H.E.A.T – Liaison tra passato e futuro

 H.E.A.T – “H.E.A.T. II”
• (2020 – earMUSIC) •

Gli H.E.A.T. non si sono smentiti con “H.E.A.T. II”, dove hanno adottato uno stile incentrato sia sulle più moderne sperimentazioni sia sulla musica stile anni ’80.
Nonostante per Jona Tee e Dave Dalone sia stata la prima volta alle prese con un album autoprodotto, hanno centrato il bersaglio.
Gli svedesi impattano con “Rock Your Body”, tra chitarre e batteria che preponderano tenaci catapultando letteralmente l’ascoltatore in quegli anni magici per la musica rock.
E’ uno sleaze arricchito da una pregevole eleganza nei missaggi, come è avvenuto per “Dangerous Ground”, che si staglia attraverso accordi ben assemblati negli intrecci sonori.
“Come Clean” contribuisce a tenere il sound pulito da fraseggi inutili, mentre il clou arriva con “Victory” , un insieme di arrangiamenti accattivanti e pieni di pathos. Fin dai primi accordi la canzone è energica, sia nella musica che nelle parti vocali. “Adrenaline” ricorda a pieno l’era dei capelli cotonati, i jeans strappati e le moto, proprio come la filosofia decantata dai Bon Jovi di “Slippery When Wet” che culmina in un finale dirompente.
“Nothing To Say” richiama le classiche love ballad nostalgiche di “Carrie” degli Europe, mentre “Heaven Must Have Won An Angel” presenta un’intelaiatura poliedrica, una perfetta liaison tra musica e testo, così come “Under The Gun” e “Rise”.
Gli H.E.A.T. si sono reinventati, attraverso un lavoro curato in ogni minimo dettaglio e senza troppi passaggi autoreferenziali. Nonostante lo sleaze sia un genere dove ormai è impossibile poter realizzare qualcosa di realmente nuovo, l’esperimento degli H.E.A.T. è stato molto efficace e d’impatto, con richiami marcati alle canzoni degli Europe, degli AC/DC e dei Bon Jovi.
E’ un connubio tra vecchio e nuovo, un legame che dà un senso all’evoluzione della musica tra attualità e passato, come un’istantanea in bianco e nero che immortala, indelebile, un momento impresso nella storia grazie a un sapiente tocco moderno e vintage.
Il paradiso della musica, come recita la canzone stessa, “ha vinto un angelo”, che risplende sull’Europa dello Sleaze. La Scandinavia ha ancora una volta dimostrato di essere un paese florido e dalle realtà artistiche interessanti. Chapeau.

VOTO: 8,5/10

TRACKLIST:

  1. Rock Your Body
  2. Dangerous Ground
  3. Come Clean
  4. Victory
  5. We Are Gods
  6. Adrenaline
  7. One By One
  8. Nothing To Say
  9. Heaven Must Have Won An Angel
  10. Under The Gun
  11. Rise

H.E.A.T Lineup:

  • Erik Grönwall – Vocals
  • Dave Dalone – Guitar
  • Jimmy Jay – Bass
  • Jona Tee – Keyboards
  • Don Crash – Drums