Epica: dalla fisica quantica alla realtà virtuale

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EPICA – “The Holographic Principle”
• (2016 – Nuclear Blast) • 

 

Ed eccoci giunti al settimo capitolo dell’irrefrenabile macchina musicale che risponde al nome di ‘Epica’: con un ritmo di un album ogni due anni (più o meno) sono certamente fra le band più produttive dell’intero ambito metal. In 14 anni di attività, nonostante la rapidità compositiva, la band ha generalmente soddisfatto le aspettative del pubblico con ogni nuovo disco. Può valere lo stesso per “The Holographic Principle”, uscito il 30 settembre per Nuclear Blast? A mio modesto parere, pur mantenendo alcuni schemi tipici (forse un po’ obsoleti), il sestetto olandese è riuscito di nuovo a sfornare un prodotto originale e di altissima qualità.
Come di consueto, il disco si apre con un’introduzione orchestrale e corale (“Eidola”). Immediatamente si presenta la grande novità del disco: stavolta la band si è avvalsa di un’intera orchestra vera, niente più suoni campionati, e la differenza si sente. In un crescendo cinematografico (che vede anche la voce della piccola figlia del tastierista Coen) “Eidola” ci porta a “Edge Of The Blade”, uno dei due singoli che hanno anticipato l’uscita del disco. Insieme a “A Phantasmic Parade”, i due pezzi ricalcano le linee del predecessore “The Quantum Enigma”: sono brani molto diretti ed immediati, con melodie molto catchy perfettamente equilibrate con i maestosi cori. Emerge più di prima, però, la componente band, forse troppo fagocitata dall’orchestra in “The Quantum Enigma”, e ciò è ancor più vero per “Universal Death Squad” (l’altro singolo). Adesso il sound si fa progressive, le chitarre hanno un suono quasi djent ed il pezzo ha una struttura complessa, con diversi cambi di tempo e di mood. Una delle cifre dell’album è proprio questa: molti brani sono decisamente più complessi e meno immediati del disco precedente (riprendendo uno stile compositivo più tipico di “The Divine Conspiracy” o “Design Your Universe”), ma le linee vocali e le dinamiche dei pezzi sono sempre molto piacevoli e mai noiose. Con “Divide And Conquer” viaggiamo tra inserti cinematografici e thrash metal, mentre “Beyond The Matrix” è un altro brano con melodie super accattivanti che difficilmente si tolgono dalla testa, certamente un potenziale nuovo singolo. Ma è da qui in poi che l’album raggiunge i livelli più alti. Definirei “Once Upon A Nightmare” la perla del disco: una ballad dalla struttura insolita, con picchi di delicatezza mai raggiunti ma anche molto esplosiva nei cori e nelle chitarre. È una sorta di tetra e solenne fiaba: un emozionantissimo gioiello. Se “The Cosmic Algorithm” colpisce per i maestosi cori con accenti spostati, “Ascension” è invece il brano più estremo del disco, condito da doppio pedale, blast beat e molto growl (a tratti pare di ascoltare i Fleshgod Apocalypse o i Dimmu Borgir). Ma ecco che percussioni, archi e sitar ci portano alla bellissima “Dancing In A Hurricane”, dal sapore orientale e dalle melodie piacevolissime. La cattiva “Tear Down Your Wall” ci accompagna fino all’ultimo atto dell’album: come al solito, la title track è l’ultima traccia del disco, nonché il brano dal minutaggio più lungo e dalla struttura più complessa. Ritengo inutile tentare di riassumere qui la struttura del pezzo: assicuro solo che è fra le migliori suite mai composte dalla band, perfettamente equilibrata e dalla struttura imprevedibile e mai noiosa. Cori solenni, momenti delicatissimi di pianoforte, sezioni metal pesanti e complesse, ritornelli quasi pop e crescendo orchestrali: un vero viaggio attraverso la realtà che costruiamo intorno a noi. Arrivo così a spendere due parole sul concept del disco. Nell’era della tecnologia è sempre più difficile distinguere fra realtà vera e realtà virtuale: così come il mondo creato da noi somiglia sempre di più alla realtà, allo stesso modo le scoperte scientifiche mostrano come dietro alla natura e alla fisica ci siano principi matematici simili a quelli dei computer e delle macchine. Si tratta di un altro modo di sviluppare il tema quantistico dell’uomo che plasma la realtà intorno a sé (tema già affrontato in “Design Your Universe” e “The Quantum Enigma”), ma con un nuovo taglio robotico e cibernetico. È meraviglioso come, ancora una volta, un argomento scientifico così complesso venga trasposto in arte, e come diversi brani (cito in particolare “Universal Death Squad”, “The Cosmic Algorithm”, “Ascension” e la title track) trattino questo tema sotto diverse prospettive, ma in maniera assolutamente godibile.
In sintesi, il disco mantiene assolutamente intatta l’identità sonora degli Epica, ma nel suo scorrere si incrociano thrash, progressive, djent, death, black, fino al pop, alla musica orientale e alla musica da colonna sonora. La grandezza del disco sta nella sua fruibilità e piacevolezza, che però avvolgono brani dalla natura complessa e molto studiata. È un disco con molteplici livelli di lettura, che vanno dai ritornelli catchy alla complessità degli arrangiamenti fino alla profondità dei testi e dei concetti espressi. Si potrebbe lamentare una produzione che in alcuni brani sembra penalizzare la voce di Simone, ma gli arrangiamenti sono così curati che spesso la voce è solo la ciliegina su una torta di per sé già gustosissima. Ogni dettaglio è curato al massimo, si potrebbe parlare ore della versatilità di Simone nei diversi pezzi, nella varietà degli stili chitarristici usati da Isaac, delle strutture dei singoli pezzi, ma non si può fare in questo spazio. Veramente un grande disco.

VOTO: 9/10

Tracklist:

  1. Eidola
  2. Edge Of The Blade
  3. A Phantasmic Parade
  4. Universal Death Squad
  5. Divide And Conquer
  6. Beyond The Matrix
  7. Once Upon A Nightmare
  8. The Cosmic Algorithm
  9. Ascension (Dream State Armageddon)
  10. Dancing In A Hurricane
  11. Tear Down Your Walls
  12. The Holographic Principle (A Profound Understanding Of Reality)

EPICA lineup: 

  • Simone Simons – Vocals
  • Mark Jansen – Guitars, Harsh vocals
  • Isaac Delahaye – Guitars
  • Rob van der Loo – Bass
  • Coen Janssen – Keyboards
  • Ariën van Weesenbeek – Drums

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