DREAM THEATER – New Horizons


DREAM THEATER – “A Dramatic Turn Of Events”

• (2011 – Roadrunner Records) •

La nuova decade che si protrae dinnanzi al five-piece statunitense sarà inevitabilmente un nuovo inizio per la progressive metal band più conosciuta al mondo; dopo l’abbandono del batterista e fondatore Mike Portnoy dopo venticinque anni di carriera, i Dream Theater portano all’interno della band l’altrettanto talentuoso Mike Mangini dopo una entusiasmante serie di provini con alcuni dei più grandi batteristi del pianeta come Marco Minnemann, Aquile Priester e lo stesso Mangini, provini che ad oggi si possono visualizzare gratuitamente su Youtube. Il nuovo Mike è un batterista incredibilmente tecnico come lo era il vecchio, ma a differenza di Portnoy nei quattro dischi che ha inciso fin ora con la band si sente a mio avviso quella mancanza di quell’inventiva geniale che aveva il vecchio Mike senza contare il carisma e l’attitudine da leader dentro e fuori dal palco che aveva l’ormai ex- Dream Theater. Ovviamente questi sono pareri personali dati da una persona (il sottoscritto), che non è un batterista e che quindi non può di certo valutare col microscopio la bravura tecnica di entrambi e metterli a paragone ed è quindi ovvio che il parere dato e solo frutto di un gusto personale. Con l’addio di Portnoy, Petrucci diventa ormai il leader indiscusso della band e il suo ruolo compositivamente parlando oltre che nella scrittura dei testi diventa sempre più preponderante. Con la release di “A Dramatic Turn Of Events” lo stesso Petrucci ha più volte rimarcato come il titolo non alludesse assolutamente alle vicende legate all’ex batterista ma avesse altri significati, detto questo per quanto mi riguarda scegliere un titolo del genere per una release del genere è quantomeno un pelino provocatorio. In ogni caso il disco rilasciato sul mercato nel tardo 2011 è un album solido senza ombra di dubbio e per quanto mi riguarda nettamente il migliore dell’era Mangini. È un disco che non porta particolari novità sonore come aveva fatto la band nel periodo tra “Six Degrees Of Inner Turbulence” e “Systematic Chaos” ma si adagia su un sound classicamente Dream Theater anche se non manca qualche soluzione sonora più moderna (“Build Me Up, Break Me Down”). L’album è piacevolmente solido anche se manca del colpo di genio che aveva contraddistinto gli album dell’era Portnoy e che sarà purtroppo una costante in tutti i dischi con Mangini. “On The Backs Of Angels” è il brano scelto come singolo per far decollare il disco anche se risulta piacevole ma nulla di più; un pezzo che sicuramente cadrà nell’anonimato dopo qualche ascolto ripetuto nonostante qualche pregevole soluzione sonora all’interno come per esempio l’assolo di Petrucci e quello di Rudess i due veri pilastri che sorreggono l’intero disco e che sono nettamente i più ispirati del lotto specialmente nelle parti soliste. “Build Me Up, Break Me Down” con quel beat elettronico iniziale e quel groove trainante di Petrucci ha al suo interno delle carte vincenti e ci mostra il lato più moderno del teatro del sogno. Peccato per il ritornello eccessivamente smielato. Per gli amanti dei virtuosismi “Lost Not Forgotten” con i suoi dieci minuti di durata è il brano tecnicamente più intricato del lotto anche se parte in maniera piuttosto epica ma si snoda ben presto in territori sonori più complessi e iper-cervellotici. Ancora una volta un brano discreto che però nulla aggiunge in termine di qualità e di innovazione a quello che i Dream Theater avevano fatto nei precedenti dieci album. “This Is The Life” è un altro pezzo più che discreto con un Labrie molto coinvolgente nel suo approccio vocale più delicato. Tuttavia la colonna portante dell’album e anche la sua parte migliore sta nettamente nel trittico “Bridges In The Sky”,“Outcry” ma soprattutto “Breaking All Illusions”. Partiamo da quest’ultimo che io reputo un brano straordinario e nettamente in migliore dell’era Mangini; un brano che verrà infatti portato dal vivo nei successivi due tour mischiandosi in maniera fantastica ai classici della band. Con “Breaking All Illusions” ritorna la magia dei primi Dream Theater per un pezzo che se non fosse per la produzione potrebbe tranquillamente stare in “Images And Words” e vi dirò di più… non sfigurerebbe nemmeno! Questo è un brano che nei sui oltre dodici minuti offre agli ascoltatori un pezzo progressive di altissimo livello dove tutto è perfetto; linee vocali, cambi di tempo, atmosfere epiche, assoli incredibili ma soprattutto… è un brano che colpisce al cuore ed emoziona veramente molto! Le altre due suite “Outcry” e “Bridges In The Sky” non raggiungono i livelli del precedente brano nominato ma sono anche loro due brani assolutamente degni di nota che la band porterà dal vivo nel successivo tour. “Bridges In The Sky” parte con gli ormai ben noti “vocalizzi” di uno Sciamano ed ha un che di etereo nella sua parte prima di esplodere in un bel riff corposo di Petrucci e un chorus dal grande impatto emozionale cantato da Labrie. Si parla in questo brano di spiritualità mentre nella successiva “Outcry” si toccano i temi della libertà e dell’insurrezione di un popolo oppresso e di quanto questo valore valga il sacrificio della lotta e della spesso della perdita di vite umane. Anche questo pezzo si ascolta con grande piacere e mostra un Petrucci ed un Jordan Rudess in gran spolvero. Tralascio il commento sulla breve ed inutile “Far From Heaven” per passare all’ultimo brano dell’album, la toccante “Beneath The Surface” che chiude l’album in maniera degna sulle delicate sillabe pronunciate da Labrie per un brano molto soffuso che vede una bellissima inserzione di tastiera sul finale da parte di Rudess. Per concludere “A Drammatic Turn OF Events” è un solido ritorno dei Dream Theater che dimostrano di poter dire ancora la loro nonostante l’importante cambiamento nella line-up. Se non vi piace lo stile batteristico di Mangini e di conseguenza non vi siete mai approcciati a questi ultimi album della band beh… “A Dramatic Turn Of Events” trovo che sia un disco che dovete recuperare. Di certo non è un album innovativo, ma compositivamente parlando rappresenta il meglio che i Dream Theater hanno scritto con questa nuova formazione.
VOTO: 7/10

Tracklist:

1. On The Backs Of Angels
2. Build Me Up, Break Me Down
3. Lost Not Forgotten
4. This Is The Life
5. Bridges In The Sky
6. Outcry
7. Far From Heaven
8. Breaking All Illusions
9. Beneath The Surface

Dream Theater lineup:
• James Labrie – Vocals
• John Petrucci – Guitars
• John Myung – Bass
• Jordan Rudess – Keyboards
• Mike Mangini – Drums