HAKEN – un nuovo vettore del Prog Metal


HAKEN – “Vector”
• (2018 – Inside Out Records) •

 

Quinto lavoro in studio per gli inglesi Haken, band progressive rock/metal formatasi nel 2007 e che in poco più di un decennio si è affermata come uno dei nomi più grandi del progressive. Nel corso di questa decade, la band ha pubblicato quattro dischi eccelsi, a volte forse un po’ ridondanti, ma che hanno permesso loro di raggiungere quel livello in cui non servono più conferme o dimostrazioni.
Forse la direzione presa dagli Haken è proprio quella del ridimensionamento, a dispetto della sovrabbondanza a tratti prolissa soprattutto dei primi lavori: la durata dell’album, circa tre quarti d’ora, è già significativa se confrontata coi lavori precedenti. Dopo la breve intro “Clear”, anche “The Good Doctor” è composta nel segno di uno sfoltimento (durata inferiori ai quattro minuti, struttura abbastanza chiara). Ciò ovviamente non vuol dire assenza di complessità o di ispirazione: il pezzo è caratterizzato dall’alternarsi di sezioni melodiche a momenti più progressive, e il sound e lo stile sono sempre caratterizzati dalla solita pienezza e complessità. Gli altri pezzi hanno durate maggiori, ma, esclusa la mastodontica “Veil”, si mantengono intorno ai 7 minuti, con “A Cell Divides” dalla durata inferiore ai 5. “Puzzle Box” si presenta inizialmente molto orecchiabile e fruibile, anche se non priva di virtuosismi e tempi dispari: ma non manca una lunga sezione strumentale (apparentemente) caotica e surreale, a cui segue una eterea sezione elettronica.
Già dalle prime note di pianoforte di “Veil” accompagnato da tante voci sovrapposte si ha l’impressione di un richiamo alle sonorità del passato, soprattutto dei primi tre album. Si tratta infatti, come ho anticipato, del pezzo più lungo dell’album (12 minuti e mezzo), in cui sezioni ritmiche aggressive si alternano improvvisamente a strofe molto delicate e melodiche, passando per tutte le sfumature intermedie. Inutile ribadire la versatilità del vocalist Ross Jennings, che passa con disinvoltura dal morbido all’aggressivo fino al circense e al robotico. Molto intensi i vari assoli di tastiera e organo su sfondo metal, uno dei quali bruscamente interrotto da una sezione jazz di basso. Purtroppo le bellissime sezioni di tastiera e di pianoforte che tanta parte giocavano soprattutto in “Visions” e “The Mountain” sembrano un po’ sacrificate in quest’album: le tastiere sono sì sempre presenti, ma manca quel mood ispirato dalla musica classica e dalle improvvisazioni jazz che, a mio parere, sono un grande vanto degli Haken.
“Nil By Mouth” è interamente strumentale: a violente chitarre, dal sound djent, si unisce l’elettronica, in un folle ma efficace matrimonio che passa per virtuosismi vorticosi, sezioni poliritmiche e repentini cambi di atmosfera, sette minuti di pura goduria. “The Host” è il pezzo più delicato, melodico ed atmosferico dell’album, grazie anche alla presenza di uno malinconico flicorno e di chitarre acustiche che gli danno una dolceamara coloritura jazz; molto emozionanti il crescendo e l’esplosione della seconda metà del brano. L’album si chiude con “A Cell Divides”, che riporta l’ascoltatore in una dimensione più caotica e più moderna, e proprio nel segno della modernità di sound chiude l’album.
In sintesi, “Vector” si inserisce perfettamente nel solco ormai ben tracciato dagli Haken, con un perfetto mix di classico e moderno, di melodico e di caotico, di fruibile e di colto; il tutto però ancor meglio sintetizzato rispetto al passato, se possibile. Forse i grandiosi picchi di ispirazione di molti album precedenti (penso a una “Falling Back To Earth” o ad una “Celestial Elixir”) sono un pochino venuti meno, ma l’album non è certo da meno di tutta la produzione passata degli Haken; anzi, chi scrive approva decisamente la direzione di “ridimensionamento” presa dalla band con quest’album. Unica nota, totalmente soggettiva, è la già notata scarsità di sezioni pianistiche o organistiche dal richiamo classico/jazz tanto gradite dal sottoscritto, sacrificate a favore di un album più metal e guitar-oriented.

VOTO: 8,5/10

Tracklist:

  1. Clear
  2. The Good Doctor
  3. Puzzle Box
  4. Veil
  5. Nil By Mouth
  6. Host
  7. A Cell Divides

Haken lineup:

  • Ross Jennings – Vocals
  • Richard Henshall – Guitars
  • Charlie Griffiths – Guitars
  • Diego Tejeida – Keyboards
  • Conner Green – Bass
  • Raymond Hearne – Drums