HELLOWEEN – Tremate! Le Zucche son tornate!

HELLOWEEN – “Helloween”
• (2021 – Nuclear Blast Tonträger Produktions- und Vertriebs GmbH) •

La scelta di rilasciare sul mercato un disco “self-titled” rappresenta solitamente un nuovo inizio e/o un punto di svolta per la carriera di una band e mai come in questo caso la suddetta descrizione calza a pennello nel contesto della nuova avventura musicale delle zucche più famose del metal.

La storica band di Amburgo infatti torna con un nuovo album ben sei anni dopo l’ultimo discreto “My God-Given Right” del 2015 freschi freschi di una reunion con Kai Hansen e Michael Kiske che ha fatto la felicità di tutti i loro fan attorno al globo. Per una band continua discograficamente parlando come gli Helloween che ci ha sempre abituato ad una nuova release ogni 2-3 anni tutto questo tempo senza un nuovo album è stato un qualcosa di insolito, ma la pazienza di tutti è stata ripagato con un disco contenenti tutte ma proprio tutte le carte in tavola che hanno reso famosi gli alfieri del power metal nella loro lunghissima carriera.

“Helloween” è un disco bello corposo e con tanta carne al fuoco dalla durata di più di un ora che vede per la prima volta nella loro storia (se si parla di album in studio) Andi Deris e Michael Kiske duettare fianco a fianco con qualche sporadico inserimento vocale di Kai Hansen. L’album parte a mio avviso con uno dei suoi migliori brani “Out For Glory” che con un inizio sinistro e “spaziale” ci accompagna attraverso un build-up che poi esplode in un classicissimo assalto power metal di quelli che solamente le nostre amate zucche sanno comporre! Kiske è subito presente e in gran forma con la sua voce squillante conducendoci ad un ritornello classicamente Helloween prima che Kai faccia brevemente il suo ingresso vocalmente parlando nel brano.  Il pezzo scritto da Weikath pur essendo tra i più classicamente power metal del lotto risulta essere davvero vincente ed entusiasmante nonostante a livello di novità non offra nulla di nuovo rispetto a quanto fatto dalla band negli anni precedenti. Interessante tuttavia la sezione parlata a fine brano da una voce quasi robotica in pieno stile sci-fi.

Fear Of The Fallen” è stato il secondo singolo che la band ha presentato per promuovere l’album e si apre con la timbrica melodica di Andi Deris prima che delle graffiante chitarre hard rock si stampino sull’ascoltatore. Anche qui siamo di fronte ad un brano davvero entusiasmante per una combo di iniziale che lascia veramente il segno! Si prosegue con “Best Times”, un brano più catchy e decisamente meno power metal dei precedenti due interpretato magistralmente da tutti e tre i cantanti; il pezzo scritto da Sascha Gestner ricorda i bei vecchi tempi andati con uno sguardo di positività verso il futuro (“yesterday is history tomorrow is a mystery”) mantenendo comunque quell’inimitabile trademark helloweeniano che ha reso famosi brani meno veloci ma molto catchy come “I Can” per esempio.

“Mass Pollution” è un altro inno cantato stavolta interamente Andi Deris, che risulta essere più graffiante e aggressivo dei precedenti brani e dotato di una notevole sezione chitarristica. Quel “make some noise” sul finale sembra essere stato scritto per intrattenere il pubblico ai concerti per un brano che di certo troverà posto nelle future scalette delle zucche. Con il prossimo pezzo torna Michael Kiske per un brano che inizia con un suono atipicamente gotico prima di esplodere con delle chitarre anche qui piuttosto graffianti. Questa “Angels” è un pezzo ancora una volta scritto da Gestner con alcune sezioni notevoli come una parte di pianoforte nel mezzo del brano dove Kiske ci ammalia con la sua soffice timbrica vocale. Sicuramente questo è uno dei brani più sperimentale del lotto che viene trascinato giù da un ritornello e delle parti vocali a tratti non all’altezza del resto del pezzo.

La successiva “Rise Without Chains” è un pezzo frizzante e molto affine sia musicalmente che a livello di linee vocali all’ultima parte della carriera degli Helloween con Deris alla voce… ed è proprio Deris il protagonista di questo pezzo anche se le comparse di Kiske risultano essere davvero azzeccate e ancora una volta dobbiamo menzionare una sezione solistica davvero notevole e prolungata. “Indestructable” è un graffiante brano hard rock interpretato prevalentemente da Andi Deris e scritto da Grosskopf per un pezzo che risulta essere tra i più seriosi del disco mantenendo comunque quella frizzantezza di base tipica di un pezzo degli Helloween. “Indestructable” è un brano che porta con se un messaggio di fiera indipendenza e della voglio di opporsi alle ingiustizie della società, godibile ma di certo l’album offre cose decisamente migliori.

È la volta ora di un altro assalto power metal dal nome di “Robot King”, un brano che supera i sette minuti pregno di soluzioni sonore veloci e iper melodiche (a tratti quasi “zuccherose” se vogliamo, ma in senso buono!) che contrasta però con il ritornello dall’impatto più abrasivo. Da segnalare anche una delle parti solistiche di chitarra più lunghe del platter. “Cyanide” è un brano più roccioso della precedente ma a questo punto della scaletta si ha l’impressione che l’album latiti un pochino di pezzi degni di nota e si trascini stancamente fino alla fine: la combo “Orbit” (un breve preludio strumentale dai toni minaccioso) e “Down In The Dumps” non fanno che rinforzare questa mia idea anche se quest’ultima condita con qualche effetto elettronico cerca quantomeno di esplorare nuovi territori e lo fa in maniera discreta senza però far gridare al miracolo nonostante una prova di Kiske davvero notevole.

Ma c’è poco da dire, è la conclusiva “Skyfall” che vale l’acquisto dell’album e non a caso infatti è stata scelta come antipasto per presentare il disco anche se in una versione più ridotta da circa sette minuti che suona piuttosto incompiuta rispetto alla sua versione completa da dodici che troviamo nel full-length.  Questo brano racchiude tutto il meglio di quello che le zucche nel 2021 ci possono offrire musicalmente parlando con alcune delle linee vocali più ispirate del lotto e perfettamente distribuite tra i tre vocalist, svariati cambi di atmosfera e passaggi strumentali al fulmicotone. È un pezzo che suona epico e “spaziale”, perfettamente in linea con il testo squisitamente sci-fi del brano che per quanto mi riguarda ritrova, in particolare in un passaggio acustico verso la fine del pezzo quelle atmosfere fiabesche tipiche del  celebre brano del 1988 “Keeper Of The Seven Keys”. Un sicuro classico nelle future scalette della band!

In conclusione la nuova fatica targata “Helloween” si può considerare un ritorno convincente per le zucche di Amburgo che in questo platter piazzano una serie di brani davvero notevoli come “Skyfall” o “Fear Of The Fallen” accanto però a forse qualche brano di troppo non particolarmente memorabile per un disco che forse soffre il fatto di essere eccessivamente lungo e che di certo avrebbe giovato da un taglio del minutaggio. Di certo sentire per la prima volta suonare insieme sullo stesso album da oltre trent’anni dei monumenti della musica heavy metal come Kai Hansen e Micheal Kiske oltre ai vari Weikath, Deris & Co non è cosa da poco e credo che “Helloween” possa essere l’inizio di un nuovo entusiasmante cammino per gli alfieri del power metal made in Europe.

VOTO: 7,5/10

TRACKLIST:

  1. Out For The Glory
  2. Fear Of The Fallen
  3. Best Time
  4. Mass Pollution
  5. Angels
  6. Rise Without Chains
  7. Indestructable
  8. Robot King
  9. Cyanide
  10. Down In The Dumps
  11. Orbit
  12. Skyfall

Helloween line up:

  • Andi Deris – vocals
  • Michael Kiske – vocals
  • Kai Hansen – guitars, vocals
  • Sascha Gernstner – guitars
  • Michael Weikath – guitars
  • Marcuss Grosskopf – bass
  • Daniel Loeble – drums