GLASYA: Un comandante sconfitto

GLASYA – “Attarghan”
• (2022 – Scarlet Records) •

Secondo full length in arrivo per i portoghesi Glasya, qui al loro debutto con Scarlet Records. “Attarghan” è un concept incentrato sulla figura dell’omonimo comandante persiano, che divenne prima un ribelle e condusse poi la rivolta dei coloni.

Dopo gli ottimi riscontri derivati dal debut LP “Heaven’s Demise” del 2019, la band si cimenta in questa seconda prova in studio, nella quale, da subito, appare un evidente tentativo insistente di cambiare registro, tratto anche dai capostipiti del metal sinfonico da cui traggono grande ispirazione, i Nightwish.

La cantante Eduarda Soeiro, infatti, ricorda molto la band finlandese dei tempi d’oro, quando al timone c’era ancora Tarja Turunen, la quale contribuì con il proprio stile da soprano al successo planetario del gruppo di Kitee; altro rimando è, senza dubbio, la parte orchestrale prodotta dal tastierista Davon Van Dave, per quanto, almeno in questo disco, non sembra essere molto originale (ispirarsi va bene, ma senza cadere nell’ovvio).

Man mano che si approfondisce l’ascolto, ci si accorge che le somiglianze con il gruppo finnico non finiscono in queste prime sensazioni, bensì continuano ad esser persistenti brano dopo brano. Nel sestetto lusitano si possono trovare anche dialoghi tra voce maschile e parte operistica (aspetto tipico delle collaborazioni tra Marco Hietala e Tarja Turunen ai tempi), come accade nella traccia “From Enemy To Hero”, brano molto ispirato e particolarmente piacevole, probabilmente a causa della partecipazione di Marco Pastorino (Temperance, EvenFlow, Fallen Sanctuary).

Con questo secondo disco, i Glasya hanno voluto dar vita a quel ramo musicale sinfonico che prende spunto dalle colonne sonore degli anni ‘60 e ‘70, le quali utilizzavano parti dei dialoghi dei film per arricchire le singole tracce.

Di per sé “Attarghan” è sì un concept album che può attrarre molti fan di band quali Nightwish ed Epica, ma allo stesso tempo anche amanti delle colonne sonore sulla scia di Hans Zimmer: basti vedere i cori nella traccia finale, “The Legend Lives On”, che fanno subito pensare alle musiche de “Il Gladiatore”.

Chi è alla ricerca nel panorama metal sinfonico e lirico o di qualche novità a livello di sonorità e di originalità da parte di una band semi debuttante, si ritroverà estremamente deluso dall’infinità di rimandi che questo album offre, senza finire mai concretamente da nessuna parte.

L’album in sé non sarebbe nemmeno malvagio se ci fosse stato un lavoro dietro, invece sembra quasi che le idee siano mancate proprio sin dal principio, giocando sul fattore band sinfonica e di conseguenza, sul fattore Nightwish, senza quasi pensare a come poter arricchire quella ispirazione non finendo nel buco nero della scopiazzatura, il quale tendo a risucchiare gran parte delle band moderne.

Dispiace per Marco Pastorino, che per il sottoscritto, ha collaborato all’unico vero brano degno di nota dell’album.

VOTO: 6/10

TRACKLIST:

  1. Attarghan
  2. From Enemy To Hero
  3. Way To Victory
  4. Retaliation
  5. First Taste Of Freedom
  6. Journey to Akhbar
  7. Queen’s Temptation
  8. Battle For Trust
  9. The Sound of 10000 Feet Marching
  10. Within The Sandstorm
  11. We Weren’t Meant to Be
  12. At the Empire’s Gate
  13. Eye to Eye, Sword to Sword
  14. A New Era Has Come
  15. The Legend Lives On

Glasya line up:

  • António Durães – Bass
  • Bruno Prates – Guitars
  • Bruno Ramos – Drums
  • Davon Van Dave – Keyboard
  • Eduarda Soeiro – Vocals
  • Hugo Esteves – Guitars
  • Caterina Nix – Vocals
  • Marco Pastorino – Vocals, Guitars