Ibridoma, atto terzo

ibridoma goodbye nation cd
IBRIDOMA – “Goodbye Nation”
• (2014 – SG Records) •

“Goodbye Nation”, distribuito dalla label SG Records, è l’album numero tre della compagine marchigiana Ibridoma, in attività dal 2001.
Una line-up composta da Christian Bartolacci alla voce, già singer degli Scala Mercalli, Marco Vitali e Sebastiano Ciccalè alle chitarre, Leonardo Ciccarelli al basso e Alessandro Morroni alla batteria sfodera fin dall’inizio le proprie armi, facendo subito affidamento sulla prestazione vocale e sulle chitarre, i veri protagonisti del disco, senza nulla togliere ad una sezione ritmica innegabilmente precisa ed abile nel sostenere i “numeri” del cantante e dei chitarristi.
Definire semplicemente heavy metal la musica degli Ibridoma è riduttivo, perché pescano anche dal thrash e dal power, più che altro la versione “happy metal” inaugurata dalle zucche di Amburgo: diciamo che, su una base heavy moderno, ma non troppo, abbiamo ora dei momenti più serrati e violenti ed altri più ariosi e cantabili, tipici di tanti brani da “I Want Out” in poi.
Oltre che adottare saltuarie soluzioni vicine al thrash, mi ricollega a questo filone il modo di cantare di Bartolacci: certe volte mi pare proprio di sentire nientepopodimeno che la voce di Dave Mustaine!
“City Of Madness” dà il via alle danze, un mid-tempo roccioso che ci fa vivere in una città desolata carica di morte, e il protagonista vaga per essa in cerca di nascondiglio e al contempo di compagnia, essendo sopraffatto dal senso di solitudine ed abbandono. Non si può far altro che mettersi seduti ed aspettare, in questi tempi crudeli, in cui la morte silenziosa si porta via le persone con un segreto veleno. La voce di Bartolacci detta le melodie, che il combo segue con metodo e durezza. Buon dinamismo, già si avverte che non si ha davanti del “semplice” heavy metal.
“Land Of Illusion” potrebbe rivelarsi la giusta mossa per aggiudicarsi una grossa fetta dei fan del metal nostrano dei ’90, data la presenza di Fabio Lione. Rispetto a “City…” c’è più carica e cattiveria, gli “high pitched screams” in apertura certo promettono battaglia, il solo arrembante è l’apice del climax creato durante la prima metà del brano, c’è certo più varietà nella song, data dall’uso delle due voci, e da un maggior alone di epicità che sfuma nel finale acustico.
La frase “I walk alone in the land of illusione, everything I touch disappear” sa molto di Iron Maiden, “Dance Of Death” era.
“Goodbye Nation” versa lacrime amare sulla disastrata situazione politica, economica e sociale dell’Italia, tanto che l’unica soluzione per poter avere un futuro è andarsene, e dire addio… “Dobbiamo trovare la forza dentro di noi, dobbiamo tirare avanti! Ma non c’è soluzione siamo pronti ad andare lontano”.
Nonostante il tema non certo allegro e scanzonato, ritengo questa traccia la più vicina a quel “happy metal” di cui parlavo qualche riga fa, soprattutto nell’arioso ritornello, ottimo per la dimensione live.
Inversione di tendenza: “Anja” è una power ballad che si pone in discontinuità con quanto fino ad ora ascoltato e permette di scoprire un altro lato degli Ibridoma.
“My Dying Queen” ha come ospite un altro gigante del metal anni ’90, ovverosia sia Ralph Scheepers. Musicalmente il pezzo è un mid-tempo con le chitarre infuocate e un riffing che affetta e taglia qualsiasi cosa capiti sotto tiro, la voce di Scheepers dà quella drammaticità ed espressività che arricchiscono maggiormente uno dei brani migliori del disco, che unisce la possanza dell’heavy al sentimento di cui si parlava prima, presente nella ballad.
È un’atmosfera da fine impero, la decadenza, la cupidigia e l’avidità umana imperversano con violenza sanguinaria, il re sta morendo per dare alla sua regina la chance di salvarsi: il senso dell’ineluttabilità del destino è certo espresso con pathos e un’espressività profonda. Un plauso a questo brano.
“Arcobaleno”, ohibò, cos’è? testo in italiano, chitarra acustica arpeggiata in sottofondo, triste e mesta… meno “power” e più “ballad” rispetto ad “Anja”, altra discontinuità rispetto all’indirizzo del platter in questione: la piccolezza di un individuo, di ciascun individuo, di fronte all’insondabile svolgersi del caso nella vita di ciascuno di noi, anni che passano, ricordi che vanno poi ritornano, persone che non ci sono più accanto…, ma quel ripetuto “per sempre” ci trasmette la volontà di quel singolo, piccolo, individuo, di non farsi trascinare via, che qualcosa resta e mai sparirà. Una lotta impari, ma un tale bisogno sorge in ognuno di noi e questa canzone calza a pennello per come è il testo e come è la  musica, si fondono bene.
Gli ultimi due brani, “My Star” e “You Are A Liar” si muovono su lidi heavy macchiati di thrash, con una voce che rimanda incredibilmente a Mustaine, e chiudono in maniera coerente e piacevole.

 

Tracklist:
01. City Of Madness
02. Land Of Illusion
03. Goodbye Nation
04. Anja
05. Dreams Of The Dreams
06. My Dying Queen
07. Arcobaleno
08. My Star
09. You Are A Liar

IBRIDOMA lineup:
Alessandro Morroni – Drums
Christian Bartolacci – Vocals
Marco Vitali – Guitars
Leonardo Ciccarelli – Bass
Sebastiano Ciccalè – Guitars
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