “When The Night Falls” che sarebbero diventati dei futuri classici della band e ha mostrato per la prima volta al mondo il grande talento di Shaffer a livello compositivo. “Iced Earth” è un disco anche estremamente ambizioso per una band così giovane e alle prime armi e le composizioni così ricche e variegate lo dimostrano appieno. “Written On The Walls” e “When The Night Falls” infatti con il loro minutaggio leggermente più lungo offrono una serie di cambi di tempo e una struttura già abbastanza articolata (da notare anche come in questi ultimi due brani le tastiere molto minimali utilizzate all’inizio dei brani originali vengono rese più presenti in questa ristampa dando un sapore più epico ai pezzi), mentre “Solitude” esplora il lato più malinconico ed emotivo della band con un pezzo strumentale dal sapore acustico che sfocia in un’altra semi-strumentale di buona fattura ossia “Funeral”. Il pezzo però più riuscito dell’album è il classico “Iced Earth” che non manca quasi mai nella scaletta della band dal vivo. Anche questo è un pezzo che si appoggia su un riff incalzante di Shaffer oltre che offrire delle varianti melodiche che diventeranno anch’esse un trademark della band come le parti più acustiche e melodiche inserite nel mezzo del brano per spezzare l’andamento martellante del pezzo. Allo stesso tempo anche “Curse The Sky” viene aperto da una melodia e un arpeggio di gran fattura prima di dar vita a uno dei brani per quanto mi riguarda più interessanti del platter e uno di quelli che ormai tanti anni fa ha avuto il merito di farmi conoscere la band. “Curse The Sky” è un perfetto precursore di altri brani che mostrano il dualismo acustico- elettrico/ melodico – pesante che verranno pubblicate negli anni a venire come le bellissime “Desert Rain”, “Last December”, “Melanchony (Holy Martyr), “Stormrider“ o “Angel’s Holocaust”. Insomma questo debut album della band di Shaffer stupisce proprio per quanto si dimostra maturo, valido e così ben costruito con una qualità di songwriting invidiabile dall’inizio alla fine; non ci sono infatti punti deboli in questo disco e anche i brani che non abbiamo ancora menzionato come “Colors” e “Life And Death” sono dei pezzi ricolmi di riff brillanti e soluzioni sonore intriganti. Se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo su questo disco è la prestazione dell’allora vocalist Gene Adam che comparirà solo su questo disco prima di venire sostituito da vocalist nettamente migliori come lo storico Matt Barlow, Tim “Ripper” Owens e per ultimo Stu Block. La sua voce un pochino acerba sicuramente non rende totale giustizia alla bontà delle tracce ma ascoltando questa ristampa sono stato piacevolmente sorpreso da come il lavoro di mixing abbia reso la voce del vocalist più presente all’interno del sound migliorando considerevolmente l’esperienza di ascolto.
In conclusione questa ristampa ha il merito di migliorare ulteriormente l’esperienza uditiva di un disco già di per se ottimo che si può affiancare tranquillamente ai migliori lavori della band come “Night Of the Stormrider”, “Burnt Offerings”, “Dark Saga” e soprattutto “Something Wicked This Way Comes”. Il lavoro fatto in sede di remix e remastering è eccellente rendendo l’album più appetibile all’orecchio rimanendo comunque molto fedele all’originale a livello di sound. “Iced Earth” è un disco che mostra la band americana in grande splendore nonostante la giovane età dei musicisti con un songwriting davvero valido e ricolmo di futuri classici della band… cosa si può chiedere di più da un disco di debutto?

VOTO: 8/10

Tracklist:

  1. Iced Earth
  2. Written On The Walls
  3. Colors
  4. Curse The Sky
  5. Life And Death
  6. Solitude
  7. The Funeral
  8. When The Night Falls

ICED EARTH lineup:

  • Gene Adam – Vocals
  • Jon Shaffer – Guitar
  • Randall Shawver – Guitar
  • Dave Abell – Bass
  • Mike McGill – Drums