GUNJACK – Nel cuore della battaglia


GUNJACK – “The Cult of Triblade”
• (2019 – Audioglobe) •

Nell’aria rimane odore di polvere da sparo e il metallo della canna è ancora caldo dopo l’ascolto del secondo disco dei lombardi Gunjack, “The Cult of Triblade”. Il power trio milanese, armato di cartucciera con 13 colpi, torna a mitragliare i padiglioni auricolari degli ascoltatori con una amalgama sonora che condensa heavy e thrash metal riletti secondo la lezione dei Motörhead, in chiave rude arrogante e fragorosa. Formatisi nel 2017, i cecchini HM Alex “Mr. Messerschmitt” Dominizi (vokillz & bulldozer bass), Fabio “Gamma Mörser” Cavestro (chitarra) e Andrea “M47” Ornigotti hanno esordito nel 2018 con “Totally Insane”, pubblicato su Sliptrick Records. Nel disco in questione, il culto della trilama, i nostri affrontano diversi temi, tra cui la guerra, la società e disastri atomici. Insomma, in the best tradition! Questi argomenti non sono infatti mai mancati nelle band che sembrano ispirare maggiormente i Gunjack, cioè gli speedfreaks sopracitati e i loro adepti teutonici Sodom. Un elemento che salta all’orecchio è che la ricerca sonora del trio meneghino non s’invischia nel tentativo di riproporre in maniera impersonale cliché appartenenti all’epoca d’oro della nostra musica, ma attingono a un ampio ventaglio di possibilità che permette di ritrovare, durante l’ascolto del disco, qui un riff che sarebbe stato benissimo su un qualsiasi capolavoro del 1981 e lì una linea melodica chiaramente moderna. In una pletora di uscite che finiscono per assomigliarsi tutte, la differenza la fa l’attitudine. I nostri dimostrano di averne iniettando dosi di cattiveria genuina nelle tredici tracce che compongono quest’album, dove a farla da padrone non è tanto la velocità incontrollata bensì una ritmata cadenza impregnata di veleno e violenza rabbiosa, tenuta su da una voce che suona più Lemmy di Lemmy, da giri di basso tonitruanti e da un guitarwork secco e immediato ma capace di tessere anche le trame sonore che tendono i brani come la corda di un arco. L’onore di essere scelti come i spetta alla veloce “Behind the Truth” (emana davvero un odore di Sodom che renderebbe orgoglioso Onkel Tom!), al bastardo punk di “Kneel Down” e all’epica, belligerante “Lake of Uniforms”. Buon ascolto, ma mettetevi al riparo: fischiano proiettili!

VOTO: 6/10

Tracklist:

  1. The Cult of Triblade
  2. Behind the Truth
  3. I’m not Innocent
  4. District 9
  5. Fukushima
  6. New Cold Soldier
  7. Immortals
  8. Mind’s Annihilation
  9. Kneel Down
  10. Normandy
  11. Lake of Uniforms
  12. Triblade
  13. Last Conflict

GUNJACK line-up:

  • Messerschmitt – Vocals & Bass
  • Gamma Mörser – Guitars & Backing vocals
  • M47 – Drums & Backing vocals