DOWNFALL OF GAIA – Magnetiche atmosfere


DOWNFALL OF GAIA – “Ethic Of Radical Finitude”
• (2019 – Metal Blade Records) •

Parlare dei Downfall Of Gaia senza aggiungere ovazioni e complimenti credo sia ormai impossibile. I fedeli alla band conoscono bene il loro percorso che continua con una buona pendenza verso il successo: dal 2008 con il demo “The Downfall Of Gaia”, la band ha fatto sapere al mondo cosa fosse in grado di realizzare, tirando fuori lavori come “Epos” e “Suffocating in the Swarm of Cranes”, rispettivamente i primissimi full-length di questi radiosi maestri! Il loro sound, contraddistinto da un profondo sludge atmosferico che ricorda moltissimo i God Is An Astronaut e contornato da un post black metal con i controfiocchi, emerge a tal punto da macinare sempre più fama conquistando sempre più fan intorno al globo, fino ad arrivare al loro trascinante ultimo album: “Ethic of Radical Finitude”, un capolavoro della scena sonora marcato Metal Blade Records! Un viaggio introspettivo dall’inizio alla fine, un continuo suscitare emozioni profonde, indescrivibili, nascoste, emozioni incontrollabili che sgorgheranno dall’animo umano ad ogni singola nota di questo dettagliato lavoro.

Quanto detto sopra, questo viaggio non può che cominciare con “Seduced By”, un ambient soporifero in grado di rilassare l’ascoltatore a tal punto da entrare in un aggraziato stato di trance, nel quale le immagini verranno dipinte lentamente dal pennello della musica. Il varco si apre con “The Grotesque Illusion of Being”: il passo che spinge l’ascoltatore oltre il confine della realtà, divenendo un tutt’uno con queste magnetiche sonorità; blast beat e riff, accompagnati dagli scream di un frontman che sa esattamente come trasmettere emozioni, e ci riesce per ben 5:53 minuti, un tempo infinitamente perfetto per perdersi in questi assoli di chitarra che strisciano perfettamente su una base ritmica maledettamente trascinante. Si apre lentamente “We Pursue the Serpent of Time”: fluttuano i pensieri e i desideri tra le oscure nubi della mente, nella quale il mondo reale non è altro che una finestra dalla quale guardare ciò che può attendere, dato che il maestoso viaggio che questa band riesce a donare è confinato tra le pareti della nostra personale e intima coscienza; credetemi, ho la pelle d’oca, fino ad ora non c’è stato un momento ripetitivo o monotono, solamente pura trepidazione sonora. “Guided Through a Starless Night” è il titolo perfetto per un pezzo come questo: i primi pizzichi di due chitarre egregiamente sincronizzate riescono perfettamente a catapultare l’ascoltatore in una buia notte, nella quale regnano sovrane le stelle protagoniste: anche qui la band non pecca minimamente, dando al proprio pubblico un suono fresco, pulito, con melodie più che soddisfacenti e colme di personale enfasi; altri 9:29 minuti di essenza. Lampanti fulmini carichi di elettricità colpiscono questo viaggio con la penetrante “As Our Bones Break to the Dance”: credetemi se vi dico che trovo questo pezzo uno dei migliori che abbia ascoltato fino ad ora, contiene qualsiasi cosa che un’anima vorrebbe ascoltare e di cui nutrirsi per mantenere la propria luce; ho riascoltato più volte questa track cercando di trovare parole che potessero descriverla e non sono riuscito a trovarne, solamente un termine sono riuscito a focalizzare davanti ai miei occhi nel mentre gli infuocati riff e l’infinita onda d’urto del basso continuavano ad ammaliarmi, un termine che quasi potrebbe essere associato all’intero album: ‘agamica’, che come un essere in grado di autoriprodursi senza l’aiuto di esterni, questo pezzo si riproduce perfettamente nell’intero album, continuando meravigliosamente la propria ed eguale riproduzione in ogni traccia, un circolo in grado di produrre decine e decine di emozioni con un solo corpo, un solo album. La conclusione non potrebbe essere migliore, nella quale inizia la morbida fase di atterraggio con “Of Withering Violet Leaves”: soavi arpeggi che portano alla mente “10.000 Days” dei Tool, accompagnati da una ritmica da brivido, lieve e leggiadra, che porta l’ascoltatore a posarsi su di un manto erboso di una terra fantasiosamente incontaminata, nella quale vagano i pensieri e le sensazioni che questo capolavoro riesce a regalare. Il lavoro si conclude, lasciando quel ricordo che solo con un viaggio del genere può rimanere impresso nelle memorie di un uomo.

VOTO: 10/10

Tracklist:

  1. Seduced By
  2. The Grotesque Illusion of Being
  3. We Pursue the Serpent of Time
  4. Guided Through a Starless Night
  5. As Our Bones Break to the Dance
  6. Of Withering Violet Leaves

DOWNFALL OF GAIA lineup:

  • Dominik Goncalves dos Reis – vocals, guitar
  • Anton Lisovoj – vocals, bass
  • Michael Kadnar – drums
  • Marco Mazzola – guitars