EPICA – cogli l’occasione e crea il tuo universo


EPICA –“ Design Your Universe” (Gold Edition)
• (2019 – Nuclear Blast) •

Ricordo ancora quando dieci anni fa usciva questo piccolo capolavoro; fu ai tempi il primissimo disco degli Epica che comprai originale e fu anche quello che mi fece diventare un vero e proprio fan della symphonic metal band olandese che fino ad allora conoscevo solamente a spizzichi e bocconi. Oggi a dieci anni di distanza l’album viene ripubblicato in questa nuova versione rimasterizzata, con un nuovo e bellissimo artwork (che rimane comunque fedele al concept originale) e con nuove tracce bonus per festeggiare quello che è stato probabilmente il disco di maggior successo della band capitanata da Mark Jansen e anche probabilmente quello più amato dalla maggior parte dei fan. Le tracce bonus di questo disco contengono il discreto inedito “Incentive”, veloce, pomposa e sinfonica come nello stile del gruppo che comunque è un pezzo che confrontato con il resto delle tracce “originali” del disco impallidisce. Passiamo quindi oltre alle interessanti versioni acustiche di pezzi quali “Burn To A Cinder”, “Our Destiny”, “Unleashed”, “Martyr Of The Free Word”e la title-track. È sempre piacevole riascoltare pezzi che si conoscono a memoria come nel mio caso per questo disco, in una versione riarrangiata e così diversa dai brani originali. “Burn To A Cinder” essendo un pezzo ritmato ma allo stesso tempo molto melodico si addice molto bene a questo tipo di operazione ed in effetti il risultato finale è assolutamente pregevole. Molto bella è anche “Martyr Of A Free World” che è il pezzo che è stato maggiormente stravolto da questa operazione risultando però anche in questa veste davvero bello e non a caso è stato scelto dalla band per promuovere questa riedizione con tanto di videoclip dal contenuto socialmente impegnato che vi consiglio di visionare su Youtube. Insomma tutto sommato dei contenuti extra interessanti e se a questo sommiamo un sound rimasterizzato da cui si percepiscono delle piccole migliorie ma che non stravolge quello che era l’essenza di un disco prodotto comunque già piuttosto bene e un artwork davvero bello, ecco che questa riedizione inizia a mostrarsi come qualche cosa di più che appetitoso per i fan della band e anche, ovviamente , per chi questo disco non lo conosce e vorrebbe avvicinarsi per la prima volta ad esso. Il disco appunto; il fulcro di questa release e una prova artistica che a dieci anni di distanza merita di essere riesaminata per riscoprire le meraviglie che si celano dietro di essa.
L’album in questione è il primo degli Epica con il nuovo chitarrista Isaac Delahaye che in questo lavoro non ha potuto contribuire molto al processo compositivo dei brani dato che questi erano già stati scritti ma si rivelerà importante nel processo di songwriting dei dischi che verranno. L’album si apre con l’intro sinfonica “Samadhi” una delle mie intro preferite della band che sfocia nel primo pezzo “Resign To Surrender”: cori, una batteria martellante e il growl di Mark Jansen che è il perfetto esempio dei due lati della band, ossia quello più aggressivo e quello più melodico. Il brano è pomposo e aggressivo con un crescendo sul finale da brividi. Simone Simons in questo disco per chi scrive è all’apice delle sue capacità, in un età ancora giovane dove la sua voce risulta fresca e cristallina e non usurata da troppi anni di tour ma allo stesso tempo con qualche anno di esperienza in casa Epica che le hanno permesso di sviluppare, lavorare e migliorare la sua timbrica. La sua performance è perfetta sia nelle parti più soffici e delicate che in quelle più operatiche. L’album è musicalmente ricchissimo e come ci hanno sempre abituato gli Epica viene contornato da testi impegnativi e allo stesso tempo riflessivi dove si parla di politica, scienza, religione, spiritualità e sentimenti umani. “Unleashed” è forse il brano più conosciuto degli Epica da questo disco. Fu anche il primo singolo estratto e ad oggi è uno dei brani che raramente esce dalle scalette della band. “Martyr Of The Free Word” è un altro pezzo da novanta, con delle strofe da sapore quasi mediorientale che si contrappongono al chorus dal sound più “classico” guidato da Simone prima che il feroce growl di Mark subentri in una delle parti più pesanti dell’intero album. “Our Destiny” è una semi-ballad davvero emozionante e ben scritta in cui Simone sfoggia nel ritornello una prestazione pazzesca con la sua timbrica più operatica. “Kingdom Of Heaven” è il vero gioiello di questo disco e uno degli apici compositivi (e di durata) della band Olandese che con i suoi tredici minuti esplora da ogni prospettiva il sound degli Epica, con parti in blast-beat, stacchi sinfonici, break acustici e voci narrate. Il pezzo come mi ha raccontato Mark in sede di intervista riflette su come secondo lui la Scienza e la Religione siano due facce opposte di una medaglia che prima o poi dovranno incontrarsi e dialogare perché l’essere umano possa realmente arrivare ad un nuovo livello di comprensione e di come – sempre secondo Mark – limitarsi a una delle due cose soltanto, andando ad escludere completamente l’altra, a livello strettamente personale non lo soddisfa e non gli da le risposte che cerca, della serie “science without religion is lame, religion without science is blind” come diceva Albert Einstein. Dopo tale magnificenza l’interludio “The Price Of Freedom” ci conduce a “Burn To A Cinder” che è uno dei pezzi con il ritornello più catchy e ben scritto dell’intero album. La prima ballad del disco “Tides Of Time” è qualcosa di realmente speciale ed incredibilmente emozionante. Il pezzo a detta di Simone è stato dedicato alla nonna di Mark che morì durante le sessioni di registrazioni del disco. A detta di Mark, lui era estremamente affezionato a sua nonna che oltretutto fu la persone che permise alla band di provare nello scantinato della propria casa dando agli Epica un “rifugio” nel primo periodo della band quando erano ancora una band squattrinata. Questo pezzo è una dedica alla sua memoria e in generale parla della perdita di una persona cara, del dolore ma anche di tutti quegli insegnamenti che questa persona ci lascia (“i’ll treasure every lesson learned to the embers”). Simone nel crescendo del pezzo è letteralmente da pelle d’oca e interpreta il brano in maniera sublime. Sicuramente la mia ballad preferita degli Epica e credo una delle ballad più belle che abbia mai ascoltato nei miei lunghi anni da appassionato di musica. “Deconstruct” e Semblance Of Liberty” sono due pezzi molto heavy e anche questi di alto livello che ci introducono alla seconda e ultima ballad del disco ancora una volta di pregevolissima fattura dove compare anche Tony Kakko (Sonata Arctica, e uno che di grandi ballad se ne intende eccome!) in veste di guest che duetta magnificamente con Simone. Siamo giunti alla title-track che per quanto sia enormemente osannata dai fan non è mai stato uno dei miei pezzi preferiti del gruppo anche se devo riconoscere che si tratta di un pezzo che nei suoi quasi dieci minuti conclude il disco in maniera degna, invitandoci in sede di testo, a prendere il nostro destino nelle proprie mani, ad impegnarci a coltivare una strada, un percorso, perché nulla è già deciso e nulla è già stato scritto e siamo unicamente noi stessi i padroni del nostro destino e del nostro futuro. In conclusione anche dopo dieci anni di ascolti questo disco continua a sorprendermi per la sua ricchezza musicale, i suoi testi, il suo songwriting, e l’ispirazione dietro di esso. Non c’è qui un pezzo da saltare, ogni brano è di altissimo livello e pur non essendo il mio disco preferito degli Epica (probabilmente se la giocano “The Divine Conspiracy” e “Consign To Oblivion”), non si può non riconoscere il livello altissimo che la band olandese ha raggiunto con questa release che consiglierei a qualsiasi amante del genere e non solo del Metal Sinfonico e questa nuova edizione potrebbe essere la giusta occasione per molti per scoprire (o riscoprire) questa gemma.

VOTO: 9,5/10

Tracklist:

  1. Samadhi
  2. Resign To surrender
  3. Unleashed
  4. Martyr O The Free Word
  5. Our Destiny
  6. Kingdom Of Heaven
  7. The Price Of Freedom
  8. Burn To a Cinder
  9. Tides Of Time
  10. Deconstruct
  11. Semblance Of Liberty
  12. White Waters
  13. Design Your Universe
  14. Incentive
  15. Burn To a Cinder (Acoustic Version)
  16. Our Destiny (Acoustic Version)
  17. Unleashed (Acoustic Version)
  18. Martyr Of The Free Word (Acoustic Version)
  19. Design Your Universe (Acoustic Version)

EPICA lineup:

  • Simone Simons – Vocals
  • Mark Jansen – Guitars, Grunts
  • Coen Janssen – Keyboards
  • Isaac Delahaye– Guitars
  • Rob van der Loo – Bass
  • Arien van Weesenbeek – Drums