FROZEN CROWN: assalti power metal sotto gelide tempeste artiche


FROZEN CROWN
– “Crowned In Frost”
• (2019 – Scarlet Records) •

Che la scena Power Metal Italiana non sia seconda a nessun’altra non è una novità, e questo inizio 2019 ce lo conferma con due nuove uscite da parte di due band che sono diventate una realtà del Power Metal “made in Italy” come Ancient Bards e Frozen Crown. Se a Gennaio ho avuto il piacere di recensire il nuovo lavoro dei Bardi Riminesi, mi accingo ora con altrettanto entusiasmo ad ascoltare questa nuova fatica dei gruppo Milanese che con il suo secondo album si trova a dover confermare l’ottimo responso sia a livello di critica che di pubblico ( il milione e mezzo di visualizzazioni su Youtube del primo singolo “Kings” parla chiaro) ottenuto dal primo disco “The Fallen King” che è stato una bella sorpresa anche per il sottoscritto. A livello sonoro non ci sono stravolgimenti per questa seconda fatica; i nostri ci propongono un Power metal sinfonico con venature melodic death metal in un’atmosfera “glaciale” che rimanda molto a band quali Sonata Arctica e soprattutto ai Wintersun del primo disco (dove specialmente in questo album sento dei forti richiami). L’album è più veloce e più spinto del primo disco con una interessante alternanza di voci (growl e voce pulita maschile oltre che quella principale di Giada “Jade” Etro che con la sua timbrica squillante rappresenta un vero marchio di fabbrica per la band). L’intro “Arctic Gales” ci introduce a “Neverending” primo singolo estratto dal disco per cui è stato anche girato un videoclip. Un pezzo che gioca sulla velocità e la melodia cercando di colpire l’ascoltatore in questi due ambiti e facendolo discretamente anche se a livello di songwriting un primo singolo come “Kings” dal precedente album trovo sia stato decisamente più riuscito. Nel break finale del brano ricompare il riff serrato che introduce il pezzo seguito dagli assoli melodici suonati e registrati da Federico Mondello (come, del resto, sull’intero album),  prima che il pezzo affondi in un blast beat (elemento che sentiremo in abbondanza in questo disco). “In The Dark” è un pezzo leggermente più cadenzato (sulla scia di “Kings” per citare nuovamente il primo singolo del loro primo album). Qui le melodie disegnate dalla voce di Giada sono le vere protagoniste e sanno emozionare in un crescendo vocale fino ad arrivare al ritornello veramente riuscito. Il lavoro di chitarra è sempre impeccabile e impreziosisce il tutto. A circa due terzi del pezzo abbiamo un break accompagnato da delle delicate melodie di tastiera prima che compaia la voce pulita maschile del tastierista Federico Mondelli. “Battles In The Night” è anche questo un pezzo leggermente più cadenzato rispetto all’opener del disco ma sempre molto energetico ben scritto dove anche qui Giada merita un plauso per la sua interpretazione del pezzo. Dopo due pezzi dalla struttura piuttosto “semplice” si passa a qualcosa di più articolato come i sette minuti e mezzo di “Winterfall” che inizia con delle melodie di tastiera e delle ritmiche di batteria da applausi che creano subito quell’atmosfera nordica di cui parlavo prima. Quando poi subentra il growl ecco che subito mi vengono in mente i richiami ai Wintersun che diventano ancora più evidenti nel vocalizzi di Giada che tanto mi rammentano quelli di Jari Maenpaa della splendida “Battle Against Time” (dal primo disco dei Wintersun). Una lunga parte di tastiera condita con degli altri vocalizza da parte di Giada spezza a metà il brano prima rituffarsi nelle chitarre pesanti. Senz’altro uno dei pezzi più “keyboard driven” del disco e anche per questo uno dei più atmosferici e meglio riusciti. “Unspoken” prosegue con potenza ed epicità mantendo un andamento mai troppo veloce ma sulla linea di “In The Dark” e “Battles In The Night” ricercando molto la melodia. “Lost In Time” ricorda in qualche modo “Everwinter” dal precedente disco con quel ritornello piazzato ad inizio brano e in questo caso il pezzo viene arricchito da delle parti di tastiera che potrebbero ricordare molto i Nightwish. Le melodie vocali in questo pezzo sono veramente splendide e sanno emozionare. Inoltre per la prima volta si sente Giada cantare anche su tonalità leggermente più basse. L’assolo di chitarra, come accade spesso nell’album, non è mai ipertecnico e funambolico ma ha sempre un sapore molto melodico e caldo e spesso accompagna la melodia vocale del brano e anche qui come nel resto dei brani offre un elemento interessante e ben riuscito in più alla bontà generale del disco. Degli ululati di lupo ci introducono a “The Wolf And The Maiden” che è una sorta di intermezzo strumentale che si gioca sulle melodie di tastiera, creando l’atmosfera giusta che ci introduce a “Forever”, pezzo dalle tinte più fiabesche con una ritmica più serrata e tirata dei precedenti pezzi. Buono ma non tra i migliori del platter. “Enthroned” è un preludio che ci conduce alla title-track che conclude il disco. Anche questo brano come “Winterfall” è un trionfo di blast-beat, vocalizzi e parti in growl che nell’arco dei suoi sei minuti e mezzo mette in mostra molte delle carte in tavola della band. Detto ciò la reputo comunque un gradino inferiore alla già citata “Winterfall”.
In conclusione questo è un album che non deluderà i fan dei Frozen Crown che si confermano come una delle band più interessanti della scena Power Metal nostrana e che sono sicuro che si faranno valere negli anni a venire. La forza di questo disco è la continuità che viene offerta dall’inizio alla fine del platter (non ci sono a mio avviso “skip-songs”) anche se per chi scrive manca la punta di diamante, quel pezzo che può rivaleggiare con i migliori brani del debutto (vedi “Kings” “Fail No More” e “Everwinter”). In ogni caso lavoro assolutamente positivo. Bravi ragazzi!

VOTO: 7/10

Tracklist:

  1. Arctic Gales
  2. Neverending
  3. In The Dark
  4. Battles In The Night
  5. Winterfall
  6. Unspoken
  7. Lost In Time
  8. The Wolf And The Maiden
  9. Forever
  10. Enthroned
  11. Crowned In Frost

Frozen Crown lineup:

  • Giada “Jade” Etro – Vocals
  • Federico Mondelli – Vocals, Guitars, Keys
  • Talia Bellazecca – Guitar
  • Filippo Zavattari – Bass Guitar
  • Alberto Mezzanotte – Drums