DISTURBED – L’evoluzione incompleta


DISTURBED – “
Evolution”
• (2018, Reprise Records) •

 

 

I Disturbed tornano. Dopo la lunga pausa di 4 anni che avevano indetto dopo “Lost Children” si erano rifatti vivi con “Immortalized”: un disco con un’infinità di tracce che, sebbene non fosse all’altezza di “Indestructible” e “Ten Thousand Fists”, aveva comunque saputo farsi ben volere dalla critica e dal pubblico, dimostrandosi un ottimo lavoro. Cosa c’è da aspettarsi da questa nuova fatica? Certo la pubblicità fatta attorno a questo “Evolution” fa ben sperare: accontentando chi è sempre in cerca di cambiamento, che dovrebbe veder esplorare, dal quartetto, nuovi lidi, ma deludere, in teoria, chi è attaccato allo stile Disturbed, cambiato nel tempo, ma rimasto fondamentalmente lo stesso. Ebbene, entrambi sono in torto, a me è parso che i Disturbed non abbiano saputo evolversi come promesso, producendo un lavoro buono, ma molto al di sotto delle aspettative. Seconda nascita? Evoluzione? A voi le conclusioni! Il disco parte carico, con un pezzone con delle strofe ben fatte che conducono a un ritornello davvero ben composto. Che parla di rivincita e di riscatto e promette splendidamente come opening track anche dal vivo. Anche “No More” sa il fatto suo, collocandosi come un bel pezzo, nulla di eccezionale, ma nemmeno malvagio. “A Reason to Fight” è forse la prima nota un po’ dolente, una ballad. Ora, certo non è brutta, ma a parte il ritornello poco si salva, con strofe piatte in cui Draiman (singer) non sembra convincere. Melodia iniziale di “Another Time” davvero ispirata e pezzo che parte a bomba, con Draiman davvero in forma dietro il microfono nel ritornello. Fin qui sta andando tutto abbastanza bene, vi chiederete: “Perché una premessa così negativa, allora?” Perché le note positive si fermano quasi tutte in queste prime quattro tracce. Da qui le canzone degne di menzione sono ben poche, alcune sono vagamente passibili, altre sono totalmente prive di mordente, con ritmi lenti classici dei Disturbed, ma senza aggressività quando c’è da essere aggressivi, e poco toccanti quando c’è da essere più drammatici. “Hold on to Memories” è l’unica ballad davvero convincente secondo me, in cui una chitarra acustica e la batteria di Mike (drummer) dai toni appositamente e saggiamente molto delicati, accompagnano la stupenda performance di David. Questa è probabilmente la canzone che più si discosta dal loro stile, nonché una delle migliori dell’album. Bridge degno di nota per la profondità di significato raggiunta.

Shine your light on this world while you can
and hold on to memories
hold on to every moment to keep them alive.
The world’s greatest tragedy:
souls who are not remembered, cannot survive

“The Best Ones Lie” ha una buona partenza, suonando all’orecchio abbastanza aggressiva, peccato si perda un po’ nel ritornello risultando successivamente un po’ piatta. Sono quattro le bonus tracks del disco. Una di queste è la versione live di “Sound of Silence” con Myles Kennedy, molto toccante, peccato che la voce di David sovrasti quasi sempre quella di Myles che risulta molto sullo sfondo. “This Venom” risulta ben costruita invece, bell’intro e strofe accattivanti. Pre-chorus un po’ piatto ma ritornello centrato, non proprio in pieno ma in modo più accettabile. Il remix di Sam de Jong di “Are you Ready”, invece, è stato un esperimento davvero carino. Il remix dà alla canzone un’atmosfera totalmente diversa, ma convincendo comunque. Il tentativo di evoluzione è stato apprezzato, ma forse è mancato per alcuni tratti di ispirazione, scadendo in soluzioni musicali poco accattivanti. Non è un disco di cattiva fattura, supera sicuramente di qualità “Lost Children” o “Asylum” ma le aspettative che avevo avuto sono state ampiamente deluse..

VOTO: 6,5/10

Tracklist: 

  1. Are You Ready
  2. No More
  3. A Reason To Fight
  4. In Another Time
  5. Stronger On Your Own
  6. Hold On To Memories
  7. Savior Of Nothing
  8. Wathc You Burn
  9. The Best Ones Lie
  10. Already Gone
  11. The Sound of Silence (feat. Myles Kennedy)
  12. This Venom
  13. Are You Ready (Sam de Jong remix)
  14. Uninvited Guest

DISTURBED line-up: 

  • David Draiman – Vocals
  • Dan Donegan – Guitars
  • Mike Wengren – Drums
  • John Moyer – Bass