DIVINE ASCENSION – la rivelazione della divina ascesa


DIVINE ASCENSION – “The Uncovering”
• (2018 – Black Lodge) •

 

A distanza di quattro anni dal loro secondo album “Liberator” il quartetto australiano torna con un nuovo lavoro: dieci tracce di power/progressive metal con vaghissimi rimandi ai Nightiwish, ma con un taglio tutto personale, originale e sulla buona strada per il successo.
Il disco si apre col singolo “Evermore” con tastiere e chitarre a comporre un’ottima melodia sempre più incalzante nell’intro. Già qui iniziamo ad assaporare gli assoli di Karl Szulik (guitars) che si inseriscono in primo piano spesso durante il brano, facendoci gustare piccoli momenti di brivido.
Ritornello che rallenta con una batteria che tiene il contro-tempo e il cantato di Jennifer Borg (singer) davvero efficace. Il primo elemento particolare si manifesta quando, dopo il primo ritornello, la canzone rallenta improvvisamente lasciando a Jennifer carta bianca per un’interpretazione canora priva di strumenti in sottofondo. Si nota come la band cerchi di evitare la composizione usuale delle canzoni, rifuggendo lo schema classico (strofa-ritornello-strofa-ritornello-bridge-ritornello).
“Pursuit of Desire” è una delle canzoni più di spicco dell’album, che vede la partecipazione di Tom Englund (Evergrey, Redemption) che alterna il proprio timbro passionale e maturo a quello di Jennifer regalando strofe interessante mantenute da una stupenda linea melodica creata dalle tastiere e ritornelli memorabili.
In “New World” possiamo invece gustarci un assolo di Jason Meracis (bassist) davvero azzeccato, sfidando l’abitudine di molti gruppi di lasciare questo strumento sempre sullo sfondo, a quasi invisibile rettore delle trame ritmiche delle canzoni. Spicca inoltre “One Step Here” con delle variazioni di tempo e di mood davvero apprezzabili. Molto sentito il finale di “Bittersweet Divide”, con atmosfere apocalittiche degne di accompagnare il brano e un doppio pedale spinto al massimo, all’outro del disco: “Vultures” enigmatico pezzo in cui un’atmosfera davvero particolare viene riempita dal cantato/recitato di Jennifer. Quest’ultimo pezzo vuole ancora una volta dimostrare quanto la band tenti di allontanarsi dalla composizione classica delle varie parti delle canzoni e degli album, piazzando quello che potrebbe svolgere un buon lavoro come intro, alla fine.
Come già rilevato, il mood all’interno delle canzoni cambia più volte, rendendo complicato il primo impatto e lasciando difficoltoso intravedere lo schema generale, ma stupendo per la qualità e la coerenza nell’intreccio dopo i primi ascolti.
La batteria di Luke Wenczel è eseguita in maniera magistrale seguendo alla perfezione i riffs, ma intrecciandosi molto bene anche con le modulazioni vocali di Jennifer (singer). Con fills ben fatti e doppio pedale col turbo. Spesso a comporre la melodia principale, in primo piano, sono le tastiere, le quali conducono spesso le canzoni verso un sound più orchestrale.
I ritornelli più lenti risultano anche essere i più efficaci, maestosi e apprezzabili. “Evermore” e “Pursuit of Desire” ne sono la prova lampante. Generalmente troviamo brani più progressive come “The Fallen” e altri più melodici come “Revolution Phase” ma in generale queste due componenti si mixano bene all’interno di ogni singola canzone. Mi viene da dire che la parte forte di questa band sia proprio la melodia, la musica, coi ritocchi e le sfumature della batteria. Per quanto riguarda Jennifer, il timbro non mi è parso stupendo ma l’estensione vocale è apprezzabile. La cover futuristica forse non rende abbastanza fede al mood musicale del disco, restando abbastanza anonima. Di certo non un disco che faccia gridare al miracolo, ma è comunque un lavoro di spessore, ragionato e ben composto, che fa intendere, al quartetto, di essere sulla giusta strada per l’ascensione al successo.

VOTO 8/10

Tracklist: 

  1. Evermore
  2. Prisoner
  3. The Fallen
  4. Pursuit of Desire
  5. New World
  6. Revolution Phase
  7. Beyond the Line
  8. One Step from Here
  9. Bittersweet Desire
  10. Vultures

Divine Ascension lineup: 

  • Jennefer Borg – Vocals
  • Karli Szulik – Guitars
  • Jason Meracis – Bass
  • Luke Wenczel – Drums