Fallen Fucking Angels: nel segno del rasoio

FFA - Sign Of The Razor cover
FALLEN FUCKING ANGELS – “Sign Of The Razor”
• (2015 – DeathStorm Records) • 

Fallen Fucking Angels, act toscano in attività dal 1997, ha pubblicato il suo quarto full lenght “Sign of the Razor” il 17 aprile 2015. Un titolo che è una dichiarazione d’intenti, ci dice qualcosa riguardo alla band viareggina e le sue influenze a partire dalla parola “razor”, in altre parole rasoio: un doppio orizzonte semantico si apre davanti a noi, uno riguarda l’oggetto in sé, ovvero un arnese d’acciaio affilato, tagliente, letale; l’altro riguarda i Razor, una delle più notevoli speed/thrash metal bands canadesi che ha messo a ferro e fuoco palchi e padiglioni auricolari per buona metà degli anni ’80.
“Nel segno del rasoio” è forse un messaggio subliminale per comunicare a noi ascoltatori che ci troviamo davanti ad un album aggressivo, ignorante e acuminato? Probabilmente sì, in più c’è anche una cover dei sopracitati canadesi!
Una line-up a quattro composta da Filippo “Butch” Belli alla voce e alla batteria, Leonardo Tomei al basso e la coppia d’asce Stefano “Stè” Giusti & Cristian Angelini, recente innesto del 2014.
Licenziato via DeathStorm Records, il disco si presenta con una copertina essenziale e minimalista: logo della band in alto a destra, una ragazza bionda intenta a farsi un selfie non si accorge che un losco figuro incappucciato è praticamente su di lei…
Le 8 tracce dell’album, più la cover “Snake Eyes”, sono la testimonianza di un gruppo che ha intenzione di divertirsi e divertire chi ascolta certe sonorità sferraglianti, veloci, ignoranti, ruvide, dirette, con liriche tra il violento che sfiora il grottesco, appassionata fede metallica e dosi di humor che sembrano essersi perse negli ultimi 25 anni: i FFA nel tempo hanno saputo creare una proposta che è al contempo assai derivativa, visto il forte legame con i classici (e non) degli anni Ottanta, e riletta in chiave personale.
La titletrack è un canonico speed metal datato 1983, col testo infarcito di citazioni razoriane in modo che il messaggio giunga forte e chiaro all’ascoltatore: questo disco è metal affilato e pericoloso per maniaci, il ritornello certo si distacca totalmente dal resto del brano poiché sembra esser ispirato a un genere musicale lontano dall’heavy metal, è a suo modo cantabile e spiritoso.
Non ho mai capito se l’idea di avere un cantato certamente più virato verso il thrash, per cui roco e più cavernoso, sia stata una precisa scelta stilistica per differenziare dalla miriade di ugole d’ora che infesta la scena heavy/speed in questi ultimi anni, però certo che trasmette quella giusta cattiveria e spirito “cafone” che dà un certo gusto.
“Ready to Explode” potrebbe essere uno degli high-lights dell’album: la totale (e giusta!) devozione per gli Exciter 1983-’85 colpisce immediatamente l’apparato uditivo con una certa violenza, e soprattutto rende il brano coinvolgente, i F.F.A. hanno certamente tra i loro punti di forza quello di scrivere ritornelli/chorus brutali, ma che permettono di unirsi al coro alzando il pugno al cielo. “Ready ro Explode” svela alcune somiglianze, più che altro per il ritmo, con “Mistress of Evil”.
“K.K.K. (Kous Kous Klan)” è terza traccia del disco e le cose si spostano su un versante più rabbioso e violento, infatti il brano mi ricorda il thrash di fine anni ‘80, un’alternanza di ritmiche serrate e tempi medi comunque molto carichi (tipo Anthrax), il chorus si avvale di gang vocals molto rudi e battagliere, l’assolo è introdotto da un bel passaggio strumentale che, incredibilmente, mi richiama alla mente i Manowar, ascoltare per credere. Il testo è molto divertente, ironizza sul fanatismo di molti vegani che pretendono di imporre le loro scelte a chiunque.
La song “leggera” dell’album è “Horny houseweives”, inizia con un potente giro di basso poi prosegue su una linea melodica più curata e meno “ignorante” delle canzoni che l’hanno preceduta, è dotato del miglior ritornello del disco, molto trascinante. Il testo affronta un tema serio e d’attualità, cioè… le mogli fedifraghe che appena il marito esce di casa accoglie il “love hungry thief” appostato lì vicino.
È adesso il momento della strumentale “Interflug”, abbastanza inutile a parer mio.
“Change of address” è un altro dei pezzi che preferisco di quest’album, energica e dannatamente cantabile (ti s’inchioda in mente al primo ascolto), con un bell’assolo e come sottofondo cui il batterista “Butch” alza notevolmente la velocità del suo drumming.
Il miglior pezzo del brano è “Storm on the world”, un mid tempo corposo e carico di cattiveria ed oscurità, come se gli Exciter e gli Slayer dei primi 80’s avessero di prendere ciascuno un proprio brano e fonderli insieme; il tutto impreziosito da un chorus bellicoso e di respiro epico.
“Snake Eyes” è una cover dei Razor, tratta dal poco conosciuto (e poco apprezzato, invero) album “Costum Killing” del 1987, e c’è poco da dire a riguardo, i nostri F.F.A. rifanno il brano con la medesima intensità e cattiveria degli originali, una bella prova di forza per la band e un’altra buona freccia al loro arco in quest’album che fino a qui non ha certo deluso le attese.
Last, but not the least: “Not so stupid (to lose weight for love)”, altro pezzo dallo stampo alla Exciter con un ottimo intermedio di heavy metal classico melodico e malinconico.
Un disco omogeneo e coerente, con una resa sonora che restituisce un sound curato, ma lasciato pure sporco e genuino, la band si dimostra molto coesa e affiatata e in chiave compositiva l’intento di unire quelle sonorità classiche alla voglia di divertirsi e divertire, scrivendo canzoni che “pestano” e trascinano l’ascoltatore ad alzare il pugno al cielo durante l’ascolto.

VOTO: 6,5/10 

Tracklist:
01. Sign Of The Razor
02. Ready To Explode
03. K.K.K. (Kous Kous Klan)
04. Horny Housewives
05. Interflug
06. Change Of Address
07. Storm On The World
08. Snake Eyes (RAZOR cover)
09. Not So Stupid (To Lose Weight For Love)

 

FALLEN FUCKING ANGELS lineup:
Filippo “Butch” Belli – Drums & Vocals
Stefano Giusti – Guitars & Backing Vocals
Cristian Angelini – Guitars & Backing Vocals
Leonardo Tomei – Bass
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