DYNAZTY – nel segno del fuoco


DYNAZTY – “Firesign”
• (2018 AFM Records) •

Il 28 settembre il quintetto di Stoccolma ha rilasciato il sesto album in studio a distanza di due anni da “Titanic Mass” nonché dopo aver firmato un nuovo contratto con AFM Records lo scorso Luglio. L’album si presenta come un lavoro compatto che non si distacca molto dal sound precedente tentando a fatica di mantenere una certa originalità e riuscendoci a tratti. La nuova etichetta non fa fare cambi di direzione repentini alla formazione che si ritrova con un album ben fatto ma, forse, con schemi un po’ ripetitivi per ogni canzone.
Opening track “Breathe With Me” che per i primi quattro secondi ricorda gli Amaranth, per poi staccarsi da quei lidi piano piano, soprattutto grazie alla versatilità vocale di Nils Molin. Le tastiere guidano i cavalli del carro Dynazty nell’intro; poi cassa in quarti e atmosfere che si fanno di colpo più calme, mantenendo comunque una certa tensione. Ritornello accattivante che si alza progressivamente di tono: si presta benissimo a una performance live.
“The Grey” come la precedente canzone, l’avevamo già sentita come singolo su YouTube. Qui le atmosfere si fanno più cupe e il ritmo meno incalzante, strofe ancora molto calme ma ritornello riuscitissimo come il precedente. Canzone che procede con alcune accelerate per poi rallentare nuovamente in un nuovo equilibrio perfetto. Assolo decisamente superbo.
Già con “In The Arms Of A Devil” si comincia a intuire come lo schema delle strofe calme, o relativamente calme, si ripeta pressoché a ogni canzone con qualche accelerata prima di ogni ritornello. Qui, però il gioco di tastiere e chitarra ritmica funziona molto bene, non diventando mai noioso né ripetitivo. Degna di nota: “Ascension” con un intro che si discosta efficacemente da quella delle scorse canzoni grazie a un esperimento ben riuscito di cori, batteria a tratti e tastiere. Peccato poi ritorni sulle classiche strofe con lo schema: batteria-voce già sentito, che però viene arricchito dopo un po’ dall’entrata vincente delle tastiere. Ritornello non epico come le prime tre canzoni, ma che rende difficile non muovere la testa a destra e a sinistra seguendone il ritmo accattivante.
Titletrack “Firesign”: aprono le tastiere in modo davvero particolare e intrigante: strofe riuscite (tra le migliori del disco) con un ritornello che sortisce un po’ l’effetto della canzone precedente, ma risulta più ampio e articolato, mostrandosi ancora più riuscito.
È“Follow me” che finalmente offre delle strofe cariche e portentose che, nel ritornello, lasciano il giusto spazio a chitarre e batteria che pesta più che nelle altre canzoni. Cori azzeccatissimi che si inseriscono alla perfezione per calcare alcune parole del ritornello. Bridge intrigante e assolo ben composto. Anche la strofa di “Starfall” esce dagli schemi calmi portando a un ritornello ben fatto, che odora di già sentito da qualche parte ma che si lascia cantare benissimo. Riff successivi che si staccano bene dal ritornello portando a un’altra dimensione della canzone le cui strofe sono notevolmente diversa dal chorus.
“The Light Inside The Tunnel” si presenta con tastiere quasi da cerimoniali ma con un ritmo più incalzante, le quali aprono una canzone complessa che tenta di variare un po’ stile senza riuscirci completamente né convincere appieno. La batteria di Egg risulta in primo piano con ottime sfumature accentuate dalle chitarre che a metà intro prendono possesso della scena.
La parte più convincente del disco è sicuramente data dalle tastiere registrate e dalla voce, con le chitarre che giocano spesso un buon ruolo, raramente in primo piano (eccetto che per gli innumerevoli assoli ovviamente: azzeccati e davvero ispirati anche se talvolta un po’ troppo virtuosistici). Nils Molin si fa talvolta aiutare da doppie registrazione della propria voce e un uso contenuto di cori che, piazzati nel posto giusto, aumentano l’epicità del lavoro. Nils ha comunque una perfetta padronanza delle corde vocali, con cui raggiunge facilmente acuti invidiabili e interpreta alla perfezione anche i momenti più difficili scandendo sempre bene la parole: nota molto positiva visto che nel metal, spesso, il significato delle frasi si perde parzialmente tra accento, percussioni, musica e tutto il resto.

VOTO: 7.5/10

Tracklist: 

  1. Breathe With Me
  2. The Grey
  3. In The Arms Of A Devil
  4. My Darkest Hour
  5. Ascension
  6. Firesign
  7. Closing Doors
  8. Follow Me
  9. Let Me Dream Forever
  10. Starfall
  11. The Light Inside The Tunnel

Dynazty lineup:

  • Nils Molin – Vocals
  • George Egg – Drums
  • Rob Love Magnusson – Guitars
  • Mike Lavér – Guitars
  • Jonathan Olsson – Bass